Salmonellosi: sintomi

Salmonellosi sintomi

Salmonellisi: sintomi e come si prende. Consigli per evitare il “contagio”, cura e rischi in caso di gravidanza e salmonellosi nei bambini.

Ti abbiamo detto che le più comuni zoonosi sono quelle trasmesse da animali domestici come cane e gatto (zoonosi cane e zoonosi gatto), tuttavia vi sono alcune malattie che vedono vettori meno accolti in casa ma che si possono manifestare con una certa frequenza. E’ il caso della salmonellosi.

Salmonella: come si prende

La salmonellosi è veicolata da animali come volatili, piccoli mammiferi e anche rettili come tartarughe e serpenti. Il batterio della salmonella viene diffuso in diversi modi, tra questi anche attraverso le feci degli animali infetti che quindi possono contaminare un ambiente.

La contaminazione fecale sembrerebbe un fattore da sottovalutare: viviamo nel ventunesimo secolo e noi occidentali pratichiamo un’ottima igiene!

Tuttavia, nonostante questa premessa, periodicamente assistiamo a scandali alimentari e nessuno sembra essere immune. A seguito di un controllo, nel 2013, nelle torte ikea erano stati rinvenuti batteri di origine fecale. Se una filiera così attenta come quella di una grande industria può inciampare in certi errori, c’è da stare in campana!

Volatili e piccoli mammiferi che depositano le loro deiezioni in un campo agricolo, possono contaminare frutta e verdura che, se non attentamente lavati, possono causare il contagio nell’uomo per ingestione.

sintomi della salmonellosi sono disparati anche se i più marcati coinvolgono l’apparato digerente.

Le uova spesso sono additate come “colpevoli” del contagio della salmonella. In effetti ti abbiamo detto che le deiezioni degli animali contengono agenti patogeni in grado di trasmettere la salmonellosi all’uomo.

Le uova vengono deposte in ambienti che possono essere a stretto contatto con le feci degli animali. Le galline, come altri avicoli (polli, pavoni, struzzi, oche…) possono essere un possibile serbatoio di salmonella. Ecco perché questo patogeno può trovarsi sul guscio delle uova e finire così sul tuo piano da lavoro in cucina o sulle superfici degli utensili. Anche in questo caso, ci auguriamo che l’azienda produttrice segua tutti i protocolli necessari a evitare la trasmissione della salmonella.

Prevenzione

Il contagio con il batterio della salmonella si può evitare usando il buon senso e attuando buone pratiche igieniche. Certo, se stai mangiando in un ristorante e ti servono cibo contaminato da salmonella, tu, purtroppo, non hai alcun mezzo per “proteggerti”. Possiamo solo augurarci che nelle cucine e nelle industrie militanti nel settore agro-alimentare rispettino tutti gli standard previsti dal protocollo HACCP. Nel nostro quotidiano, possiamo proteggerci dalla salmonellosi così:

  • Se hai animali in casa (volatili, piccoli mammiferi o rettili) sottoponili a una visita veterinaria e, se necessario, sottoponi l’animale a un trattamento specifico.
  • Sempre in caso di animali domestici (uccelli, conigli, criceti…) esegui un’attenta pulizia delle gabbie, dei ricoveri o dei terrari.
  • Lava sempre la mani e pratica una buona igiene personale, soprattutto dopo una passeggiata nel bosco, al parco o in luoghi frequentati da animali selvatici.
  • Evita di consumare alimenti se hai le mani sporche.
  • Ahimé, so che è dura, ma dovresti evitare cibi crudi.
  • Se vai in viaggio, assicurati delle condizione igieniche della località visitata e, se necessario, cerca di consumare solo cibo confezionato e bere acqua in bottiglia o previa bollitura.

Salmonellosi: sintomi

In genere, il decorso della malattia dura dai 4 ai 7 giorni e i primi sintomi compaiono dopo circa 12 – 72 ore dal consumo dell’alimento contaminato o dall’ingestione accidentale del patogeno (se mangi un alimento sano con le mani contaminate!).

Sebbene la cura non prevede l’uso di particolari farmaci, in caso di sospetta salmonellosi è opportuno consultare il proprio medico di fiducia.

Tra i soggetti vulnerabili sono annoverate le donne in gravidanza, in questo contesto le persone più a rischio sono:

  • i neonati e i bambini che non hanno ancora sviluppato una buona difesa immunitaria.
  • Anziani.
  • Pazienti con organi trapiantati.
  • Chi soffre di malattie immunosoppressive come l’HIV, la leucemia e alcune forme tumorali.
  • Pazienti che seguono particolari terapie farmacologiche o chemioterapia.
  • Donne in gravidanza.

sintomi dell’infezione da salmonella sono:

  • Febbre
  • Dolori addominali
  • Gastroenterite
  • Diarrea

Salmonellosi in gravidanza

La salmonellosi in gravidanza può costituire un rischio non per la donna ma per il feto. L’infezione, infatti, può causare febbre e apporto di ossigeno ridotto alla placenta con conseguenti alterazioni metaboliche che possono interferire con lo sviluppo ottimale del feto.

In caso di gravidanza, se sospetti il rischio di salmonellosi, consulta immediatamente il tuo medico. Non c’è da allarmarsi in quando i casi di parto prematuro indotto da salmonellosi o aborto sono piuttosto rari, tuttavia è meglio essere cauti.

La donna in gravidanza, per ridurre il rischio di contrarre il batterio della salmonella, oltre a evitare il contagio così come spiegato in precedenza, dovrebbe anche:

  • Evitare uova crude o poco cotte
  • Non consumare prodotti derivati da uova crude come la maionese o il tiramisù
  • Evitare carne cruda o poco cotta, soprattutto quella avicola (pollo, tacchino, cacciagione…)
  • Non consumare insaccati freschi o stagionati (salami, salsicce…)
  • Evitare frutti di mare

Tra le altre zoonosi pericolose per la donna in gravidanza vi è la toxoplasmosi, ma anche in questo caso una buona prevenzione può eliminare ogni rishcio.

Pubblicato da Anna De Simone il 11 Aprile 2019