Pavimentazione stradale in calcestruzzo: quali vantaggi?

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La prima pavimentazione stradale in calcestruzzo risale al 1891 in Ohio, USA, e sta su una strada che si può percorrere ancora oggi passando davanti alla statua di chi l’ha costruita, tale George Bartholomev. Ciò che si vede è ancora il manto originale perché il calcestruzzo, un conglomerato in cui l’elemento legante è costituito dal cemento,  ha una durabilità molto superiore al bitume-asfalto.

La tecnica della pavimentazione stradale in calcestruzzo, di cui ultimamente si parla molto come alternativa sostenibile alle strade in asfalto, si è diffusa in Belgio, Olanda, Francia, Germania, Austria e UK oltre che in USA e Canada, ma non in Italia. Ed è un peccato (rimediabile) perché sulla bilancia vantaggi-svantaggi il tappeto di usura a base di cemento batte l’asfalto.

Il problema delle strade sono i costi di manutenzione. Nel territorio della provincia di Bergamo (un esempio di cui abbiamo notizia) si spendono 16milioni di euro per rattoppare i manti da buche e crepe. Non tutti gli anni la stessa cifra, ma l’ordine di grandezza è questo. È ipotizzabile che con strade in calcestruzzo i costi di manutenzione potrebbero essere molto più contenuti.

Però c’è strada e strada. La pavimentazione in calcestruzzo non ha controndicazioni su autostrade, superstrade, tangenziali e in genere sulle reti ad alto scorrimento, ma sulle strade urbane può diventare un problema quando capita di dover demolire il manto per intervenire sui sottoservizi. Il cemento è più difficile da spaccare dell’asfalto e questo farebbe salire i costi complessivi invece di ridurli.

Un altro punto critico della pavimentazione stradale in calcestruzzo sta nell’essere un più complicata da realizzare rispetto a quella in asfalto, anche se nei Paesi dove si usa hanno messo a punto tecniche collaudate. Il calcestruzzo ha una durabilità alta ma dipende dalla sua composizione (se per risparmiare si usa poco cemento è un disastro). Una buona strada di cemento può richiedere un investimento di primo impianto maggiore rispetto a una in bitume (si calcola circa un +26%) anche se poi si ripaga.

Ma veniamo ai vantaggi, che sono più numerosi. Una pavimentazione stradale in calcestruzzo ha una vita utile più lunga rispetto all’asfalto, e possono passare 20-30 anni prima che si renda necessaria una manutenzione strutturale. Nei Paesi dove si usano di più, per esempio in Canada, l’orizzonte temporale arriva a 50 anni. Considerato che il punto di pareggio dei costi è intorno ai 10 anni, la convenienza economica c’è tutta.

La pavimentazione stradale in calcestruzzo riduce il consumo di carburante dei veicoli perché presenta una minore resistenza al rotolamento degli pneumatici. A dimostrarlo sono i risultati dei test effettuati, sempre in Canada, dal Consiglio Nazionale delle Ricerche in collaborazione con gli istituti di ricerca.

Un altro vantaggio ambientale della pavimentazione stradale in calcestruzzo rispetto all’asfalto è il ridotto impatto in fase di betonaggio, ma non solo. In tutte le fasi di costruzione, manutenzione e riciclaggio, l’inquinamento dei materiali cementizi è di gran lunga minore di quello dei materiali bituminosi.

Nel complesso, la pavimentazione stradale in calcestruzzo presenta numerosi vantaggi (economici e ambientali) e pochi svantaggi. Ciò la fa considerare una soluzione da prendere in considerazione per alcuni tipi di strade, cosa che si comincia a fare anche in Italia.

Pubblicato da Michele Ciceri il 25 marzo 2014