Anamnesi: significato ed esempi

Anamnesi

Anamnesi, ricordo di essermi un po’ spaventata la prima volta che mi è stato detto “ora facciamo l’anamnesi”, immaginando già qualche strano esame di quelli invasivi, lunghi e magari anche costosi. Noiosa, sì, può esserlo, ma per il resto non è così orribile la procedura dell’anamnesi, ed è molto utile per il medico che ci deve visitare. Vediamo in cosa consiste.



Anamnesi: significato

Siamo nel campo della medicina. L’anamnesi non è altro che la raccolta di informazioni di vario tipo direttamente dal paziente e/o dai suoi familiari se si tratta di un paziente troppo piccolo per poter essere autonomo nel fornirle. Informazioni, intese sia come notizie e dati di fatto, sia come sensazioni, basta che siano ritenute utili al medico per potersi indirizzarsi verso una diagnosi di una certa patologia.

Come una sorta di autobiografia, è divisa in capitoli, principalmente in due parti, quella familiare e quella personale, c’è poi una sorta di introduzione che riguarda i dati prettamente anagrafici e non specifici per particolari sintomi, e viene redatta soltanto la prima volta che la persona si rivolge al medico, poi resta “schedato” e non deve ripetere.

Anamnesi

Anamnesi familiare

La parte familiare dell’anamnesi riguarda sia genitori e nonni, sia fratelli e sorelle, se ce ne sono. Si va a capire e annotare lo stato di salute di queste figure e la loro eventuale età e causa di morte, serve per individuare i fattori di rischio che possono essere sia genetici, sia ambientali. Possono anche emergere predisposizioni familiari a certe patologie come ad esempio l’ipertensione arteriosa, la cardiopatia ischemica, molte allergopatie, alcune malattie del sistema immunitario.

Anamnesi patologica

Ci sono varie sottocategorie della anamnesi personale, una di essere è proprio quella patologica che a sua volta è divisa in una parte remota e in una prossima, anche se poi dipende dall’età della persona. La parte “recente” riguarda il disturbo per cui il paziente consulta il medico, contiene informazioni sulla modalità di insorgenza dei disturbi ma anche sulle condizioni di sonno, sete e fame, astenia, ansia e vari possibili sintomi come tosse, starnuto, vomito, dispnea, palpitazioni, prurito, eccetera. L’anamnesi richiede anche informazioni sull’attività sessuale.

Quando si passa alla parte remota dell’indagine sulle patologie, si richiede al paziente di raccontare malattie, traumi ed interventi chirurgici subiti, visto che alcune malattie infettive potrebbero essere all’origine o legate ai sintomi che nel presente si osservano. Questo capita ad esempio per la tubercolosi, per i tumori, per l’epatite virale o la sifilide, ma anche in casi di interventi chirurgici o di traumi ossei importanti.

Anamnesi

Anamnesi fisiologica

Un’altra sottosezione dell’anamnesi patologica è quella fisiologica. In questa circostanza si parla della nascita e dello svezzamento, della prima infanzia per passare poi ad altri periodi: pubertà, servizio militare, gravidanze e menopausa. E’ importante raccontare anche lo stile di vita e le abitudini alimentari che possono aver causato carenze vitaminiche, precisando anche eventuale uso di alcool, tabacco e sostanze stupefacenti.

Con l’anamnesi, si registrano anche l’attività fisica e sociale del paziente, si prende atto della situazione economica, familiare e domiciliare. E’ importante che il medico sia messo al corrente della presenza di allergie ambientali o a farmaci.

Anamnesi

Anamnesi medica

Tutto ciò, e altre sezioni non citate, troppo tecniche, vanno a costituire l’anamnesi medica, un fondamentale ausilio per il medico, non solo per la medicina predittiva, ma in generale nella formulazione della diagnosi perché ricostruisce il decorso della malattia ma anche le modalità di insorgenza. Inoltre fornisce informazioni sulle possibili inclinazioni genetiche. Deve essere completa di informazioni sui medicinali prescritti o autosomministrati, oltre che sull’uso di droghe. Nell’anamnesi generale ci sono molti dati sensibili  ma non è previsto nulla di specifico per valutare la istocompatibilità che richiede esami ad hoc

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Pubblicato da Marta Abbà il 8 aprile 2018