Riciclare le capsule Nespresso

Grazie ai programmi Nespresso, circa il 75% della capsule utilizzate dai consumatori, è correttamente riciclato. Nespresso vanta sistemi di raccolta delle capsule usate che raggiungono l’eccellenza in Svizzera con il programma Recycling at Home. Oltre la Svizzera, anche in Germania e in Francia, i consumatori Nespresso hanno accesso ai punti di recupero delle capsule. Per quanto riguarda l’Italia, Nespresso sta espandendo la rete dei punti di raccolta capsule ma c’è qualcosa che ogni consumatore può fare, infatti, riciclare le capsule Nespresso è facile anche in casa!

Riciclare le capsule Nespresso, ecco come
Per non produrre un eccesso di spazzatura indifferenziata, le capsule Nespresso possono essere smaltite e correttamente riciclate. In che modo?

La capsule Nespresso è data da un contenitore in alluminio e un “contenuto” in organico. L’utente potrà facilmente rimuovere la parte superiore della capsula, svuoltarla del suo contenuto (la posa di caffè) e  smaltire l’intera capsula gettando il caffè nell’organico e l’involucro nell’alluminio.

Il caffè, inoltre, può essere messo nel compost per dare vita a un ottimo concime mentre l’involucro in alluminio può essere differenziato insieme alle lattine e alle varie scatolette (cibo per gatti, carni…).

Con questa azione possiamo ridurre la quantità di rifiuti prodotti e aiutare l’Italia nei programmi di riciclo dell’allumio e dell’organico. Più in grande, l’azienda Nespresso, ricicla le sue capsule mediante un programma che porta alla produzione di compost fino alla produzione di riso destinato a sfamare i meno fortunati. Tale programma si chiama Ecolaboration ed è stato avviato la scorsa estate anche in Italia, maggiori informazioni sul riciclo delle capsule Nespresso possono essere reperite a questo indirizzo.

Nespresso si muove sul piano ambientale con l’espansione della rete di punti raccolta cialde ma anche sul piano sociale assicurando condizioni di lavoro dignitose ai coltivatori delle piantagioni di caffé in Pasei fragili come il Brasile, la Colombia, il Messico, la Costa Rica, il Guatemala e l’India.

Pubblicato da Anna De Simone il 25 marzo 2013