Airone rosso, tutte le informazioni

Airone rosso

Airone rosso: dove vive, migrazione, cosa mangia (alimentazione), dove osservarlo in Italia, verso e caratteristiche.

Nome comune: Airone rosso 
Nome scientifico: Ardea purpurea 

Gli aironi rossi vengono a svernare in alcune zone d’Europa, Italia compresa. La distruzione dei suoi habitat lo rende un animale a rischio. Può vivere fino a 20 anni.

Airone rosso: migrazione

Migrazione: si tratta di un uccello migratore presente e che si riproduce tra l’Europa e Nord Africa. La sua migrazione lo porta a svernare anche in Italia e nella zona sud-occidentale dell’Europa. In Italia la nidificazione avviene solo in alcune zone del Settentrione e in Sardegna.

migrazione airone rosso

In alto la mappa della migrazione e della presenza dell’Airone rosso nel mondo. In giallo, le zone in cui l’airone rosso nidifica. In verde le zone dove in cui l’airone rosso è presente tutto l’anno, quindi dove non si comporta da migratore. La mappa può darci un’idea parziale della presenza dell’airone rosso in Italia e nel mondo. Sottolineo “parziale” perché in Italia sono state avvistate alcune colonie anche in altre località del Centro-Sud.

Airone rosso: Ardea purpurea

E’ un airone piuttosto grande: tra i 120 – 150 cm di apertura alare. E’ lungo dai 78 ai 90 cm e pesa intorno ai 1,2 – 1,5 kg. I maschi e le femmine sono molto simili, in genere il maschio è più grosso. La forma giovanile presenta un corpo marroncino.

L’adulto si caratterizza per la sua livrea rossa che accompagna il collo e il petto a partire dal capo e dall’attaccatura degli occhi. Gli occhi sono di un colore giallo brillante e la testa è ornata da un cappuccio nero. La parte posteriore del collo è marrone / rossiccia, mentre la parte anteriore del collo è bianca con striature nere. Le piume pettorali, divengono più lunghe e vistose nella stagione degli amori.

Le zampe sono sottili e stanciate, tra il giallo e l’arancione. Grazie a queste zampe, l’airone si muove nel fango e nell’acqua. Le dita sono più lunghe rispetto agli altri tipi di airone, per questo, le zampe consentono all’airone rosso di camminare anche su zone esili come possono essere delle foglie galleggianti o vegetazione acquatica.

Airone rosso: dove vieve

E’ diffuso in Eurasia, Africa, Indonesia e in alcune zone dell’Europa Settentrionale. E’ diffuso anche in Italia, soprattutto nella Pianura padana e in Toscana.

Come altri uccelli acquatici, anche l’airone rosso frequenta argini di fiumi e laghi. Il suo habitat naturale è dato da zone umide, bacini idrici, pozze d’acqua dolce… soprattutto quando contornate da canneti.

Airone rosso in volo

La sua presenza in Europa è messa a rischio dalla distruzione degli habitat: in Europa rimarrebbero soltanto 5.000 coppie. E’ considerata una specie protetta in varie nazioni. In Francia, per esempio, è considerato una specie protetta fin dal 1981, anche in Italia, per mezzo di una direttiva Europea, è considerata una specie da tutelare: è vietato disturbarlo, catturarlo o danneggiarlo. E’ altresì vietato prendere le uova, il nido o alterare il suo ambiente. Ne è vietata la detenzione, la vendita, l’acquisto e il trasporto (anche se deceduto).

Airone rosso: cosa mangia

La sua alimentazione è simile a quella di altri tipi di airone. Cosa mangia? Pesci, molluschi, crostacei, insetti acquatici, larve, rettili, anfibi, piccoli roditori… ma anche piccoli uccelli. Ama preparare un nido trai canneti ma, in caso di necessità, sa adattarsi anche tra gli alberi.

La femmina depone da 2 a 5 uova per nido. Le uova sono di colore azzurro-verde chiaro e si schiudono dopo 25 – 30 giorni di cova. L’incubazione è curata sia dal maschio che dalla femmina. Entrambi i genitori si occupano sia della cova che del mantenimento della prole. I piccoli pulcini si nutrono mediante il rigurgito del cibo che i genitori riversano nella loro bocca.

Spesso, i pulcini più deboli muoiono nelle prime settimane, così gli aironi rossi portano avanti pochi esemplari per cova. Quando il nido è ben protetto, i piccoli pulcini escono dal nido e si nascondono tra le canne già dopo 10 – 15 giorni dalla schiusa. Diventeranno del tutto autonomi dopo tre mesi e saranno in grado di riprodursi dopo un anno.

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Pubblicato da Anna De Simone il 15 agosto 2018