Micro idroelettrico, tutte le informazioni

impianto micro idroelettrico

Micro idroelettrico: info su incentivi, requisiti per l’installazione, permessi, richiesta e costi. Differenza tra pico, micro e mini elettrico.

In Italia facciamo poca distinzione tra micro, pico e mini idroelettrico. In generale tendiamo a classificare qualsiasi centrale idroelettrica dalla potenza inferiore ai 100 kW come un impianto mini idroelettrico. In realtà ci sono tre differenti classificazioni ma che cambiano di Stato in Stato.

Pico idroelettrico: si riferisce a impianti che producono energia idroelettrica dalla potenza inferiore ai 5 kW. In genere si tratta di piccole centrali idroelettriche destinate all’autoconsumo di utenze isolate.

Micro idroelettrico: si riferisce a impianti idroelettrici dalla potenza compresa tra 5 kW a 100 kW.

Mini idroelettrico: si riferisce a impianti idroelettrici dalla potenza compresa tra 100 kW a 1000 kW.

Micro idroelettrico, che cos’é

Anche se in entrambi i casi si produce energia a partire da una turbina mossa dall’acqua, un impianto di micro elettrico non può essere paragonato a una vera centrale idroelettrica.

Il micro elettrico non prevede la costruzioni di dighe perché sfrutta il moto dell’acqua che fluisce in corsi naturali: l’acqua che scende fa girare la turbina atta alla generazione di energia elettrica.

Come funziona un impianto micro elettrico?

L’acqua, scorrendo, muove una turbina, l’energia meccanica fa girare un alternatore che trasforma questa energia cinetica in energia elettrica.

Con la disponibilità di un corso d’acqua, un impianto micro idroelettrico può produrre elettricità per utenze isolate. Un sistema molto comodo per le baite di montagna e per le soluzioni abitative quali fattorie o alberghi isolati che non possono attingere alla rete elettrica nazionale.

Le centrali di energia micro idroelettrica possono essere installate in diversi contesti, anche in corsi d’acqua artificiali o vasche. Gli impianti di pico elettrico dalle dimensioni di 2- 5 kW, dispongono di un’unica turbina posta direttamente nel corso d’acqua mentre per gli impianti di micro idroelettrico è necessario realizzare appositi canali di adduzione, vasche di carico o deviazioni con condotta forzata grazie alle quali si preleva parte dell’acqua corrente del corso per azionare la turbina. Dopo aver azionato la turbina, l’acqua viene restituita al corso principale re-immettendosi più a valle.

Micro idroelettrico e costi di realizzazione

costi per la realizzazione di una centrale idroelettrica micro o pico variano non solo in base alle potenze installate. Come premesso, per le centrali micro idroelettriche si ha la necessità di realizzare opere civili (canali, vasche di carico, condotte forzate, opere di presa…) e il costo può oscillare molto in base alle condizioni in cui si vanno a costruire. In genere, il rientro dei costi è tanto più immediato tanto più è poca l’energia generata. In un impianto pico idroelettrico dalla capacità di 3 – 5 kW, con la posa della turbina direttamente in acqua, si ha un ritorno economico in tempistiche inferiori ai 6 anni. Per potenze installate superiori ai 10 kW, per pareggiare l’investimento si dovranno attendere almeno 10 anni.

Così come avviene per le altre rinnovabili (energia eolica, solare termico e fotovoltaico), anche nel settore del pico idroelettrico non mancano kit preconfezionati. In genere, i kit contengono una turbina (la componente principale dell’impianto), il generatore, l’inverter (quadro elettrico) e gli accumulatori per lo stoccaggio del surplus energetico prodotto.

Per quanto riguarda i requisiti di installazione, è necessario disporre di un salto d’acqua sufficiente per l’azionamento della turbina. In genere basta un dislivello anche di pochi metri per produrre energia soddisfacente. E’ necessario che la portata d’acqua sia costante e non condizionata dalla stagionalità (quindi immune alle secche estive). Nei periodi di secca la portata dovrà presentare una costanza minima di 0,5 litri al secondo. Grazie al salto e alla portata si potrà dimensionare al meglio l’impianto e calcolare i ritorno economici.

Per la realizzazione delle strutture civili atte a deviare l’acqua destinata all’impianto micro idroelettrico, sarà necessario fare richiesta del rilascio di Concessione rivolgendosi alla Provincia (l’iter autorizzativo è gestito interamente dalla provincia per impianti di mini idroelettrico dalla potenza inferiore ai 3 MW).

Per gli incentivi vi invitiamo a leggere la pagina: incentivi per rinnovabili non fotovoltaiche.

Idroelettrico domestico: produrre energia dallo scarico del wc

“Scendendo” di classificazione e tornando a parlare di pico idroelettrico, i ricercatori della Seul National University e Korea Electronics Technology Institute (KETI), hanno messo a punto un dispositivo in grado di generare elettricità dall’acqua che scorre attraverso lo scarico del wc rendendo lo sciacquone una fonte di energia elettrica pulita.

Anche in questo caso l’energia cinetica del flusso d’acqua è convertita in energia elettrica ma secondo un differente principio. Il dispositivo sviluppato dai ricercatori del KETI non usa alcuna turbina bensì un materiale dielettrico, cioè capace di sviluppare una carica elettrica al passaggio dell’acqua.

La stessa invenzione può essere applicata non solo allo scarico del wc ma anche a qualsiasi rubinetto della casa.

Nella foto in alto, un esempio rustico di centrale micro idroelettrica installata a nord del Vietnam.

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Pubblicato da Anna De Simone il 21 marzo 2016