L’Energia Geotermica nel Globo

Secondo un’analisi pubblicata su Pike Research, nel mondo, sono circa 450 i progetti geotermici in fase di sviluppo. Gli impianti geotermici, una volta in funzione, riusciranno a produrre 18 GW di energia elettrica.


L’industria geotermica ha registrato una crescita concreta solo negli ultimi decenni. I progetti in fase di sviluppo coinvolgono 64 Paesi e si stima che solo il 10 per cento dei progetti prevede l’allestimento di impianti di ultima generazione, il restante 90 per cento prevede la costruzione di impianti geotermici convenzionali, cioè capaci di ricavare energia dagli strati più superficiali del suolo, senza effettuare procedure di profonda trivellazione come previsto con i “deep drilling project”.

Perché sono ancora così pochi i cosiddetti “deep drilling project“?
Tali sistemi geotermici avanzati sono ancora troppo poco conosciuti. Gli esperti di settore scarseggiano così come gli investimenti: sono poche le aree geografiche economicamente pronte ad affrontare un’evoluzione del genere, tra queste figura l’Irlanda dove l’Autorità Nazionale per l’energia d’Istalnda (Orkustofnun), insieme a quattro società islandesi, sta portanto a termine un progetto che estra energia dal sottosuolo, parliamo di una profondità che supera i 4.000 metri! Vi sembrerà strano ma anche l’Italia è coinvolta in un progetto Deep Drilling.

Il Campi Flegrei Deep Drilling Project (CFDDP) è un progetto internazionale di ricerca scintefica finalizzato alla compresione della dinamica vulcanica, la prima fase di perforazione è già stata eseguita arrivando a 500 metri di profondità, la seconda fase prevede il raggiungimento di una profondità di 3,5 km. Anche se il CFDDP non è nato per la produzione di energia geotermica, saranno molti i risvolti energetici, infatti il CFDDP punta allo sviluppo di tecnologie avanzate per il monitoraggio ambientale, sviluppo di metodologie sostenibili ed eco-compatibili per l’utilizzo ottimale dell’energia geotermica. Quando parliamo dei Campi Flegrei ci riferiamo a un’area geografica che coinvolge alcune località della provincia di Napoli.

Cile, Indonesia e Kenya sono i paesi che contano il maggior numero di impianti geotermici in fase di sviluppo. Gli Stati Uniti, nel 2012, hanno installato una capacità di 175 MW mediante impianti geotermici ma attualmente i piani di crescita prevedono un’imminente aggiunta di oltre 5.000 MW.

Quando si parla di rinnovabili, nell’immaginario collettivo, l’energia geotermica viene annoverata per ultima. Si pensa subito all’energia eolica e solare, eppure un impianto geotermico si costruisce con tempi nettamente inferiori, l’unico problema è legato alla burocrazia. I governi devono adottare delle procedure più snelle: per l’approvazione di un progetto ci vogliono 5-7 anni.

Pubblicato da Anna De Simone il 7 marzo 2013