Super-spugna che assorbe il petrolio e bioplastica

Super spugna

 

Una super spugna e una bio plastica, non sono due elementi di un film di fantascienza o di un romanzo distopico ma due delle “trovate” scientifiche più interessanti che concorrono per vincere gli European Inventor Award 2017. Interessanti per il lavoro di ricerca che hanno comportato, ma anche per l’impatto green che avrebbero se entrassero a far parte della vita comune di tutti noi abitanti della Terra. Vediamo di cosa si tratta e perché possono potenzialmente aiutarci a cambiare le sorti del pianeta.



Super spugna assorbi petrolio: cosa è

Si chiama Pure, questa spugna chiamata simpaticamente “super spugna” visto che si è dimostrata capace di assorbire il petrolio e altri prodotti chimici non solubili in acqua prima e meglio di altri materiali. E’ una cera sintetica, l’ha inventata il chimico tedesco Günter Hufschmid meritando di essere così fra i finalisti dello European Inventor Award 2017. Questa super spugna, composta da cera legante, è perfetta per assorbire ciò che viene accidentalmente sversato nell’acqua, che sia petrolio o un altro prodotto chimico.

Super spugna: vantaggi per l’ambiente

La chiamano già cotone magico, questo rende l’idea di quanto “potere” ha la cera soffice con cui abbiamo e avremo a che fare. Potremo usarla per “pulire” la Terra, non certo lustrandola come fosse un piano da lavoro, ma lasciando le questa super spugna assorba in modo rapido le sostanze inquinanti in quantità pari a sette volte il suo peso. Una vera magia e può essere anche strizzata e riutilizzata più volte. Questo la rende impiegabile sia in ambito domestico, sia in ambito più industriale, ad esempio da aziende che hanno impianti di depurazione delle acque reflue o da chi si occupa di ripulire fiumi e laghi inquinati.

Ogni anno milioni di litri di greggio sono riversati negli oceani, gli sversamenti di petrolio in acqua sono una delle principali sfide ecologiche e la super spugna è una innovazione rivoluzionaria che può cambiare vincerla.

Super spugna: la storia

E’ nata per caso, Pure, quando un dipendente di una società tedesca che produce cere, vernici e plastiche, ha lasciato una macchina accesa tutta la notte con le impostazioni sbagliate. Quella società era la Deurex e il chimico tedesco Günter Hufschmid con i suoi collaboratori interni ad essa ha dato un seguito a questo “errore” rendendolo geniale.

Proprio nel 2010, quando l’esplosione della piattaforma di trivellazione Deepwater Horizon ha portato alla fuoriuscita di 774 milioni di litri di greggio nelle acque del golfo del Messico, Hufschmid e il suo team, con 10 tonnellate di cera soffice prodotte per sbaglio in mano, si stavano chiedendo cosa farne. Sono riusciti a rendere la super spugna una invenzione da premiare perché oggi è dimostrato che con Pure per bonificare uno sversamento occorrerebbe una quantità molto inferiore di materiale.

Facendo due conti serve un litro di Pure ogni 8 litri di sostanza inquinante, inoltre agisce più velocemente e non lascia nessun residuo chimico o altro, può essere strizzata e riutilizzata.

Super spugna tra presente e futuro

Dopo aver cooperato con diverse organizzazioni non governative per pulire fiumi e laghi, anche in Nigeria, l’obiettivo di Deurex, è quello di far sì che il brevetto possa avere successo sul mercato. Oggi in Sassonia c’è un impianto in grado di produrne 700 tonnellate all’anno, sono in programma ulteriori investimenti in Germania e in altri Paesi.

 

Bioplastica: cosa è

La seconda invenzione da premio è quella della plastica ‘verde’ ricavata dalle piante e che risulta essere l’alternativa ecologica al PET. Per questo materiale il chimico olandese Gert-Jan Gruter è stato nominato fra finalista agli European Inventor Award 2017. L’antagonista green del PET si chiama PEF, è una plastica tratta dagli amidi delle piante e che vanta prestazioni superiori all’attuale PET, oltretutto derivato del petrolio.

Prima di Gruter nessuno aveva trovato un modo efficiente e green per sostituire il PET, non che fosse per lo meno diffondibile in larga scala. Dopo un secolo di pubblicazioni e brevetti sul FDCA, senza mai successi vendibili sul mercato, Gruter ha cambiato approccio riuscendo a produrre l’FDCA dagli amidi in modo efficiente. Tutto merito di un processo ora chiamato YXY e che è alla base del polietilen-furanoato (PEF), in grado di offrire tutti questi vantaggi del PET e oltre, visto che ha una rigidità maggiore, abbattendo così i costi di produzione.

Più robusto e in grado di bloccare il passaggio di ossigeno 10 volte meglio del PET, il PEF rende le bottiglie più capaci di tenere fresco il proprio contenuto, inoltre l’anidride carbonica, in caso di liquidi gassati, traspira 5 volte di meno. Ci sono quindi evidenti vantaggi economici e in qualità che si affiancano a quelli ambientali.

Super spugna

Bioplastica e vantaggi per l’ambiente

Un materiale del genere può davvero aiutare la Terra e noi che la abitiamo visti i milioni di bottiglie di plastica prodotte con grande dispendio di energia, acquistate ogni giorno nel mondo e molto difficili da smaltire.

Nella Avantium, Gert-Jan Gruter assieme ai suoi collaboratori è riuscito a sviluppare il PEF senza alcun derivato del petrolio quindi completamente riciclabile. Per capire quanto è green rispetto al PET basta pensare che nel suo ciclo di vita riduce fino al 70% le emissioni di CO2, questo risultato è solo un inizio per poter veramente affrontare con una innovazione tangibile e concreta, un problema che riguarda tutti noi perché tutti noi usiamo volenti o nolenti tanta plastica.

Nel mondo, ogni anno, ne possiamo contare 300 milioni di tonnellate e si tratta di materiale che “pesa” sull’ambiente e sulla qualità di vita di chi ci vive e di chi ci vivrà.

Bioplastica e partner

Fondata nel 2000 Avantium, nel marzo 2017 è stata quotata in Borsa e oggi conta 150 addetti. Per quanto riguarda la produzione del PEF, già dal 2011 esiste un impianto pilota ma per portare la tecnologia sul mercato, Avantium ha stretto partnership e nel 2016, ha formato una joint venture con BASF per la produzione e il marketing del PEF.

E’ in fase di progettazione un impianto di produzione su scala industriale ad Anversa (Belgio) che potrà produrre 50 mila tonnellate all’anno. Un passo avanti notevole verso l’obiettivo principale: portare le bottiglie in PEF sul mercato nel 2021 e assicurarsi una presenza nel mercato mondiale della produzione di bottiglie che vale 32-37 miliardi di euro annui.

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Pubblicato da Marta Abbà il 6 maggio 2017