Sangue nelle feci, cause sintomi e cure

Sangue nelle feci: le cause, quando preoccuparsi e gli esami da fare per capire l’origine del sanguinamento. Le cure più indicate in base alla diagnosi dell’esperto.

La presenza di sangue nelle feci spesso ci porta ad allarmarci; si è facilmente portati a pensare a un tumore! Non sempre però è il caso di preoccuparci, le cause possono essere meno gravi come per esempio le emorroidi. In ogni caso, la presenza di sangue nelle feci è un sintomo che non va mai sottovalutato! E’sempre bene indagare a fondo, per escludere le patologie più gravi così da consentire una diagnosi immediata.

Sangue nelle feci, cause

Come già accennato, le emorroidi rientrano tra le cause più comuni. Il sangue rosso vivo che si riscontra nelle feci è dato dal  sanguinamento delle emorroidi
Le tracce di sangue rosso vivo nelle feci sono anche da ricondurre ad altre patologie, più o meno gravi. Eccone alcune:

  • Tumore al colon retto
  • Tumore all’ano
  • Tumore allo stomaco
  • Fistole anali
  • infiammazione del tratto intestinale
  • Diverticolite
  • Colite ulcerosa
  • Morbo di Crohn
  • Ragadi
  • Polipi intestinali
  • Gonorrea
  • Salmonella
  • Ebola
  • Cirrosi epatica
  • Ulcera peptica
  • Gastroenterite
  • Insufficienza renale, ecc.

Sangue nelle feci, esami

E’ chiaro dunque che le cause possono essere molteplici, per questo è necessario consultare uno specialista e fornire ogni dettaglio per individuarne la causa.

Anche il colore del sangue nelle feci è un dettaglio importante! Per esempio: se si riscontra sangue nero e catramoso potrebbe indicare un’ulcera o altro disturbo da localizzare nella zona superiore del tratto digestivo. Sangue rosso vivo nelle feci marroni possono ricondurre a un disturbo nella zona inferiore del tratto digerente; parliamo di emorroidi o di ragadi anali.

Dopo aver fornito tutte le informazioni,  il medico prescriverà esami specifici da fare per capire la causa del sanguinamento nelle feci.

Attenzione: il sangue nelle feci può essere visibile a occhio nudo oppure rilevato dopo un apposito esame di laboratorio noto come ricerca di sangue occulto nelle feci.

E’ buona prassi eseguire questo test con periodicità annuale a scopo puramente preventivo dato che le statistiche sui tumori intestinali sono piuttosto allarmanti.

Come fare il test del sangue occulto a casa

Per eseguire questo test non necessariamente bisogna recarsi in ospedale. Anche da casa possiamo esaminare un campione di feci; basta acquistare un kit dedicato, facilmente reperibile in farmacia o su Amazon se preferite acquistare online. Per tutte le informazioni vi rimando alla pagina ufficiale Amazon: Kit per il test 

Il test da fare a casa è di tipo immunocromatografico; sfrutta l’azione di particolari anticorpi per rilevare il sangue. Non serve fare alcuna dieta particolare prima dell’esame. E’ però consigliabile ripetere il test almeno 3/4 volte in una settimana; ovviamente su campioni differenti, dato che la perdita di sangue non sempre avviene in modo costante.

E’ doveroso precisare che la positività all’esame (il valore normale prevede l’assenza di sangue) non ha alcun valore diagnostico dato che può essere indice di diverse patologie differenti tra loro. Pertanto, se si riscontrano tracce di sangue nelle feci, la prima cosa da fare è far luce sulle cause!

Esami da fare se si riscontra sangue nelle feci

Fra gli esami clinici da effettuare in caso di test positivo del sangue occulto nelle feci troviamo:

  • la colonscopia; un’esame che permette di esaminare le pareti del colon in modo visivo
  • la gastroscopia: esame che consente di esplorare in modo visivo il tratto digestivo superiorecioè l’esofago, lo stomaco e il duodeno
  • I marcatori tumorali: per esempio CA 125, CA 15.3, CA 19.9 e CEA

Sangue nelle feci, cure

In base alla causa del problema si interviene: può variare dall’impiego di prodotti topici, alla somministrazione di farmaci a un intervento chirurgico.
Giusto per essere più dettagliati:

  • Antiacidi: in caso di gastrite, ulcera o esofagite
  • Antibiotici o antiparassitari: in caso di infezioni
  • Antinfiammatori: in caso di malattie infiammatorie
  • Intervento chirurgico: in caso di neoplasie, angiodisplasia, o patologia retto-anale

Alle cure si associa la somministrazione di ferro, in caso di stato anemico, con bassi depositi di ferro.

 

 

Pubblicato da Anna De Simone il 3 dicembre 2018