Life Cycle Assessment per gestire al meglio i rifiuti

Lucia Rigamonti - Life Cycle Assessment

L’LCA (Lyfe Cycle Assessment) considera il bilancio di materia, i consumi di energia e di materiali, le emissioni in aria e acqua e la produzione di rifiuti e/o di altri prodotti utili e valuta l’impatto ambientale tradotto in riscaldamento globale, acidificazione, tossicità umana, consumo di risorse non rinnovabili. “Se applicata alla gestione dei rifiuti, l’LCA (Life Cycle Assessment) può essere utilizzata come strumento di supporto alle decisioni dei pianificatori in fase di redazione e aggiornamento proprio dei piani territoriali di gestione dei rifiuti”. Così Lucia Rigamonti, docente del  dipartimento di Ingegneria Idraulica, Ambientale, Infrastrutture Viarie, Rilevamento al Politecnico di Milano, spiega in cosa il metodo e i vantaggi concreti che ne derivano. E ne deriverebbero.

 

1) In cosa consiste lo studio dell’LCA? In quale tipo di studi viene affrontato e da quando è oggetto di studio?

La Valutazione del Ciclo di Vita (Life Cycle Assessment – LCA) fa parte di quella strumentazione metodologica messa a punto per consentire, con interventi di natura preventiva, uno sviluppo sostenibile. Il ciclo di vita di un prodotto, o di una qualsiasi attività umana, viene esaminato “dalla culla alla tomba” attraverso la compilazione di un inventario di ingressi (materiali, energia, risorse naturali) e di uscite (emissioni in aria, acqua, suolo) del sistema, la valutazione di impatti ambientali potenziali associati a tali inventari, l’analisi dei risultati delle due fasi precedenti ed infine la definizione delle possibili linee di intervento. I primi esempi di analisi del ciclo di vita risalgono ai primi anni ’70.

 

2) Quali applicazioni pratiche ha questo tipo di studi?

L’LCA è una tecnica sviluppata originariamente per valutare gli impatti ambientali dei prodotti e dei processi produttivi. Successivamente il metodo è stato applicato non solo ai prodotti, ma anche ai servizi, compresi quelli legati alla gestione dei rifiuti.



3) Di quale tipo di prodotti vi occupate? Cosa “misurate” come input?

Nella Sezione Ambientale del DIIAR (dipartimento di Ingegneria Idraulica, Ambientale, Infrastrutture Viarie, Rilevamento), l’LCA viene applicata principalmente per la valutazione di sistemi integrati di gestione dei rifiuti urbani e di tutte le parti che compongono tali sistemi (ad es. il riciclo dei materiali da imballaggio, la termovalorizzazione del rifiuto residuo, la digestione anaerobica della frazione organica). Per ogni processo in esame, i dati di input necessari sono il bilancio di materia, i consumi di energia e di materiali, le emissioni in aria e acqua e la produzione di rifiuti e/o di altri prodotti utili (quali energia, compost, materiali dal riciclo).

 

4) Quale tipologia di impatto sull’ambiente valutate? In che modo?

Utilizzando i cosiddetti metodi di caratterizzazione disponibili in letteratura, che traducono il dato di inventario in impatto, valutiamo, a seconda dello studio, impatti quali il riscaldamento globale, l’acidificazione, la formazione fotochimica di ozono, la tossicità umana, il consumo di risorse non rinnovabili.

 

5) Come possono essere utilizzati i vostri risultati dalle amministrazioni locali? E dalle aziende?

Lo studio di LCA permette di individuare le fasi più critiche (dal punto di vista ambientale) del ciclo di vita del prodotto/sistema in esame ed indica come tali fasi potrebbero essere migliorate.

Se applicata alla gestione dei rifiuti, l’LCA può essere utilizzata come strumento di supporto alle decisioni dei pianificatori in fase di redazione e aggiornamento proprio dei piani territoriali di gestione dei rifiuti.

 

6) In cosa consiste il progetto Gerla?

Nel progetto GERLA (Gestione Rifiuti in Lombardia – Analisi del ciclo di vita), commissionatoci da CESTEC (CEntro per lo Sviluppo Tecnologico, l’Energia e la Competitività) per Regione Lombardia, è stata applicata la metodologia LCA per l’analisi delle prestazioni ambientali dell’attuale gestione regionale e provinciale dei rifiuti urbani. Sulla base dell’interpretazione dei risultati ottenuti per lo scenario base (gestione dei rifiuti urbani in Regione Lombardia al 2009) si sono formulati degli scenari di gestione al 2020, anch’essi valutati poi con metodologia LCA per verificare e quantificare i miglioramenti associati alle varie azioni implementate.

 

7) Che aspetti positivi ha mostrato e quali possibilità di miglioramento ?

Lo studio GERLA ha messo in evidenza che l’attuale gestione integrata dei rifiuti urbani in Regione Lombardia risulta già caratterizzata da buone prestazioni energetico-ambientali. Sussistono tuttavia margini di miglioramento, basati da un lato su un ulteriore incremento praticabile dei tassi di raccolta differenziata e dall’altro su una serie di interventi tecnologico/gestionali applicabili essenzialmente alle filiere della frazione organica e del rifiuto residuo.

Intervista a cura di Marta Abbà

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Pubblicato da Marta Abbà il 29 ottobre 2012