Resine termoindurenti e termoplastiche

Resine termoindurenti

Resine termoindurenti, una definizione tecnica per materiali che però entrano a contatto con il nostro corpo, con ciò che usiamo, indossiamo o addirittura mangiamo, molto spesso. Vediamone le caratteristiche generali e le diverse tipologie con la curiosità di scoprire, ad esempio, quante resine termoindurenti a nostra insaputa conosciamo e abbiamo a portata di mano.



Per resina, intanto, precisiamo che si intende un prodotto organico, solido o semisolido, d’origine naturale o sintetica, che non ha un preciso punto di fusione e mostra un alto peso molecolare. La maggior parte delle resine sono polimeri, ma esistono eccezioni, si prestano a varie applicazioni in numerosi settori industriali, spaziando dal tessile agli alimentari. Al di là del loro utilizzo, le resine vengono prima di tutto divise in termoplastiche e termoindurenti.

Resine termoindurenti

Resine termoindurenti: cosa sono

Partiamo dalle resine termoindurenti vedendo che cosa hanno di particolare. Sono costituite da polimeri reticolati, risultano molto rigide e nella loro struttura il moto delle catene polimeriche non è affatto molto libero perché c’è un elevato numero di reticolazioni esistenti. Quando queste resine subiscono una trasformazione, si modificano chimicamente in modo irreversibile.

Per via del calore che innesca la trasformazione, le resine fondendosi diventano plastiche e poi, sempre per effetto del calore, si solidificano. Una volta che si sono trasformate, queste resine termoindurenti sono intrattabili e se si applica loro ancora del calore, si degradano, non si trasformano di nuovo. E’ in questo che emerge la differenza con le termoplastiche: le termoindurenti non possono subire numerosi processi di formatura durante il loro utilizzo. “Buona la prima!”

Resine termoindurenti e termoplastiche

Al contrario delle precedenti, queste resine possono essere fuse fornendo loro una certa quantità di calore e, durante la loro plastificazione, non subiscono alcuna variazione a livello chimico. Questo è il motivo per cui possono subire più processi di formatura, uno dopo l’altro e separatamente, con una successione di fusioni/solidificazioni, senza che si registrino delle evidenti variazioni delle prestazioni. Le resine termoplastiche sono sempre polimeri e non cristallizzano facilmente, quando ciò accade danno vita a materiali non perfettamente cristallini ma semicristallini, con al loro interno delle zone cristalline e zone amorfe.

Resine termoindurenti

Resine termoindurenti: esempi

Torniamo alle resine termoindurenti, vediamone degli esempi “noti” come la bakelite, resina ottenuta da formaldeide e fenolo e con proprietà isolanti termoelettriche che in passato l’hanno resa materia di base per elementi elettrotecnici, interruttori elettrici, prese elettriche, manici di pentolame, apparati di radioricezione, ed altri.

Altre resine termoindurenti sono presenti in applicazioni commerciali, come le resine fenoliche o le ammidiche, e poi ci sono le epossidiche, le schiume uretaniche, le resine poliesteriche insature, le resine siliconiche, le resine alchidiche e altre di minore importanza. Alcune di esse appartengono alla categoria dei materiali tossici

Resine termoindurenti epossidiche

Le resine epossidiche sono senza dubbio termoindurenti e si ottengono da monomeri con l’anello epossidico a tre atomi. Con esse si ottengono anche materiali complessi, combinandole con delle fibre, vengono utilizzate nel campo dei rivestimenti per via delle loro proprietà di flessibilità, adesione e resistenza chimica invidiabili, vengono utilizzate anche come adesivi, schiume e pavimenti industriali. Le vernici epossidiche sono associate alle polveri epossidiche, e non sono certo vernici naturali

Resine termoindurenti

Resine termoindurenti sintetiche

Le resine sintetiche possono avere un aspetto simile a quelle vegetali, si induriscono a freddo o a caldo e possono essere costituite da una ampia classe di differenti e complessi polimeri. Di solito delle resine sintetiche vengono commercializzati i precursori per poi miscelarli prima dell’uso.

Resine termoindurenti alchidiche

Questo tipo di resine termoindurenti sono poliesteri usati prevalentemente nel campo delle vernici organiche, spesso vengono modificate con acidi grassi ricavati da oli vegetali o animali. Troviamo due sottocategorie, le resine “lacquer” e quelle “varnish”.

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Pubblicato da Marta Abbà il 17 aprile 2018