Tutto sul vischio e le sue proprietà

vischio-vischio-quercino

Porta bene salutare l’anno nuovo con il vischio, se poi si tratta di vischio quercino – che gli antichi druidi raccoglievano con un falcetto d’oro e che è rarissimo – l’anno inizierà sotto i migliori auspici. Il vischio quercino, che si chiama così perché cresce sulle querce, era anche l’unico che i druidi raccoglievano e che usavano per preparare pozioni curative (attenti alla tossicità delle bacche!) compresa quella che nella fantasia dei fumetti di Uderzo e Goscinny dava l’invincibilità al piccolo gallo Asterix.

Il vischio è una pianta parassita, anzi semiparassita, e per questo riesce a essere verde quando gli altri alberi sono spogli, con le foglie a orecchie di coniglio, i rametti verde tenue e le bacche bianche. Il vischio è un semi-parassita perché penetra con i suoi succhioni nell’albero che lo ospita e ne succhia la linfa, ma in parte si nutre anche da solo perché la pianta è dotata di clorofilla e come tutte le altre piante sfrutta l’anidride carbonica, l’acqua e la luce del sole. Il vischio può anche arrivare a essere parassita di se stesso ma di solito lo si trova sugli alberi da frutto, melo e pero in particolare, su pioppi, pini e abeti. La quercia, come detto, è evento raro.

Se baciarsi sotto il vischio porta gioia e fertilità, così si dice, dipende probabilmente dalle modalità con cui questa pianta si diffonde. I fiori di vischio possono essere maschio o femmina, da quelli femmina fecondati dalle api a fine inverno nascono le bacche bianche di cui sono golosi gli uccelli. I volatili però espellono i semi dal becco e questi, che sono dati di una parte vischiosa, si attaccano ai rami degli alberi su cui vengono rigurgitati e qui prolificano.

Abbiamo accennato prima alla tossicità del vischio e in effetti in dosi eccessive questa pianta è tossica. Il pericolo è soprattutto nelle bacche, per cui qualsiasi preparazione deve essere fatta utilizzando soltanto le foglie e i ramoscelli verdi. Il consiglio degli esperti per la preparazione di infusi e decotti di vischio è di raccogliere i rami e le foglie a fine autunno (sotto Natale è perfetto) prima dell’apparizione delle bacche, che nel caso devono essere eliminate. Il raccolto può essere essiccato all’ombra e conservato in vasi di vetro scuro o di terracotta. In fitoterapia le preparazioni a base di vischio sono considerate un ottimo regolatore della pressione arteriosa.

Pubblicato da Michele Ciceri il 16 dicembre 2013