Rocce vive in acquario marino

Tutte le informazioni sulla scelta, l’introduzione e la gestione delle rocce vive in acquario marino. Come ricolonizzare le rocce morte, rocce vive delle Fiji e consigli sulla quantità da introdurre in vasca.

Rocce vive morte: come riattivarle. Vantaggi e svantaggi delle rocce morte e rocce vive in acquario

Come primo paragrafo di un articolo che parla di rocce vive in acquario marino è un po’ strano… ma è importante parlare anche di rocce morte, cioè rocce completamente disidratate e prive di qualsiasi microrganismo. Voglio farti sapere una cosa: in molte zone del mondo non si utilizzano più rocce vive!

Le rocce vive hanno un grosso potenziale, sono ricche di microrganismi e fauna bentonica utile a creare un equilibrio nell’acquario marino, ma al contempo possono diventare portatrici di organismi infestanti.

Non è raro introdurre rocce in acquario e poi ritrovarsi con infestazioni di planarie e aiptasie, per non parlare dell’eunice o altri parassiti che possono nutrirsi di coralli. Insomma, se da un lato le rocce vive possono velocizzare la formazione di un equilibrio, dall’altro, possono rappresentare una vera minaccia.

Prima di introdurre qualsiasi roccia viva in acquario ti consiglio di immergerle per qualche minuto in acqua di osmosi, in questo modo le planarie e altri organismi patogeni potrebbero staccarsi così da ridurre il rischio di infestazioni. Il bagno di rocce vive in acqua di osmosi mina anche la “fauna buona” e poi non è una garanzia… Per questo motivo, in Germania, in Portogallo e in molte altre nazioni, hanno iniziato a usare substrati sterili o rocce morte. In questo modo il processo di ripopolamento delle rocce può essere controllato. Di certo sarà più lungo il periodo di attesa per raggiungere un equilibrio nella vasca ma il risultato sarà più “sicuro”.

Se hai acquistato delle rocce vive e vuoi “disattivarle” cioè abbattere qualsiasi carica biologica in essa presente, puoi disseccarle al sole ponendole, in piena estate, in una busta nera come quella che usi per l’immondizia. In alternativa puoi anche farle bollire… certo la bollitura in acqua è più rapida ma anche più macchinosa, soprattutto se vuoi allestire un acquario molto grande.

Con questo paragrafo hai sicuramente già colto quali sono i vantaggi e gli svantaggi di adoperare rocce vive in acquario. In pratica i vantaggi stanno nell’inserimento di fauna bentonica e microrganismi utili per mantenere un buon equilibrio… gli svantaggi sono quelli di una mancanza di controllo: quando introduci una roccia viva, in realtà, non sai davvero cosa stai mettendo nel tuo acquario! Nel migliore dei casi potresti ritrovarti con qualche granchio mangia coralli e nel peggiore, con parassiti davvero difficili da gestire.

Personalmente per i miei acquari ho sempre usato rocce vive, solo per un nanoreef da 60 litri ho preferito usare rocce morte da riattivare. Come si attivano le rocce morte? Aggiungendo batteri nitrificanti e denitrificanti, complementi che possano aiutare nella crescita delle alghe coralline e substrati utili ai microrganismi “buoni”.

Rocce vive delle Fiji

Le rocce vive sono ricche di organismi calcarei, fauna bentonica di vario genere e altre forme di vita naturalmente presenti nelle barriere coralline.

Le rocce vive delle Fiji sono sicuramente le più costose perché presentano, in modo naturale, un gran numero di alghe calcaree pronte ad esplodere nel tuo piccolo acquario offrendo colorazioni con toni molto caldi. Il problema è che la gran parte di rocce vive delle Fiji che trovi in commercio in realtà sono “pescate” in zone limitrofe. Le vere rocce delle Fiji si trovavano in commercio solo fino al 2012: parlando con molti importatori, ho scoperto che quelle attualmente vendute come rocce vive delle Fiji sono importate da località limitrofe, indubbiamente hanno caratteristiche simili alle rocce delle Fiji ma talvolta il prezzo così elevato non è giustificato.

Perché tutti vogliono le rocce delle Fiji? Non per le colorazioni ma perché sono particolarmente porose! Anche le rocce pescate nella regione di Tonga e Marshall possono essere particolarmente interessanti per l’elevata densità.

Rocce vive: quantità per litro

Quante rocce vive inserire nell’acquario? Le rocce vive ospitano alghe, spugne, invertebrati e una grande varietà di microrganismi. Le rocce vive funzionano da filtro biologico naturale nell’acquario, introducendo una gamma diversificata di batteri aerobici e anaerobici, necessari a completare il ciclo dell’azoto che processa i rifiuti (i composti azotati).

Fino a poco tempo fa, la roccia viva era la principale base di nitrificazione dell’acquario marino. Oggi si possono sfruttare molte resine da aggiungere nella sump atte ad abbattere i composti azotati. Un ruolo fondamentale delle rocce vive sta nel mantenere il pH constante tramite il rilascio di carbonato di calcio, per questo motivo potrebbe essere utile mantenere nella vasca anche lo scheletro di coralli morti.

Rocce vive colorate

Se hai fretta di colorare le tue rocce vive, puoi usare un complemento che possa promuovere la crescita di alghe coralline. Tra i vari prodotti, per esperienza diretta, ti segnalo il nutrimento per alghe coralline della Red Sea, il prodotto in questione si chiama “Coralline Gro”, purtroppo non si trova facilmente neanche in negozi specializzati, pertanto ti consiglio la compravendita online su ecommerce di acquariologia o su Amazon: a “questa pagina Amazon” la confezione grande, da 500 ml si compra al prezzo di 23,50 euro. Noterai che ti fa aumentare la kH, ma al contrario degli altri buffer che trovi in commercio non contiene solo carbonati, è arricchito anche con altri oligoelementi essenziali per la crescita delle alghe coralline nell’acquario marino.

Il prodotto agisce sulla kH e aggiunge microelementi utili alle alghe coralline. Per intensificare la crescita dei batteri, in caso di rocce vive morte, puoi aggiungere prodotti come “Stability”, “Nitro Bact”, “Start Bact” e analoghi.

Rocce vive artificiali

Come premesso, in alcune località del globo per evitare infestazioni si stanno adottando rocce vive artificiali chiamate “aragocrete”, si tratta in realtà di una combinazione di aragonite, sabbia e cemento Portland.

Pubblicato da Anna De Simone il 8 giugno 2018