Sinapsi: significato

Sinapsi

La maggior parte degli studi sulla struttura delle sinapsi sono stati fatti sul calamaro Loligo pealii, solo per il fatto che questa creatura presenta un sistema nervoso semplicissimo ed è quindi più semplice, relativamente più semplice, provare a capirci qualcosa



Sinapsi: significato

Il termine deriva dal greco, si può sostituire con “giunzione sinaptica”. συνάπτειν (synàptein) è composto da σύν (con) e ἅπτειν (toccare), e si può tradurre con “connettere”. Le connessioni a cui ci si riferisce così direttamente sono quelle tra due neuroni che sono le cellule nervose incaricate di trasmettere le informazioni, lo fanno utilizzando dei segnali elettrici. In verità le sinapsi non trasmettono sempre impulsi tra due neuroni, dipende molto dall’area di cui parliamo e dalle strutture coinvolte.

Quando i segnali elettrici passano da un neurone all’altro si parla di sinapsi interneuroniche, e invece passano da un recettore sensoriale ad una terminazione nervosa si chiamano cito-neurali. Ci sono anche le s. periferiche quando le informazioni vengono trasmesse da un neurone ad una cellula effettrice periferica che può essere una fibra come anche una cellula ghiandolare.

Sinapsi: significato

Sinapsi: cosa è

Questi punti di contatto che chiamiamo sinapsi sono molto importanti per il funzionamento di tutto il nostro corpo perché senza di essi non potrebbero comunicare tra loro nemmeno due cellule e noi saremmo ridotti ad un ammasso di particelle inerti e isolate.

Andiamo a vedere come funzionano le sinapsi partendo dai neuroni che hanno un corpo cellulare, più largo, e da degli specie di filamenti, detti assoni. Proprio lungo questi ultimi scorre il segnale elettrico, l’impulso nervoso, nello specifico si rilevano dei cambiamenti del potenziale elettrico della membrana cellulare molto piccoli ma che su questa scala, sono molto significativi. Al termine di questi filamenti c’è una parte leggermente più larga che è chiamata bottone sinaptico. E’ a tutti gli effetti la parte di neurone che entra in contatto con l’altro corpo a cui poi verranno trasmesse le informazioni.

Quando l’impulso elettrico arriva sul bottone si ha l’emissione di particolari sostanze, chiamate neurotrasmettitori, che sono in grado di diffondersi nello spazio che separa due cellule ricoprendo il gap di distanza che le separa e facendo da ponte per il passaggio delle informazioni. La cellula ricevente raccoglie i neurotrasmettitori e la sua distribuzione delle cariche elettriche varia, ricevendo così il segnale a lei destinato

Nello specifico una cellula che trasmette l’informazione viene chiamata presinaptica, in questo gioco di ruoli c’è anche la cellula che riceve e che è chiamata postspinpatica. Vediamo un po’ di lessico anche per le tipologie di sinapsi che possono essere asso-dendritiche, assosomatiche e assoassoniche. Le più frequenti sono le prime ma teniamo conto che in un solo neurone se ne registrano diverse migliaia tra quelle di tipo eccitatorio e quelle di tipo inibitorio.

Sinapsi cerebrali

Vediamo cosa accade nel nostro cervello, zona in cui fortunatamente ci sono molte connessioni, se ne formano e se ne riformano continuamente durante la vita con un ritmo molto alto. Teniamo conto che alcune vengono rimpiazzate ogni 3-6 mesi ma se siamo in salute il numero di quelle che cessano di esistere coincide con quelle che sorgono nuove. Ciò significa che il nostro cervello funziona bene, al contrario se una persona ha una malattia o sta semplicemente invecchiando, le sinapsi che scompaiono sono di più di quelle che si vengono a creare.

Questo passaggio da cervello sano a cervello in declino non è stato ancora chiarito nello specifico ma sembra che la variazione del ritmo di formazione delle connessioni tra cellule sia registrato in un uno stadio molto precoce del declino cognitivo, gli studi proseguono perché questa fase è considerata chiave nella cura e nella prevenzione del declino cognitivo a cui tutti noi andiamo incontro, fisiologicamente.

Un articolo che spiega come allenare la memoria è particolarmente adatto in questo momento in cui stiamo spiegando molte cose, magari mai sentite prima.

Sinapsi cerebrali

Sinapsi chimiche

Se si vogliono distinguere le sinapsi dal punto di vista funzionale, si hanno quelle elettriche e quelle chimiche. Le seconde sono senza dubbio quelle che più di frequente possiamo registrare nel nostro corpo e sono caratterizzate dalla presenza di un mediatore chimico, detto neurotrasmettitore, che si occupa del passaggio dei segnali elettrici di cui abbiamo parlato, che portano con loro le informazioni preziose per la nostra salute.

Il mediatore è necessario perché tra le cellule che devono comunicare c’è un punto di discontinuità strutturale e le loro membrane sono distinte, a separarle c’è uno spazietto che viene chiamato in gergo “fessura sinaptica”. Quando siamo in presenza di sinapsi chimiche, si hanno tre diverse strutture coinvolte nel passaggio di informazioni. C’è la membrana presinaptica della cellula mittente, poi la fessura sinaptica, e infine la membrana postsinaptica della cellula che riceve il messaggio, il passaggio è unidirezionale e avviene con un po’ di ritardo, come quando di fanno le telefonate dall’altra parte del mondo con una rete poco affidabile.

Nel caso delle sinapsi elettriche, diversamente da quanto avviene nelle chimiche, nessun ritardo viene registrato nella conduzione dell’impulso nervoso che non prevede alcun mediatore. Tra la cellula presinaptica e quella postsinaptica c’è praticamente una continuità e bastano delle strutture specializzate, dette gap junction o giunzioni comunicanti, perché avvengano le sinapsi. Le correnti sono ioniche, il passaggio di informazioni avviene in modo bidirezionale.

Sinapsi neuromuscolare

Quando di parla di “giunzione neuromuscolare” si intende quella che avviene tra una cellula e un’altra che è posizionata in un’area periferica. Esempi di cellule di periferia sono quelle che costituiscono la fibra muscolare. Quando non funzionano bene queste giunzioni possono sorgere delle patologie come la Sindrome di Lambert-Eaton, la Sindrome di Isaac o la Sindrome dell’uomo rigido.

Sinapsi neuromuscolare

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Pubblicato da Marta Abbà il 13 luglio 2018