Cantine sostenibili

cantine sostenibili

Con le cantine sostenibili, il legame imprescindibile che collega il la produzione del vino alla madre terra, si fa sentire anche nell’architettura. Le cantine ecosostenibili si stanno diffondendo solo nell’ultimo decennio. Chi gestisce un’azienda vitivinicola o ne ha mai vistata una lo sa benissimo: le cantine hanno un’elevata necessita elettrica! Dal funzionamento dei macchinari per la produzione, al mantenimento di un microclima per l’adeguata conservazione del vino. Non solo consumi elettrici, durante la produzione del vino, infatti, è necessario impiegare grosse quantità di acqua.

Le ecocantine mirano a sfruttare le risorse intrinseche del territorio agricolo, dei materiali edilizi d’impiego, cercando di attuare politiche di risparmio idrico e recupero delle acque, nonché di riutilizzare le materie di scarto provenienti dalla filiera produttiva.

Progettare una cantina sostenibile non è affatto un compito semplice, è anche per questo che in giro non si vedono molte aziende vinicole ecosostenibili! Quello della vinificazione è un mondo complesso, una realtà che ingloba diverse attività. Con le cantine ecosostenibili è il l’efficienza il comune denominatore.

Come funzionano le cantine sostenibili

Pannelli solari e sonde geotermiche sono alleate dell’efficienza energetica. Anche in ambito delle eco-cantine, le energie rinnovabili, possono fare la differenza. I residui organici delle operazioni di potatura e lavorazione dell’uva, possono essere impiegati per la produzione di biogas a km zero.

Le cantine, per mantenere costantemente la temperatura idonea alla conservazione del vino, possono sfruttare ambienti climatizzati o avere la fortuna di sorgere in posti particolarmente favorevoli. Con le ecocantine, il microclima adatto alla conservazione del vino è raggiunto sfruttando i principi della bioarchitettura, vale a dire: strutture ipogee, verde verticale, sistemi di ventilazione e illuminazione naturale sono solamente alcuni degli accorgimenti impiegati per limitare al minimo l’impiego di energia.

Come premesso, anche il risparmio idrico è una delle mete da perseguire da tecnici e ingegneri. Stando al Dipartimento di Ingegneria Agraria dell’Università degli Studi ti Torino, per produrre un solo litro di vino, un’azienda vitivinicola arriva a consumare 14 litri di acqua. Sempre secondo le stime dell’uniTo, per ogni quintale di uva lavorata si vanno a immettere nell’ambiente circa 60 litri di refluo. Per non parlare poi del consumo idrico legato all’irrigazione dei vigneti.

 

Ottimi esempi di cantine a risparmio energetico e idrico, hanno adottato un intelligente sistema di fitodeprazione. In questo contesto, l’acqua di scarico viene convogliata in piccoli laghetti artificiali dotati di sistemi di depurazione vegeta.e. Così facendo, il consumo idrico legato alla produzione del vino è ridotto del 50%.

Le aziende vinicole ecosostenibili non possono esimersi dall’adottare le tecniche previste dall’agricoltura biodinamica o biologica. Lo scopo non è semplicemente produrre vino biodinamico o vino biologico, bensì ridurre i consumi e i costi a essi legati.

A completare il quadro sono i processi di recupero e riutilizzo dei materiali di scarto, molti dei quali possono essere destinati a un impianto a biomassa per la produzione di energia elettrica o biogas.

Stando a una stima condotta dall’Università di Siena, per produrre una bottiglia da 0,75 litri di vino, si arrivano a emettere in atmosfera 1,83 kg di anidride carbonica. Solo la metà delle emissioni è legata alla vinificazione vera e propria, l’altra metà è dettata dalle attività che ruotano intorno alla produzione del vino, cioè il confezionamento per il 38% e le attività commerciali di vendita per il 26%.

Un esempio di cantina sostenibile potrebbe contare sull’energia geotermica per raffreddare gli ambienti, sull’energia prodotta dalle biomasse a chilometro zero per ottenere acqua calda e collettori solari per illuminare i locali e impianti fotovoltaici per alimentare i macchinari. Non dovrà mancare una coibentazione mirata così come altri accorgimenti indispensabili:

  • recupero delle acque piovane
  • impianti di depurazione e scambio di clore
  • sistema di umidificazione con acqua in circolo in un sistema a ciclo chiuso incorporato nelle pareti
  • impiego di bottiglie più leggere
  • impiego di etichette realizzate con materiali riciclato.

 

Pubblicato da Anna De Simone il 4 gennaio 2016