Per un pugno di ghiande: guida alle specie invasive

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Per un pugno di ghiande, con un pugno di storie, Sandro Natalini, Piero Genovesi (Papik) in un libro pubblicato da Editoriale Scienza lo scorso aprile 2018 raccontano le specie invasive. Scegliendo una ventina di storie rappresentative, ma affatto scontate, ve lo assicuro, i due autori approfondiscono questo tema andando ad indagare, e a svelarci, come questi animali considerati “invasivi” si diffondono e conquistano aree in cui prima non erano i benvenuti.



Animale per animale, nel volume viene spiegato con precisione perché si parla di specie invasive per non dare adito a critiche. Ci sono molti animali che vengono spesso etichettati come cattivi, dannosi, solo perché brutti, per mostrare di non essersi basati sui pregiudizi o su leggende metropolitane, Natalini e Genovesi raccontano come i protagonisti di “Per un pugno di ghiande” causano dei problemi al pianeta Terra e ai suoi abitanti.

Vivace e divertente, il libro è a che istruttivo perché spiega comportarci per evitare la diffusione di questi animali. Educare e informare divertendo non è cosa da tutti, infatti sono riusciti a farlo con eleganza e qualità una coppia di autori validi presi singolarmente e che assieme formano una coppia creativa davvero notevole. Piero Genovesi (Papik) è uno zoologo, in verità non “uno” tra tanti bensì uno tra i massimi esperti di specie invasive. Sandro Natalini, oltre ad essere un ottimo illustratore, ha la gran bella dote dell’ironia che pochi sanno usare per scopi intelligenti e nobili come quello di raccontare animali e creature del nostro pianeta.

 

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Per un pugno di ghiande: perché leggerlo

Ci si chiederà come mai leggere, e ancora prima come mai scrivere, un libro come questo “Per un pugno di ghiande”, dedicato alle specie invasive. In parte, a leggere titolo e sottotitolo, anche io mi sono chiesta “ma perché mai proprio questa categoria, con tutte quelle che esistono nel regno animale?”. Mi immaginavo una sorta di influenza orwelliana, una storia surreale che trasponesse la realtà umana tra gli animali, invece mi sono trovata a leggere e a imparare, ad un’età ben maggiore di quella consigliata per la lettura, tante cose nuove su alcune specie a volte a me note ma a quanto pare non così tanto.

L’idea di un libro così, non è per il gusto di fare un titolo “di nicchia” snobbando cagnolini e gattini che spopolano ovunque, ma da alcuni dati che preoccupano. Si calcola che, tra il 1970 e il 2000, in solo 30 anni, le specie invasive siano cresciute del 76%, questo deve allarmarci un pochino, soprattutto deve portarci ad approfondire quali sono e a insegnare alle nuove generazioni come attivarsi assieme a noi per difendere l’equilibrio della Terra e far sì che queste specie non ne facciano sparire altre, preziose per la biodiversità

Per un pugno di ghiande: perché leggerlo

Per un pugno di ghiande: specie

Vediamo alcuni degli animali raccontati dai due autori con uno stile davvero accattivante. Il loro è un linguaggio che riesce a raggiungere anche i più piccoli, il libro è consigliato dagli 8 anni in sù, e sa incuriosire adulti, anziani, teeenagers e millennials, e tutte le categorie che oggi si inventano per definire generazioni diverse.

Tra gli animali di “Per un pugno di ghiande” troviamo creature molto diverse l’una dall’altra e ciascuna è invasiva a modo proprio. Ad esempio c’è chi ruba il cibo ad un “collega”, chi è un predatore spietato e chi invece non va all’attacco ma avvelena chiunque gli si avvicini.

Uno degli esempi più noti, ripreso dagli autori, è quello dello scoiattolo grigio americano, che in Europa sta soppiantando lo scoiattolo rosso, ma ci sono anche esempi meno facili da immaginare o conoscere come quello della chiocciola gigante: chi penserebbe che sia invasiva? Anche l’ermellino non lo facevo uno animale “disturbatore”, eppure da parecchi problemi ai poveri pappagalli kakapò in Nuova Zelanda.

Uno dei casi più interessanti è poi quello cozza zebrata, ma anche il rospo delle canne non è affatto male. Mi ha sorpreso trovare tra i “ricercati/wanted” del libro anche il coniglio europeo che, a sentire gli stereotipi, dovrebbe essere un animale pauroso, e anche il castoro lo facevo un animale pacifico, eppure…

Per un pugno di ghiande: specie

Per un pugno di ghiande: autori

Andiamo a conoscere meglio i due autori prima presentati velocemente, ammettendo che hanno fatto davvero un ottimo lavoro con questo libro e complimenti anche a Editoriale Scienza che lo ha pubblicato regalando una bella occasione a molti giovani lettori, stimolando la loro curiosità naturale. Sandro Natalini dal 2000 insegna Illustrazione presso l’ISIA di Urbino, si è recentemente addottorato in Scienza del libro e della scrittura, e fa parte del comitato scientifico del Seminario Internazionale Permanente sulla Fiaba presso l’Università per Stranieri di Perugia.

Già mentre studiava presso l’ISIA di Urbino, dove si è laureato in Progettazione grafica, e presso l’ISIA di Faenza, dove ha seguito Design della Comunicazione, Natalini ha maturato l’interesse per l’editoria illustrata e il rapporto fra testo e immagine. Dopo l’esperienza di grafico progettista per la testata Vogue Italia si è dato al settore scolastico illustrando testi, e non solo, anche narrativa illustrata diventando autore e sbarcando fuori dai confini nazionali. Oggi ha alle spalle oltre quaranta pubblicazioni e tra i numerosi riconoscimenti ottenuti può vantare anche il premio americano Oppenheim Best Book 2009.

Passiamo allo zoologo Piero Genovesi (Papik)  che sta dedicando la sua vita al mondo degli animali con la mission di conservarlo. Oggi lavora per l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale dove è responsabile dell’area conservazione e gestione della fauna. Collabora con la Convenzione delle Nazioni Unite proprio sul tema delle specie invasive e coordina il gruppo mondiale dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN).

Non c’è dubbio che Genovesi sia uno dei massimi esperti di specie aliene invasive, così tanto che le sa raccontare ad un bambino, con precisione ma allo stesso tempo efficacia divulgativa. Lo troviamo anche ricercatore associato alla Concordia University di Montreal in Canada e all’Università di Stellenbosch in Sud Africa, negli anni ha pubblicato molti libri e articoli scientifici sulle più importanti riviste internazionali, non avete sognato se lo avete visto in TV, ha partecipato come divulgatore scientifico a varie trasmissioni televisive come “Volo in Diretta”, su Rai 3, e radiofoniche, come “Miracolo Italiano”, su Rai Radio 2.

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Pubblicato da Marta Abbà il 3 giugno 2018