Le 7 regole d’oro per il commercio del software usato

Software usato

Anche se parliamo di software, siamo in tema di riuso e di risparmio di risorse. Con una differenza di fondo: al contrario di quasi tutti gli altri prodotti, il software non si logora e non deve essere rigenerato. Per l’acquirente, una licenza software usata ha lo stesso valore di una nuova, solo che chi la acquista ne entra in possesso a condizioni più vantaggiose, con un risparmio di denaro che può arrivare al 50 per cento.

La cosa più importante da sapere, però, è che il commercio di software usato è legale, sempre che siano rispettate le condizioni di trasparenza che valgono anche per tutti gli altri prodotti. E 7 regole d’oro per l’acquisto di software usato. Affermarlo è meno banale di quanto sembra visto che ci è mossi a lungo in una zona grigia per quanto riguarda l’acquisto dei software usati (ossia di licenze già impiegate altrove per una volta).

Vendere e comprare i software usati è sempre stato legale, in linea di principio. Lo sviluppo tecnologico prosegue però talmente rapido che le leggi invecchiano velocemente lasciando spazio a difficoltà di interpretazione. Ad esempio, la direttiva valida in tutta l’UE che consente la rivendita dei programmi dei computer è stata emanata nel 1993, dunque in un periodo in cui nessuno ancora ipotizzava che un giorno si sarebbe potuto acquistare un software via download. Questa mancanza di chiarezza è stata sfruttata soprattutto dai produttori statunitensi di software per disorientare i clienti e assicurarsi così una posizione di monopolio.

Qual è il riferimento giuridico?

Il caposaldo è la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) del 3 luglio 2012, con cui la CGUE ha deliberato che per ogni prima vendita di un software vale il principio dell’esaurimento. Secondo tale principio, il diritto di distribuzione di un produttore sul suo prodotto si esaurisce quando il produttore l’ha messo in circolazione per la prima volta. La CGUE in pratica ha sottolineato che: “Il legittimo proprietario, anche se il contratto di licenza proibisce la vendita successiva, non può più opporsi alla rivendita della copia interessata”. Questo significa che, dopo la prima vendita, un produttore non può più influire su cosa se ne fa in seguito l’acquirente di questo prodotto. Il nuovo proprietario è libero di rivenderlo.

E per quanto riguarda update e aggiornamenti?

La Corte Europea ha inoltre deliberato che il secondo acquirente può ancora scaricare i software presso il produttore anche per i programmi per computer trasferiti online. Nel provvedimento si legge: “L’esaurimento del diritto di distribuzione si estende alla copia del programma fino alla versione migliorata e aggiornata in possesso del proprietario del copyright”. Dunque l’acquirente si avvantaggia anche degli update e degli altri aggiornamenti tramite il produttore di software.

Come è facile intuire, la sentenza della CGUE rappresenta una pietra miliare per il libero scambio in Europa, rendendo possibile la libera e leale concorrenza nel commercio del software. Tuttavia, per utilizzare al meglio il mercato del software usato a proprio vantaggio, gli acquirenti devono tenere presenti le 7 regole d’oro per l’acquisto di software usato.

1. Le licenze Volume si possono scindere, le licenze Client-Server no. Secondo questo principio, i software dei programmi a volume possono essere scissi, ossia rivenduti singolarmente. Si tratta di una determinata quantità di licenze singole vendute in un pacchetto solo per motivi di distribuzione e marketing. Una licenza Volume è costituita ad esempio da 100 licenze singole vendute in un pacchetto, sicché si può installare il software su 100 singoli pc. In questo caso, ad esempio si possono rivendere 50 pezzi.

È diverso per le licenze Client-Server. Queste non si possono scindere. Motivo: una licenza Client-Server viene archiviata su un server. L’acquirente acquista per questa unica licenza un determinato numero di diritti di accesso. Trattandosi di una singola licenza, non è possibile scinderla.

2. Cessione di licenza regolare. L’essenziale nell’acquisto di software usati è che la licenza sia stata regolarmente ceduta. Chi decide di acquistare un software usato deve rivolgersi a commercianti affermati. In tal modo l’acquirente del software può star certo che nella cessione della licenza sia stato fatto tutto a norma. La CGUE ha inoltre disposto che il software può essere rivenduto solo se il venditore non lo usa più. Un mezzo efficace per avere una garanzia e una prova in tal senso è un attestato notarile.

3. Acquistare solo software standard. In linea di principio si può commerciare ogni sorta di software usato. Meglio però acquistare solo software standard, per andare sul sicuro.

4. Solo i software acquistati possono essere ceduti. Il commercio di software usati è legale solo se si tratta di software che sono stati “messi in circolazione mediante cessione” (ossia: venduti). Dunque i software dei contratti di noleggio o di leasing non possono rientrare nel commercio dell’usato.

5. Capacità di fornitura del commerciante. Solo i grandi commercianti sono nella posizione di poter fornire pezzi subito e in grande quantità. La maggior parte dei piccoli offerenti è costituita invece solo da mediatori, che possono vendere solo quel che altre aziende vogliono vendere, e solo l’esatto numero di pezzi offerto al momento. Dato che dispongono sempre di un grande magazzino di software con molte migliaia di licenze, i commercianti possono proporre un’offerta molto più ampia di tipi e versioni di software.

6. Scegliere la versione adatta. Sul mercato del software usato ci sono sia versioni attuali sia programmi più vecchi in grande quantità. Come dimostra l’esempio di Windows 8, il nuovo non equivale necessariamente al meglio. La versione più aggiornata di un software da un lato richiede un periodo di rodaggio, e dall’altro è legata a requisiti di hardware più elevati. Una versione altrettanto valida nonché familiare è allora una buona alternativa. Dato che spesso tale versione non viene più offerta dal produttore, il mercato del software usato diventa l’unico modo di ottenerla. Usato non significa affatto che si tratta solo di programmi più vecchi. I grandi offerenti di software usati consentono di ridurre notevolmente anche la spesa per l’acquisto delle versioni più aggiornate.

7. Accettazione in pagamento. Dopo l’acquisto di un software, spesso non si usa più la versione precedente. I maggiori commercianti l’accettano in pagamento all’acquisto di altro software. In tal modo le aziende possono trasformare il capitale immobilizzato in mezzi liquidi e risparmiare il doppio nell’acquisto del nuovo software.

Qual è generalmente la provenienza del software usato?

Sia le versioni attuali sia i programmi più vecchi sono sul mercato del software usato in grande quantità. Le licenze usate provengono da insolvenze, cessate attività, provvedimenti di ristrutturazione o cambi di sistema. La verità è che, oltre agli acquirenti di software usati, anche i venditori possono approfittare del nuovo modello commerciale. Con la vendita di licenze in eccedenza le aziende possono trasformare il capitale immobilizzato in mezzi liquidi.

Pubblicato da Michele Ciceri il 20 novembre 2012