Occhio del cavallo: caratteristiche e curiosità

mezzo muso cavallo

L’occhio del cavallo oltre ad essere molto espressivo e attento ha anche delle caratteristiche molto particolari che sono importanti da conoscere perché influenzano fortemente il comportamento di questo animale e le sue reazioni. Sapendo come vedere il cavallo, potremo rapportarci con lui in modo più consapevole affinando l’intesa che si è già creata tra noi o facendone nascere una dall’inizio. Ecco quindi le caratteristiche peculiari dell’occhio del cavallo e del suo punto di vista.



Occhio del cavallo: caratteristiche

Se lo guardiamo in proporzione con la stazza dell’animale, l’occhio del cavallo pochi sanno che risultate essere il più grande tra tutti i mammiferi. Il suo diametro è addirittura doppio rispetto a quello umano e questo gli permette di cogliere al meglio la luminosità dell’ambiente in cui si trova e di allargare il campo visivo anche in vista di eventuali pericoli.

Il globo oculare e di conseguenza anche il cristallino hanno una forma appiattita. Non è un caso. Questa particolare forma fa sì che il cavallo possa vedere e mettere bene a fuoco sia gli oggetti vicini che quelli più lontani simultaneamente. Noi non lo possiamo fare, eppure è una capacità molto utile perché permette di tenere meglio sotto controllo la situazione, nel caso del cavallo possiamo immaginarlo che se ne va in giro mettendo a fuoco sia ciò che gli sta vicino, ad esempio per mangiare, sia quello che è più lontano, magari gli altri appartenenti al branco o un possibile nemico.

Anche la pupilla ha una forma particolare, più allungata rispetto a quella dell’uomo, e aiuta ad abbracciare più spazio con un solo sguardo. Una delle caratteristiche però più importanti da conoscere dell’occhio del cavallo è che non vede frontalmente e nella parte posteriore per circa 60 °. Da questo “difetto” ne conseguono vari comportamenti istintuali che prima di saperlo non potevamo comprendere.

Occhio del cavallo: acutezza e movimento

Quanto bene vede un cavallo non è facile da definire perché dipende molto da razza a razza se non dal singolo esemplare. A seconda della grandezza dell’occhio del cavallo e dei suoi ricettori visivi, varia l’acutezza visiva ma possiamo dire che in generale ha una vista piuttosto acuta rispetto al resto dei mammiferi, ha 2/3 dell’acutezza dell’uomo. Per quanto riguarda la percezione del movimento, invece, questo animale supera l’uomo perché vede dalle 20 alle 25 immagini al secondo contro le 15-18 dell’uomo.

Meno dettagli, quindi, ma più movimenti anche se minimi, motivo per non fare mai dei movimenti bruschi nelle vicinanze del cavallo come spesso viene raccomandato dagli istruttori. Questa sensibilità per il movimento spiega forse anche il nervosismo quando tira troppo vento, ad esempio. Allo stesso tempo l’occhio del cavallo è poco sensibile alla profondità per cui se vede una pozzanghera o una macchia umida sul terreno, potrebbe pensare che si tratti di una buca anche profonda e resta molto prudente e guardingo.

Occhio del cavallo: colori e buio

Tra uomini e cavalli sono i primi che vedono meglio i colori, i secondi ne percepiscono alcuni meglio di altri ma non bene quanto noi. I gialli e i verdi sono tinte che vengono recepite bene dall’occhio dl cavalli anche se probabilmente li vede in modo simile, un po’ meno bene accade per i rossi e i blu. Può essere che la spiegazione stia nel fatto che gli ambienti in cui vive il cavallo molto probabilmente hanno più verde che rosso, più giallo che blu.

E quando scende la notte? Grazie alla dimensioni del suo globo oculare, l’occhio del cavallo capta molta luce e può vantare una buona visione notturna, quasi quanto quella del gatto che è uno degli animali che meglio vede al buio. Ecco come mai i cavalli di notte dormono poco e sono particolarmente attivi.

Sempre di notte l’occhio del cavallo è particolarmente brillante ad esempio se scattiamo una foto, questo si spiega con la presenza di una membrana denominata tapetum lucidum posta sulla retina e che funziona con il principio del catarifrangente. Sempre in un’ottica di maggiore comprensione dei comportamenti del cavallo è molto utile tener presente che il suo occhio non si abitua ai bruschi cambiamenti di luce come il nostro, dobbiamo quindi lasciargli il tempo di farlo ad esempio se passiamo in un sottopassaggio.

occhio cavallo

Occhio del cavallo e memoria visiva

Passeggiando a dorso di un cavallo ci si accorge subito della sua grande capacità di ricostruire i percorsi fatti come se avesse in testa una mappa dettagliata innata. Tutto ciò avviene perché ha una formidabile memoria visiva, una caratteristica che possiamo sfruttare e allenare subito, fin da quando è un giovane puledro, portandolo a passeggio e facendogli conoscere più oggetti possibili in modo che in futuro li vedrà come familiari. La memoria visiva va gestita molto bene perché può anche ritorcersi contro: se il cavallo si mette in testa che una certa situazione equivale ad un pericolo, è difficile fargli cambiare idea.

Occhio del cavallo: curiosità

Ecco qualche altra curiosità sull’occhio del cavallo e sulla sua vista. Gli stimoli vengono ad esempio elaborati dal cervello ma la parte destra e quella sinistra lo fanno in maniera leggermente diversa quindi il cavallo vedere e comprendere meglio una situazione se la vede con un occhio al posto dell’altro. La seconda curiosità riguarda una leggera depressione situata sopra l’occhio, all’altezza della tempia. In questa sacca c’è una sostanza molle presente dietro l’occhio del cavallo quando questo viene premuto ed è molto utile perché se capita che il cavallo prenda una botta sull’occhio, non subisce danni perché esso rientra.

Occhio del cavallo e comunicazione

Ora che sappiamo molte cose sull’occhio del cavallo possiamo guardarlo in modo diverso ma sempre curandoci molto del tipo di messaggio che trasmettiamo. Il contatto visivo tra uomo e animale è fondamentale per la costruzione di un rapporto di fiducia duraturo. Quando si lavora con un cavallo è meglio non perdere mai il contatto visivo perché distogliere lo sguardo potrebbe dargli la possibilità di mettere in atto comportamenti inadeguati e “disubbidienti”. Utile anche sapere che se notiamo che l’occhio del cavallo si mette a ruotare in tutte le direzioni, l’animale sta provando sospetto, paura o nervoso.

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Pubblicato da Marta Abbà il 11 Gennaio 2021