Le Regioni più industrializzate d’Italia

L’Ilva di Taranto è sotto la lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica, è forse il caso più eclatante d’Italia ma nel nostro Paese sono numerosi gli stabilimenti industriali a rischio incidente. Industrie che hanno un forte impatto sulla salute ambientale e quella del cittadino.



E’ Ravenna la città con il maggior numero di stabilimenti a rischio di incidente rilevante. Ravenna ha 25 stabilimenti che rispondono alla normativa Seveso, cioè che trattano sostanze potenzialmente pericolose. Non è da meno Brescia con i suoi 8 impianti. Leader nello stoccaggio di sostanze pericolose è Venezia con più di un milione di tonnellate di materia.

Sembra un paradosso, Ravenna è al primo posto in Italia per quanto riguarda le aree verdi: dispone di 1.234,8 metri quadri di verde per abitante. Scostiamoci dalle provincie e parliamo di regioni. Quali sono le regioni più industrializzate d’Italia?

C’è stato un tempo in cui la Calabria ricopriva un ruolo di spicco in Italia. Parliamo di un secolo prima dell’unificazione dello d’Italia. In Calabria vi era la più grande acciaeria dello Stivale, la Regia Ferriera. L’officina si estendeva su una superficie di due chilometri quadrati lungo i fiumi Ninfo e Allaro. Dal 1874 a oggi ne sono cambiate di cose.

In Italia la produzione industriale fornisce il 26,6% del PIL nazionale, per la Calabria  rappresenta solo il 18% mentre per la Lombardia e il Piemonte la percentuale supera il 40%. Il divario tra nord e sud si sente anche per le altre regioni, basta pensare alla Sicilia con solo il 21%.  L’area geografica del Nord-Ovest è in testa, Lombardia e Piemonte rappresentano la base tradizionale dell’industrializzazione d’Italia.

Nel 2005, la percentuale degli addetti all’industria d’Italia era pari al 31% della popolazione attiva. Guardando da vicino le regioni si passa dal 45% di addetti in Lombardia, dal 44% circa del Veneto e del Piemonte  fino ad arrivare al 24% della Calabria e della Sicilia, cioè quasi alla metà.

Il Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia hanno dato inizio a un nuovo modello di industrializzazione definito “NEC” (nord-est-centro). Si tratta di una forma di sviluppo basato soprattutto dalle pmi (piccole e medie imprese). Le PMI caratterizzano questo territorio e spesso sono a gestione familiare. Questo fattore è stato determinante per l’affermazione della green economy in regioni come il Trentino Alto Adige.

Pubblicato da Anna De Simone il 6 dicembre 2012