Scuola di Web per insegnanti delle medie

Scuola di Web per insegnanti

Se per navigare in Internet non c’è bisogno della scuola, i ragazzi imparano bene da soli e spesso lo fanno già da bambini, l’uso consapevole del Web può certamente diventare una utile materia di insegnamento, come avviene per l’educazione stradale o quella sessuale. A patto che gli insegnanti conoscano l’argomento, cosa tutt’altro che scontata.

Per insegnare a insegnare l’uso consapevole della Rete, con tanto di social media e social network, torna anche quest’anno l’iniziativa Web in cattedra, avviata nel 2010 su proposta del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano e coordinata dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, con supporto tecnico e collaborazione di Questura di Milano, Microsoft Italia e Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici (ONAP).  

Web in cattedra si propone di coinvolgere il personale docente in momenti di formazione ad hoc per essere in grado di indirizzare gli alunni della scuola media verso un utilizzo sicuro e consapevole del Web.  In tre anni sono stati coinvolti quasi 1000 docenti, che hanno frequentato corsi teorici e pratici, compresi momenti di laboratorio, e sviluppato le competenze necessarie per insegnare ai ragazzi come evitare pericoli come l’adescamento online e le trappole dei network sociali.

Lo sviluppo anno dopo anno del percorso di formazione permetterà di inserire in ogni Istituto sul territorio almeno un docente istruttore, cioè un insegnante che avrà il compito a sua volta, in un secondo momento, di trasferire ai colleghi le conoscenze acquisite durante il corso.

L’obiettivo di Web in cattedra, che anche quest’anno può contare sui laboratori e sui kit didattici messi a disposizione da Microsoft Italia, è di arrivare a sensibilizzare oltre 140 mila studenti della Regione Lombardia e di permettere agli istituti coinvolti di inserire l’uso del Web  nella programmazione didattica, garantendo formazione e informazione a tutti i ragazzi che frequenteranno la scuola media anche negli anni scolastici a venire.

Pubblicato da Michele Ciceri il 11 dicembre 2012