Viaggio nei tubi dell’acqua con MM

Stefano Cetti

Acqua, acqua corrente, acqua del sindaco. Per i comuni cittadini si apre un rubinetto e tutto scorre, ma per chi gestisce il servizio, come Metropolitana Milanese a Milano, non è tutto così semplice. Anzi. Eppure si possono raggiungere livelli di eccellenza. Stefano Cetti, direttore generale di MM, a cui è affidato tutto il servizio della grande Milano, svela qualche meccanismo, e la buona qualità dell’acqua del rubinetto, controllatissima.

1) Qual è il vostro ruolo all’interno del servizio idrico milanese? Quali le vostre funzioni e ambiti di competenza?

Il servizio idrico è affidato nella sua interezza a MM dal Comune di Milano dal giugno del 2003 e riguarda tutti i tre settori di cui è costituito, ovvero acquedotto, fognatura e depurazione.

Il servizio acquedotto comprende tutte le fasi e la attività necessarie per fornire agli utenti acqua idonea al consumo umano, secondo quanto previsto dalla normativa vigente e in particolare da Dlgs 31 del 2001, ovvero processi di captazione, trattamento, distribuzione e attività di controllo, oltre a bollettazione agli utenti.

MM si occupa anche dell’attuazione del Piano degli Investimenti relativi alle infrastrutture necessarie per l’espletamento del servizio.

2) Perdite di rete: che tipo di monitoraggio fate e con che risultati?

Ogni anno è monitorato circa il 20% della rete e vengono riparate le perdite riscontrate; il livello delle perdite complessive, ovvero quelle fisiche dalla rete e quelle imputabili ad una sotto-misurazione dell’acqua distribuita, si attesta su valori del 10-12%, a fronte di una media nazionale pari ad oltre il 30%.

3) Falda sotterranea inquinata: che tipo di sostanze avete trovato? Come controllate?

Di micro inquinanti inorganici non ne sono mai stati registrati, né per quanto riguarda contaminazioni né per superamenti dei parametri inorganici previsti dal D.lgs 31/2001. Gli organici, invece, sono presenti in falda a concentrazione variabile e sono la conseguenza dell’inquinamento residuo dalle produzioni industriali sul territorio cittadino. Ci sono organici volatili alogenati, idrocarburi aromatici volatili, organici semivolatili alogenati, antiparassitari e prodotti assimilabili e nitrati (di origine antropica).

Il SII è dotato di un laboratorio in grado di effettuare serrati controlli chimici e biologici su ogni parametro previsto dalla normativa vigente (D.lgs 31/2001), il programma di controllo routinario dei parametri chimici, in accordo con gli Organi di Controllo (ASL, AATO), prevede: 3 controlli settimanali ai rubinetti d’ igiene delle Centrali d’esercizio; 1 controllo ogni 3 settimane delle 40 fontanelle presenti sul territorio cittadino; 1 controllo all’anno ai pozzi attivi e in spurgo di ogni Centrale attiva; 1 controllo al mese ai pozzi SPIA posti a monte e a valle delle centrali attive; 1 controllo al mese al rubinetto posto sul tubo di adduzione pozzi delle centrali che non hanno i sistemi di trattamenti e 1 controllo al mese all’ingresso/uscita dei sistemi di trattamento.

4) Con quali azioni contenete la vostra produzione di rifiuti? ?Con che risultati?

Per quanto attiene i fanghi prodotti dai depuratori, otteniamo una riduzione dei volumi da smaltire in quanto gran parte di essi subisce un processo di essiccamento termico che ne riduce il volume di circa due terzi e li rende idonei al ad essere utilizzati come combustibile nei cementifici.

5) Promozione dell’uso delle acque in agricoltura e per uso domestico: come agite?

Gran parte delle acque depurate dai due impianti di Milano Nosedo e Milano San Rocco vengono utilizzati per uso irriguo (circa 90.000.000 metri cubi all’anno), grazie all’avanzato sistema di trattamento che consente il rispetto delle rigide normative.

In questo campo Milano costituisce l’esempio più significativo a livello europeo e, praticamente unico in Italia (contributo irriguo a un comprensorio agricolo di più di 100 chilometri quadrati a valle della città).

6) Cosa emerge dal monitoraggio delle aree dei depuratori che effettuate: suolo, acque e aria?

 La salvaguardia del territorio circostante e il miglioramento complessivo dell’ecosistema, in particolare per quanto attiene la qualità delle acque depurate restituite all’ambiente.

7) Quando e perché è nato MilanoBlu? Cosa possono trovarvi i cittadini?

Da dicembre Milano Blu è il marchio di Milano per la più comune “Acqua del Sindaco”. Per essere ancora più vicini all’utenza è stato attivato il sito dove i cittadini possono trovare tutte le informazioni riguardanti l’acqua che viene distribuita e la possibilità di usufruire di servizi utili, come lo svolgimento di pratiche per la voltura di un contratto o la richiesta di un nuovo allacciamento.

 

Pubblicato da Marta Abbà il 8 gennaio 2013