Raccolta differenziata dei rifiuti a Milano

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La raccolta differenziata dei rifiuti nel Comune di Milano è ancora lontana dal 65% previsto dalla normativa nazionale, ma visto il ritardo con cui il capoluogo lombardo ha attuato una politica seria sui rifiuti (con la raccolta differenziata della Forsu partita a spicchi da novembre 2012) forse non si poteva fare di più. L’assessore Pierfrancesco Maran al convegno CNR sui rifiuti e i sottoprodotti ha affermato che la Giunta Albertini sarà ricordata per aver fatto i depuratori dell’acqua e quella di Pisapia per la differenziata dei rifiuti. In effetti ha ragione.

Però ci vuole tempo. I numeri dicono che il tasso di crescita della raccolta differenziata dei rifiuti nel Comune di Milano è in continua crescita, se pure in maniera lieve, con una conseguente diminuzione della quota indifferenziata. Tuttavia, sebbene in Regione Lombardia vi siano molti ‘Comuni Ricicloni’, Milano fatica a tenere il passo e con la raccolta differenziata si attesta intorno al 34% (dato di Legambiente) ponendosi come uno dei fanalini di coda in Regione.

Meno male che nel 2015 a Milano c’è l’EXPO. L’esposizione universale che avrà per tema centrale la nutrizione e la riduzione degli spechi (Nutrire il pianeta, energie per la vita è il claim scelto per la manifstazione) ha tra gli effetti indotti quello di spingere alla virtù in tema gestione e raccolta differenziata dei rifiuti. L’obiettivo, ha detto l’assessoe Maran, è arrivare in breve al 50% del totale e far diventare Milano il primo grande capoluogo in Europa nella raccolta differenziata, giocandosela con Vienna che guida la classifica.

Come fare? Il potenziamento della raccolta differenziata della frazione umida dei rifiuti solidi urbani (Forsu) è un punto strategico, ma non è il solo. Tutti devono fare la propria parte, compreso il Politecnico di Milano che annovera proprio la produzione di rifiuti tra gli aspetti ambientali più significativi. Ma non solo, il Politecnico di Milano si sta anche occupando del tema dei rifiuti.

Per esempio con il progetto Zero Waste finalizzato a superare la logica dell’usa e getta a favore di buone pratiche per l’incentivazione del riutilizzo, del recupero, dell’aumento della quantità e della qualità della raccolta differenziata dei rifiuti. Un risultato sono per esempio i PIC, Piattaforme per Contenitori Intelligenti, che consiste in un sistema intelligente per il monitoraggio (peso e volume) in tempo reale della raccolta dei rifiuti. Nel 2006 è stata realizzata una prima applicazione di questi contenitori a Shanghai (progetto Cleanwings). La prima applicazione del PIC in Europa è avvenuta al Politecnico di Milano nell’ambito del progetto Città Studi Campus Sostenibile.

Pubblicato da Michele Ciceri il 29 novembre 2013