Tinture naturali, colorare con la natura

tinture naturali

Oggi l’industria chimica è capace di sintetizzare ogni tonalità di colore ma quando questo non era possibile, artisti e artigiani, tinteggiavano con pitture naturali, direttamente ricavate da rocce, piante e simili.

Un esempio è dato dal colorante rosso, ricavato principalmente dalla robbia, una pianta appartenente alla famiglia delle Rubiacee -alla quale appartiene anche il mughetto dei boschi-. La fama della Robbia pone le sue radici in tempi antichissimi: Plinio il Vecchio, naturalista latino del I secolo d.C., parla di piantagioni di robbia tintoria e, nel papiro di Holm si suggerisce di unire il colorante rosso della robbia con quello blu così da ottenere una tonalità simile alla porpora.

Meno etica è la scelta di sintetizzare pitture naturali a partire da animali. Per secoli, il rosso scarlatto che tinteggia le vesti dei cardinali, è stato ricavato da due diverse specie di cocciniglie. In ambito tessile, le sostanze ricavate da questi insetti riuscivano a tinteggiare soltanto lana o seta precedentemente trattata con allume.

Con le foglie di ippocastano si riescono a ricavare numerosi coloranti naturali, tra questi figura il beige, il giallo paglia, l’ocra e l’arancio. Quando si parla di pitture naturali, e, soprattutto, colori vegetali, è necessario unire al colore una sostanza che faccia da “mordente”, ovvero una sostanza capace di fissare il colore facendo da ponte, agganciandosi tra il colorante naturale e la base da dipingere.

Per non lasciarvi solo con nozioni teoriche, vi proponiamo una semplice ricetta per ottenere una tintura naturale dal verde intenso. Tale ricetta è impiegata principalmente per la colorazione delle stoffe e con le quantità qui indicate sarà possibile effettuare -con successo- un bagno di colore per 100 grammi di lana.

Sminuzzate 400 grammi di germogli freschi di ginestra e farli macerare per un giorno. Far bollire per tre ore l’intruglio e lasciate che i germogli si raffreddino nel decotto. Per tinteggiare 100 g di lana, sciogliete separatamente (in poca acqua) 3 grammi di bicromato di potassio e 2 g di tartaro. Versateli nel decotto e fate bollire la lana per un’ora. Dopo questo processo preliminare, fate bollire la lana nel bagno di colore per un’ora ed eliminate tutti i residui, lavate e risciacquate.

Pubblicato da Anna De Simone il 22 ottobre 2013