Acqua potabile dall’umidità grazie a Warka Water

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Acqua potabile dall’umidità grazie a Warka Water è un sogno possibile e realizzabile, è un progetto di un architetto coraggioso, ingegnoso e visionaro che a furia di guardare lontano è arrivato in Africa con una soluzione pratica al problema dalla mancanza di fonti di acqua sicure e accessibili. Aiutando le popolazioni anche su altri fronti. C’è anche una campagna di crowdfunding per accompagnarlo in questa avventura.



Warka Water: di cosa si tratta

Quella battezzata Warka Water è una struttura in bambù alta poco più di una decina metri che produce acqua, sfruttando il fenomeno della condensazione dell’aria, in una quantità che varia e dipende dalle condizioni del meteo, ma una comunità’ può attingerne fino a 100 litri al giorno,. Si tratta quindi di una vera e propria torre di raccolta dell’acqua, reticolare, a maglia triangolare, realizzata in bambù, un materiale naturale per giunta facilmente reperibile.

Warka Water è semplice e pesa solo 80 kg, così da poter essere costruita dagli abitanti dei villaggi che la ospitano traendone beneficio. Un gruppo di 7 o 8 persone può impegnarsi nell’impilare i 5 moduli che la compongono senza dover utilizzare complicati dispositivi e mezzi da cantiere edile. All’interno di questa torre di bambù si nasconde una rete di polietilene tessile, un particolare tessuto totalmente riciclabile che si mostra in grado di raccogliere l’acqua potabile dell’aria tramite condensazione.

Infatti è questo il “segreto” di Warka Water: non si limita guardare e la pioggia che cade, immagazzinandola, ma si da da fare e “cattura” le particelle d’acqua preti nell’atmosfera. Detto in parole semplici, sa trasformare in acqua potabile nebbia, rugiada e umidità.

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Warka Water: obiettivo

E’ stato lo studio italiano “Architecture and vision” a pensare a questa intelligente struttura e lo ha fatto pensando di poter far sì che nei Paesi dove le fonti d’acqua disponibile sono poco sane o distanti, ci potesse essere acqua potabile a disposizione degli abitanti.

L’idea è di spingersi ad aiutare anche in paesi come India e Colombia, e via via dove c’è bisogno, per ora Warka Water è si sta occupando di una terra come l’Etiopia che di acqua ne ha certamente bisogno. In questa zona donne e bambini soprattutto, si trovano a percorrere lunghi tragitti per accedere a fonti di acqua neanche sempre sicure al 100% visto l’uso anche da parte del bestiame.

Il progetto Warka Water sembra la soluzione ottimale ed effettivamente calza a pennello per quella che è la situazione attuale di questo paese, ma servono i fondi, i fondi e la volontà di tutti quelli che alzano lo sguardo e aprendo il rubinetto non sene lavano le mani dei problemi di chi abita altrove. C’è infatti una campagna di crowdfunding attiva.

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Warka Water: il progetto

L’ideatore di questa torre dispensatrice d’acqua è Arturo Vittori, architetto dello studio Architecture and Vision che con il sostegno del Centro Italiano di Cultura di Addis Abeba e la EiABC (Ethiopian Institute of Architecture, Building Construction and City Development) ha sviluppato e portato avanti il progetto Warka Water. Un riconoscimento -non l’unico – è arrivato anche dalla Biennale di Architettura di Venezia dove ha esordito nel 2012 e nel 2016.

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Warka Water: significato

Compreso di cosa si tratta, a cosa serve e chi c’è sotto a questa bella idea, possiamo permetterci di toglierci la curiosità più frivola che riguarda l’origine del suo nome. “Warka” deriva dalla lingua etiope e indica l’albero di fico, una pianta piuttosto grande e soprattutto simbolo di fecondità e abbondanza. Proprio ciò che Warka Water vuole portare.

Per maggiori informazioni puoi visitare il sito ufficiale di Warka Water

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Pubblicato da Marta Abbà il 31 luglio 2016