Rocce magmatiche intrusive ed effusive

Rocce magmatiche

Rocce magmatiche, molto presenti ma a nostra insaputa, perché si trovano spesso in strati più profondi rispetto a rocce di altro genere, come le sedimentarie e le metamorfiche. La loro importanza scientifica, però, è davvero imponente, ci raccontano molto della Terra, passata e presente.



Rocce magmatiche: quali sono

Questa categoria è composta da rocce, dette anche eruttive o ignee, che si sono formate a seguito della solidificazione di magmi. Ignee deriva dal latino ignis, fuoco, e per magmi si intendono quelle masse silicatiche fuse contenenti vari componenti e sostanze volatili come ad esempio acqua, anidride carbonica, idrogeno, metano, e molti altri meno noti.

Le rocce magmatiche costituiscono ben il 65% della parte superiore della crosta terrestre ma sono spesso “nascoste” sotto un sottile strato di rocce sedimentarie e metamorfiche per cui la loro presenza è sottostimata se non si osserva in modo scientifico ciò che la Terra è.

Rocce magmatiche: quali sono

Rocce magmatiche intrusive

Una delle sottocategorie delle rocce magmatiche è quella delle intrusive, dette anche Plutoniche. Si formano quando la cristallizzazione avviene in profondità e il raffreddamento e la solidificazione sono processi molto lenti. In queste condizioni, si possono formare cristalli di grosse dimensioni e la roccia assume una struttura granulare. Al variare della loro dimensione, questi corpi intrusivi rocciosi che si consolidano assieme, vengono chiamati in modi diversi.

Partendo dai più grandi, ecco i termini utilizzati: plutoni, batoliti, laccoliti e dicchi.

Una categoria un po’ particolare di rocce magmatiche che non rientra nelle tre classiche che stiamo raccontando, è quella delle rocce ipoabissali, formate dal magma che si consolida a modesta profondità nella crosta, penetrando all’interno di fratture dove, raffreddando, cristallizza.

Rocce magmatiche intrusive

Rocce magmatiche effusive

Le effusive, dette anche vulcaniche, sono rocce magmatiche che si formano a seguito di una cristallizzazione che avviene superficie. Il raffreddamento, in questo caso, avviene rapidamente, non c’è nemmeno il tempo di far formare i cristalli e le rocce risultanti nella maggior parte dei casi hanno una struttura amorfa, non cristallina.

Rocce magmatiche foto

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Rocce magmatiche: formazione

Osserviamo meglio come si formano queste rocce e come può avvenire il raffreddamento dei magmi in risalita. A volte ciò accade all’interno della crosta terrestre, dando origine a rocce intrusive, altre invece all’esterno di essa, con la formazione di rocce effusive.

Il magma si forma di solito quando c’è un aumento locale della temperatura e arrivano dei fluidi che idratano le rocce e abbassano il loro punto di fusione. A questo punto si ha un abbassamento delle pressioni interne che fa risalire le sostanze in superficie. Per raffreddarsi, il magma di solido deve attraversare queste fasi: l’ortomagmatica, la pegmatitica, la pneumatolitica e la fase idrotermale

Rocce magmatiche

Rocce magmatiche o ignee

Perché sono così importanti queste rocce magmatiche? Dal punto di vista geologico sono una vera e propria miniera di informazioni. Dalla loro composizione chimica possiamo capire quella del mantello, calcolando la loro età possiamo ricostruire una affidabile sequenza temporale degli eventi geologici. Non è finita: la loro struttura è caratteristica di uno specifico ambiente tettonico, questo ci aiuta a capire meglio le teorie della Tettonica a zolle.

Rocce magmatiche

Una delle rocce magmatiche, ignee, più abbondanti sulla Terra è il granito. Esso si forma a seguito di un lento processo di raffreddamento di un magma che si è intruso a profondità comprese tra 1,5 e 50 km. Tra le rocce ignee intrusive viene classificata come felsica, il granito, e mostra una grana media o grossolana, ogni tanto anche con la presenza di megacristalli. La sua struttura olocristallina è la caratteristica che viene ripresa anche nel nome che deriva dal termine latino “granum (a grani)”.

Di solito i graniti contengono molto quarzo, in percentuali comprese tra il 20 e il 60%, altri minerali presenti in quantità da considerare sono i feldspati, il plagioclasio e miche.

Il granito è ben presente in Italia, distribuito in zone sparse per tutta la penisola da Nord a Sud e con caratteristiche molti differenti. Ne troviamo nelle Alpi, in Calabria e in Sardegna, in importanti quantità e appartengono a due cicli intrusivi distinti.

Una parte del granito made in Italy è frutto del ciclo dell’orogenesi ercinica, sono le rocce che troviamo in Sardegna e in Corsica, nella Sila e in Aspromonte ma anche in una parte dell’arco alpino, Monte Bianco compreso. Queste rocce hanno tessiture gneissiche, formate per fenomeni di metamorfismo regionale avvenuti, forse a più riprese, dopo la solidificazione delle rocce.

L’altra tipologia di graniti italiani arrivano a noi a seguito di una intrusione nel ciclo dell’orogenesi alpina, sono quelli della Val Masino, dell’Adamello, dell’Isola d’Elba, ad esempio. In questa categoria c’è anche il granito rosa di Baveno che troviamo impiegato come pietra da costruzione e ornamentale, altri possibili usi riguardano bordature, selciati, pavimentazioni e murature.  A questo proposito, si scopre che il granito deve essere spaccato solo in piccole dimensioni perché è una roccia dura, senza stratificazioni.

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Pubblicato da Marta Abbà il 4 maggio 2018