Polisonnografia: costo e apparecchio

Polisonnografia

La polisonnografia si effettua di notte, solitamente, perché è un test che va ad indagare e a raccontarci come dormiamo. Se bene o male, un po’ lo sappiamo anche noi quando al mattino ci svegliamo più o meno riposati, carichi per la giornata che ci aspetta oppure con zero voglia di affrontarla, ma la polisonnografia è un medico. Effettua una diagnosi sul sonno e viene spesso prescritto a chi soffre o ipotizza di soffrire di disturbi del sonno. Per rilevare e registrare alcuni parametri fisiologici fondamentali e significativi per i medici che si occupano di queste patologie, come l’attività cerebrale, la respirazione, i livelli di ossigeno, servono degli strumenti particolari. 



Polisonnografia notturna

La polisonnografia viene fatta di notte, come è intuibile, in modo da poter vegliare sul paziente mentre dorme ed osservarne il comportamento. A casa è difficile effettuare un esame del genere che richiedere delle attrezzature ad hoc una procedura non banale come invece è quella ad esempio per misurare la pressione. In una stanza preparata per la polisonnografia, con tanto di telecamera e sistema audio per la comunicazione tra paziente e personale medico, la polisonnografia viene effettuata per conoscere l’andamento e le variazioni di alcuni parametri fisiologici durante le fasi REM e NON-REM. Per chi soffre di disturbi del sonno è molto utile.
Ricordiamo che la fase REM e NON-REM sono le due fasi principali del nostro riposo, momenti in cui si riducono alcune funzioni biologiche e se ne potenziano altre. Ad esempio la produzione di ormoni corticoidi si riduce, aumenta quella dei fattori di crescita. Le due fasi studiate dalla polisonnografia si alternano più volte, almeno 4 o 5.

La fase NON-REM è divisa in 4 parti, dal primo sonno fino a quando, al quarto stadio, l’organismo si rigenera. La REM, dove REM sta per “Rapid Eye Movement, è una fase “agitata” in cui, letteralmente, gli occhi fanno dei rapidi movimenti involontari. In questi minuti di sonno il battito cardiaco e la frequenza respiratoria aumentano, noi sogniamo e i muscoli restano rilassati ma la mente è attiva.

Polisonnografia notturna

Polisonnografia: dove farla

Come accennato, è necessario recarsi in un centro ospedaliero attrezzato per sottoporsi a questo esame diagnostico perché è praticamente impossibile allestire a casa propria tutte le apparecchiature che servono. Senza contare che serve del personale che vegli sull’esame, tutta notte. E’ necessario che l’esame duri quanto la “dormita” del paziente, non si possono rilevare i parametri per qualche minuto e smettere, perché lo scopo della polisonnografia è proprio di osservare le loro evoluzione durante la nottata.
Serve un medico specializzato in malattie del sonno, poi, per di stabilire il disturbo di cui soffre l’individuo sotto esame. E’ bene chiarire che la polisonnografia si svolge in ospedale non perché ci siano dei particolari rischi e il test non richiede alcuna speciale precauzione.

Polisonnografia: dove farla

Polisonnografia: apparecchio

Lo strumento utilizzato è un apparecchio computerizzato, si chiama polisonnigrafo e viene collegato alla persona che si sottopone all’esame con dei sensori cutanei, situati all’estremità di diversi cavi. I parametri principali che devono essere rilevati e registrati perché il medico abbia gli elementi per effettuare una diagnosi sono: le onde cerebrali (cioè l’attività del cervello), i livelli di ossigeno, il battito cardiaco, la respirazione, i movimenti oculari e i movimenti degli arti (sia superiori che inferiori).

Polisonnografia: bambini

I bambini possono soffrire di disturbi del sonno ma prima di sottoporli ad una polisonnografia è meglio capire se ci sono altri modi per trattarli perché è in esame non sempre ben accettato anche se non pericoloso.

Tra i problemi che vengono diagnosticati con la polisonnografia ci sono alcuni patologie che anche i bambini possono riscontrare come la sindrome delle apnee notturne oppure i disturbi del movimento correlati al sonno. La narcolessia emerge da adulti, di solito, ed è una malattia neurologica che causa ripetuti attacchi di sonno e una continua sensazione di sonnolenza diurna. Si possono riscontrare disturbi del comportamento sia durante la fase REM sia durante la fase NON-REM, anche da bambini, mentre l’insonnia cronica è decisamente da adulti.

Polisonnografia: procedura

Gli unici problemi che possono esserci durante o dopo la polisonnografia riguardano eventuali irritazioni cutanee provocate dall’applicazione sulla pelle dei sensori del polisonnigrafo. Per il resto è un esame indolore e per nulla invasivo, non c’è nulla di cui preoccuparsi se lo si deve effettuare.

Il polisonnigrafo viene collegato al corpo del paziente con dei sensori cutanei ed è importante controllare che i cavi di collegamento siano così lunghi da non infastidire il paziente, anzi, da lasciarlo muovere liberamente. I sensori devono essere applicati sul cuoio capelluto, sulle tempie, sul torace e sulle gambe ma per la misurazione dei livelli d’ossigeno serve una clip speciale da apporre al dito indice.

Polisonnografia: procedura

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Pubblicato da Marta Abbà il 29 luglio 2018