Mastite bovina, diagnosi e sintomi

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Mastite bovina, diagnosi e sintomi. Che cos’è la mastite bovina, quali sono le cause e profilassi di prevenzione negli allevamenti.

La mastite bovina è una patologia della ghiandola mammaria che va monitorata sottoponendo l’allevamento a periodici screening.

Visite e campionamenti consentono di valutare un piano strategico o di attuare un programma di controllo atto a proteggere l’allevamento e mantenere costante la produttività delle vacche da latte.

Un programma di controllo ben strutturato dovrebbe prevedere visite periodiche mensili e prelievi di latte quarto per quarto.

Mastite bovina, diagnosi

La diagnosi della mastite bovina è indispensabile per scongiurare la presenza di agenti contagiosi. Non tutte le infiammazioni a carico delle ghiandole mammarie (mastiti bovine) infatti sono contagiose.

La diagnosi delle mastiti causate da agenti contagiosi deve essere eseguita sempre su campioni di latte di singolo quarto, prelevati in modo asettico. Se nei quarti prelevati è stata osservata anche una singola colonia di Streptococcus agalactiae o Staphylococcus aureus, il reperto è da considerarsi positivo.

Un metodo di diagnosi accurato consente di individuare con precisione il quarto colpito e consente di valutare il contenuto cellulare di ciascun quarto. Vantaggi non indifferenti per monitorare lo stato di salute della mandria.

Anche se i batteri che causano mastiti contagiose sono relativamente pochi, gli agenti patogeni che possono scatenare tale infiammazione sono più numerosi e con le analisi di laboratorio non sempre è semplice colpire il bersaglio. Per una corretta diagnosi bisogna “faticare”. Non tutti i tipi di prelievo e non tutte le metodologie di diagnosi consentono di identificare i patogeni eventualmente presenti.

Per una corretta diagnosi bisogna partire dal tipo di campione che intendiamo analizzare: latte individuale, latte di quarto in pool, latte di singolo quarto o latte di massa. Ogni opzione ha vantaggi e svantaggi propri. In genere per le mastiti bovine contagiose è consigliato il prelievo del latte di singolo quarto.

Anche la scelta degli animali e del numero di animali fa la differenza. Prelevare campioni dall’intera mandria può rappresentare un ostacolo sia in termini economici che pratici. In genere si procede prelevando latte dal campione rappresentativo dell’allevamento.

Certo che il prelievo di latte dal singolo quarto vede costi maggiori e anche tempi più lunghi ma consente una precisa identificazione dei quarti infetti e un basso numero di falsi negativi. Inoltre è possibile identificare la specie batterica presente e valutarne la sensibilità antimicrobica così da agire in modo mirato.

Mastite bovina contagiosa

batteri contagiosi che causano mastite bovina si diffondono soprattutto durante le operazioni di mungitura contaminando guaine e impianto. La mastite bovina si può contagiare anche quando si usano stracci o carta per più animali o semplicemente con la contaminazione delle mani di chi esegue la mungitura.

Tra i microrganismi che causano la forma contagiosa segnaliamo: Streptococcus agalactiae, Staphylococcus aureus, micoplasmi, Corynaebacterium bovis. Tra questi, il batterio contagioso più diffuso in Italia è lo Staphylococcus aureus.

La causa dei casi più gravi di mastite bovina è legata però ad altri microrganismi ambientali come Escherichia coli e altri Gram negativi. Trattandosi di batteri non contagiosi i casi sono davvero rari.

Cellule somatiche

La conta delle cellule somatiche nel latte vaccino può essere un buon indicatore della presenza della mastite bovina. E’ stato evidenziato che durante i processi infiammatori delle ghiandole mammarie si registra un aumento significativo delle cellule somatiche presenti nel latte.

Mastite bovina, sintomi

sintomi della mastite clinica si possono rilevare osservando il latte o l’aspetto delle mammelle. I sintomi della mastite bovina, a carico del latte, sono:

  • Presenza di fiocchi
  • Presenza di fustoli di fibrina
  • Aspetto sieroso

L’aumento delle cellule somatiche nel latte è un ulteriore indicatore che può essere testato fino al mese di maggio. Con l’aumento delle temperature, infatti, le cellule somatiche nel latte aumentano per un processo “fisiologico” e per questo possono falsare la conta.

Alle alterazioni del latte appena elencate, si possono aggiungere dei sintomi a carico della mammella, quali:

  • Aumento del volume
  • Arrossamento
  • Secrezione ridotta o assente
  • Dolore alle mammelle

A rendere più complesso il quadro clinico, vi sono dei sintomi riferiti a una mastite cronica. Quando l’infiammazione a carico delle ghiandole mammarie si cronicizza, infatti, è possibile avere sintomi limite quali:

  • Rialzo costante del contenuto cellulare.
  • Presenza di noduli.
  • Progressivi indurimenti a livello del parenchima mammario.

Per un approfondimento su che cos’è la mastite bovina e quali sono le cause, vi rimandiamo alla pagina dedicata Mastite bovina, cause.

Pubblicato da Anna De Simone il 5 luglio 2017