Quanto dura il pisolino perfetto

Quanto dura il pisolino perfetto

In una società in cui si corre sempre e gli orari lavorativi sono sempre più fluidi, irregolari e dettati dalle urgenze e dagli umori dei propri superiori, fare una breve dormita che spezza la giornata diventa una mossa salutare e preziosa. C’è chi teme che l’effetto sia opposto e che poi sia ancora più difficile riprendere il ritmo. Per questo è molto importante comprendere quanto dura il pisolino perfetto perché è qui che sta il segreto dell’efficacia di questa pratica.



Quanto dura il pisolino perfetto

Sveliamolo subito, la durata consigliata per un pisolino perfetto è di 20 minuti se vogliamo svegliarci tonificati e rinvigoriti. È questo il tempo giusto per permettere al nostro cervello di disconnettersi per un attimo dal logorio quotidiano e al nostro corpo di riposare un pochino. In generale il consiglio è di mantenersi sempre sotto i 40 minuti per poter registrare al risveglio un miglioramento delle condizioni generali. Sembra poco ma questa cifra non è stata detta a caso, è un risultato frutto di studi e ricerche sul campo.

Ad occuparsene sono stati i ricercatori dell’American College of Cardiology che hanno condotto un’analisi sulle abitudini al riposo diurno, analizzando il collegamento tra la lunghezza dei riposini pomeridiani e lo stato di salute di chi li fa. Hanno preso un gruppo di 300mila persone in tutto il mondo e le hanno divise in chi dorme tanto e chi sceglie di riposarsi solo per qualche minuto.

Sono emersi dei collegamenti interessanti e che hanno a che fare non solo con il nostro sonno ma anche con il nostro stato di salute generale. Tanto per fare un esempio da questo studio è risultato che schiaccia un pisolino più lungo di 40 minuti nel pomeriggio ha un rischio maggiore di incorrere in colesterolo alto, pressione alta e aumento di massa grassa intorno alla vita. La situazione peggiora se si poltrisce più di un’ora e mezza.

Questo non vuole affatto dire che prendere un momento di stacco durante la giornata faccia male ma che è necessario farlo con misura e senza dimenticare che la privazione di sonno in generale apporta anch’essa dei gravi danni alla nostra salute psicofisica.

Per quanto riguarda il momento della giornata in cui fare il nostro pisolino, finora abbiamo parlato di pomeridiano ma proviamo a precisare. Guardando alla nostra giornata, nel corso delle 24 ore abbiamo 2 periodi di sonno intenso, uno nelle ore notturne dalle 2 alle 4, il secondo è circa 10 ore dopo, ossia tra le 13 e le 15. Proprio in questa fascia sarebbe perfetto incastrare il pisolino. Ovviamente dobbiamo adattare questa regola a quelle che sono le nostre fasce di sonno reali e calcolare il momento della pennichella 10 ore dopo quello del picco di sonno notturno.

Quanto dura il pisolino perfetto

Regole per un pisolino ideale

Ci sono alcune condizioni al contorno che possono rendere il nostro pisolino davvero riposante e utile. Oltre a quanto dobbiamo chiederci dove. Per schiacciarlo dovremmo cercare un posticino per distenderci al buio in modo che sia molto più facile prendere sonno. In questo modo possiamo sfruttare al massimo la nostra pausa e non passarla a lottare tra sonno e veglia. Quando ci accoccoliamo per riposare cerchiamo di usare un materasso e coprirci almeno con un lenzuolo anche se non abbiamo al momento freddo. Durante il sonno possiamo raffreddarci un pochino, essendo fermi, ed è meglio essere prudenti per non prendere raffreddori. Utilizzare una coperta se non siamo in un luogo particolarmente freddo può essere un problema perché se abbiamo tanto caldo e ci svegliamo poi sudati, torna il rischio del raffreddore.

Al di là dell’orario in cui scegliamo di fare il nostro pisolino è sempre meglio che avvenga dopo pranzo o quando siamo a stomaco pieno. Ce lo dice il nostro orologio biologico. Istintivamente è dopo pranzo e dopo cena che dovremmo sentire il bisogno di riposare, se accade in altri momenti probabilmente abbiamo tirato troppo la corda e abbiamo bisogno di darci una regolata sulle nostre ore di sonno notturne.

Anche se gli aspetti positivi del pisolino sono tanti, non dobbiamo farci prendere la mano perché quando ne facciamo troppi durante il giorno il rischio è di ottenere l’effetto contrario e diventare sonnolenti. È importante tenere la barra dritta ed essere regolati nel ritmo del sonno e della veglia, per non arrivare ad uno stato di anarchia in cui una persona dorme quando ha sonno e sta sveglia quando si sente pimpante. Oltre all’impatto sociale di una simile questione, ci sono anche delle conseguenze fisiche. Noi siamo fatti per dormire di notte e stare svegli di giorno, ci regoliamo per quanto possibile secondo la presenza della luce.

Il pisolino resta una parentesi durante la giornata che ha i suoi effetti positivi se fatto con delle regole. Non concedercelo anche se il nostro corpo ci comunica che ne ha bisogno, può crearci dei problemi. Il corpo quando ha la necessità di una piccola sosta durante la giornata di manda dei segnali:i brividi, la pesantezza degli occhi, la stanchezza. Ascoltiamoli perché è il modo per recuperare le energie e la concentrazione per il resto della giornata. Dobbiamo cercare di superare ma convinzione che riposare durante la giornata sia una perdita di tempo. Venti minuti dopo pranzo sono invece il segreto per poi sfruttare al meglio le ore pomeridiane al pieno delle nostre energie.

La cultura del pisolino nel mondo

Il concetto di pisolino ha un valore differente nelle varie parti del mondo, in alcune è più accettato che in altre e spuntano anche delle abitudini particolari che è curioso conoscere.

Nelle zone in cui fa molto caldo si fa la siesta senza alcun bisogno di doversi giustificare. In alcune aree è quasi obbligatorio farlo, ci sono fasce dedicate anche per i lavoratori per evitare di sgobbare sotto il sole e sentirsi male. In queste culture, il riposino pomeridiano è un vero e proprio rito mentre in altre si fa fatica ad accettarlo. In Italia ci sono delle differenze a livello regionale, per ragioni climatiche forse al sud è un’abitudine più accettata rispetto al frenetico Nord ma dipende molto dall’organizzazione della giornata. Certo non esiste una ufficiale pausa per la siesta per i lavoratori che hanno comunque delle difficoltà a prenderla.

Pubblicato da Marta Abbà il 25 Dicembre 2019