Istocompatibilità: significato

Istocompatibilità

Istocompatibilità, un termine tecnico, medico, che chi ha avuto a che fare con dei trapianti sicuramente ha sentito nominare. Lo si sente anche quando esce qualche notizia di nuove scoperte in questo campo, scoperte che la comunità scientifica ci regala sperando che non ce ne sia mai bisogno. Ma nel caso, servono eccome. Allora negli articoli anche più di stampa generalista si sente citare questa istocompatibilità. Vediamo cosa significa.



 

 

 

 

Istocompatibilità: significato

Con questa parola si vuole indicare la proprietà delle cellule di un tessuto di essere riconosciute come proprie da parte dell’organismo e non essere quindi identificate ed eliminate dal sistema immunitario che è ciò che accade se vengono al contrario identificate come “estranee” o “nemiche”.

Istocompatibilità: definizione

Vediamo come in medicina, più tecnicamente, l’istocompatibilità viene definita anche se quel che emerge non è molto differente. Il concetto è e resta tecnico, da esperti del settore, anche se se ne può comprendere il senso globale.

Si intende la proprietà delle cellule di un tessuto di esprimere un sistema di glicoproteine di membrana che lo rende compatibile con un altro tessuto o con un organismo ospite. Se così accade, se c’è questa istocompatibilità, allora non c’è rigetto, al contrario, se non ci sono le condizioni, allora il sistema viene percepito come estraneo, “non-self”.

 

Istocompatibilità: definizione

Istocompatibilità: complesso maggiore

Per gli esseri viventi tutti, persone ma anche animali, si parla di complesso maggiore di istocompatibilità o, in inglese, Major Histocompatibility Complex (MHC). Si tratta di uno specifico gruppo di geni polimorfici, 30 unità tutte individuate, che possiamo ipotizzare quasi certamente localizzato sul braccio corto del cromosoma 6. Nel topo, lo troviamo però nel cromosoma 17.

Questo MHC ha come prodotti genici tipici delle proteine particolari, perché in cellule tissutali nucleate infettate sono in grado di legare molecole tipiche del patogeno e le espongono sulla membrana. In questo modo queste proteine funzionano da antigeni e rendono visibili le cellule infette ai recettori dei linfociti T.

Istocompatibilità HLA

Questa altra sigla va a identificare l’MHC nel caso specifico che si stia parlando di esseri umani. HLA sta per Human leukocyte antigen ed è un gruppo di geni che codificano le proteine sulla superficie delle cellule che sono responsabili per la regolazione del sistema immunitario nell’uomo.

Non è altro che la versione umana dei geni del complesso maggiore di istocompatibilità che, oltre che nell’uomo, si trovano anche in molti altri vertebrati, nella maggior parte di quelli che sono stati finora presi in considerazione in tal senso. Quando si va a studiare la funzione immunitaria, l’HLA gioca un ruolo essenziale.

Istocompatibilità HLA

Istocompatibilità e antigeni

Abbiamo raccontato che il sistema di istocompatibilità è formato da molecole collocate sulla superficie cellulare che agiscono come antigeni. Questo vuol dire che, se entrano in contatto col sistema immunitario di un soggetto, generano una risposta immunitaria poiché riconosciute come estranee.

Quando si effettua un trapianto, può capitare che le cellule del tessuto trapiantato non abbiano i medesimi antigeni HLA del ricevente. Questo fa sì che questo tessuto venga visto come nemico e quindi rigettato. Per minimizzare i casi di rigetto vengono effettuate varie attività tra cui il procedimento di tipizzazione tissutale: prima delle operazioni si accerta che donatore e ricevente siano HLA-compatibili.

Istocompatibilità: curiosità

Chi lo avrebbe mai detto che l’istocompatibilità sarebbe diventata il cupido degli anni 2020. E invece pare che possa esserlo visto se la startup americana di nome Pheramor avrà successo. Questa nuova realtà da oltreoceano fornisce una app che sarebbe in grado di individuare per noi la nostra anima gemella.

Diversamente dalle altre già esistenti e ben note, questa baserà la propria selezione sulla istocompatibilità. Un modo come un altro per mettere a frutto tutti gli studi di “genetica personalizzata”. Pheramor analizza campioni di DNA dei propri clienti e indica chi potrebbe quasi scientificamente essere l’amore della loro vita. Con meno di 20 euro, la startup invia addirittura un kit per raccogliere dei campioni di saliva, perché fa sul serio e molto probabilmente ci saranno persone che, sul serio, punteranno sulla istocompatibilità per decidere chi frequentare.

Non mancano le reazioni perplesse e scettiche, ma il metodo di lavoro viene illustrato in modo anche preciso: selezionando 11 geni dal campione, i geni dell’attrazione, appartenenti al complesso maggiore di istocompatibilità, Pheramor ricava le informazioni utili da integrare con altre, per poi accoppiare i propri utenti nel modo più proficuo sperando in una happy end, in una buona chimica.

Che funzioni o meno, non ci è dato saperlo, al momento, e non è detto che un successo di Pheramor coincida con la reale efficacia del suo calcolo, fatto è che questa trovata è un esempio di come la genetica sta sempre più diventando protagonista in molti campi che poco hanno a che fare con la medicina e sembrano ammiccare più che altro al marketing.

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Pubblicato da Marta Abbà il 30 aprile 2018