IRSA: la protezione delle risorse idriche parte dal 1968

Maurizio Pettine

Chi conosce l’IRSA ? Eppure ha anticipato di 20 anni il Ministero dell’Ambiente e l’Agenzia Nazionale per l’Ambiente impegnandosi dal 1968 nell’opera di sensibilizzazione verso la gestione e la protezione delle risorse idriche. Tematica sempre attuale. A presentarci questo Istituto che lavora sodo senza dichiarazioni urlate ma con tanti risultati concreti, è Maurizio Pettine, il direttore.

1) Quando è nato IRSA e con quali obiettivi?

L’Istituto di Ricerca sulle Acque (IRSA) è stato istituito nel 1968 per svolgere attività di ricerca nei settori della gestione e protezione delle risorse idriche e nello sviluppo di metodologie e tecnologie per la potabilizzazione ed il trattamento delle acque di scarico. Ha preceduto di circa 20 anni il Ministero dell’Ambiente e l’Agenzia Nazionale per l’Ambiente nel ruolo fondamentale di sviluppare la sensibilità soprattutto verso la gestione e la protezione delle risorse idriche nazionali.

2) Cosa è cambiato a livello di obiettivi, funzioni e FINANZIAMENTI e collaborazioni da allora ad oggi?

Nel tempo, l’IRSA si è arricchita di competenze ed ha cercato di orientare gli sforzi di ricerca verso le problematiche più attuali tra cui il recupero di energia e di materie prime, ad esempio, oppure le attività sugli effetti di inquinanti emergenti e sul funzionamento degli ecosistemi.

I finanziamenti per l’Istituto e la ricerca in genere hanno subito riduzioni drastiche nell’ultimo decennio: si è passati da un periodo negli ’70-’80 di abbondanza di risorse al periodo attuale di reale sofferenza e difficoltà nel reperire fondi per la ricerca di base che ha ricadute applicative meno dirette e immediate.



3) Quanta gente lavora all’IRSA? Quanti sedi ha?

L’IRSA ha tre sedi per un totale di circa 120 lavoratori, per la metà ricercatori. A questi si aggiungono 60-70 persone in formazione inclusi tesisti, assegnisti, borsisti, dottorandi, ospiti. La sede principale con la direzione è a Roma, nell’area di ricerca di Montelibretti che è la più grande area di ricerca del CNR. Lì si lavora soprattutto sul trasporto e sulle trasformazioni degli inquinanti, i trattamenti di acque e acque di scarico, i trattamenti di fanghi e rifiuti solidi, la gestione delle risorse idriche.

Fanno parte dell’Istituto altre due Unità, quella di Bari si occupa del trattamento di acque e acque di scarico e della gestione integrata delle risorse idriche mentre quella di Brugherio è più impegnata sugli effetti di inquinanti, ecotossicologia, classificazione ecologica e aree remote.

L’Istituto ha anche molteplici rapporti con le università, in particolare di Roma, Viterbo, Bari e Milano, e si fa conoscere attraverso i contatti con le università e le Amministrazioni Pubbliche, il proprio sito web, i convegni e le pubblicazioni. Alcuni dottorati banditi in accordo con le università sono finanziati, su progetti di ricerca dell’Istituto.

4) In quali progetti europei siete coinvolti ? In quali siete coordinatori?

IRSA è il rappresentante italiano nei network europei EurAqua (che riunisce le istituzioni di ricerca che si interessano di acque dolci, http://www.euraqua.org) e WssTP (Water Sanitation and Supply Technology Platform, http://www.wsstp.eu ) che si propongono di contribuire allo sviluppo delle basi scientifiche per una gestione integrata e sostenibile delle risorse idriche, di fornire supporto alle istituzioni Europee a agli stakeholders e di aumentare la competitività delle imprese europee impegnate nel settore dei servizi idrici e delle tecnologie di trattamento.

L’IRSA è anche il rappresentante italiano all’interno dell’International Water Association.

Ha partecipato a molti progetti di ricerca europei nell’ambito del 5°, 6° e 7° Programma Quadro, riguardanti differenti aspetti quali: l’effetto dei cambiamenti climatici (Chess, Circe); l’implementazione della Direttiva Europea sulle Acque WFD 2000/60/EC (HarmonIT, HarmonRib, Euroharp, TempQSim, Aqem, Star, Rebecca, Eurolimpacs), la gestione dell’uso del suolo (Aquastress, AgriBMP- Water), il trattamento degli scarichi e le bonifiche (Macobs, Dynafilm, Eurodemo, Innowatech, Perbiof).

Nell’ambito del VII Programma Quadro Europeo l’IRSA attualmente coordina due progetti Routes e Water4Crops, mentre partecipa ad altri quali Perseus, Minotaurus, Killspill. IRSA partecipa inoltre a progetti Life, a progetti EvK2 e a molti progetti bilaterali che interessano Paesi con i quali condivide alcuni bacini idrici (Italy-Slovenia-Croatia; Italy-Switzerland), a progetti di gemellaggio per favorire il trasferimento a Paesi emergenti quali Bulgaria, Egitto, Turchia dei risultati acquisiti in progetti per l’implementazione WFD 2000/60/EC, a progetti di ricerca con Paesi che hanno sottoscritto accordi di collaborazione con il nostro (Spagna, Bulgaria, India, Argentina, ecc.).

5) Cosa significa fare ricerca e attività pre-normativa? Un esempio?

Un esempio di ricerca pre-normativa ha riguardato recentemente lo sviluppo di metodi e procedure di classificazione coerenti con le richieste della WFD 2000/60/EC. Tale direttiva ha infatti innovato profondamente il quadro normativo e l’IRSA ha avuto un ruolo di rilievo nella sua implementazione in Italia e in Europa impegnandosi su alcuni temi fondamentali quali, ad esempio, il riconoscimento dei siti e delle condizioni cosiddetti ‘di riferimento’, e la definizione di nuovi metodi per la raccolta, l’analisi numerica dei dati e la classificazione finale della comunità macrobentonica, di grande importanza per l’ambiente fluviale.

Un metodo di ‘quantificazione’ della qualità biologica sulla base degli organismi bentonici (insetti, crostacei, molluschi, etc.) – è stato adottato a scala europea, all’interno dell’intercalibrazione su scala europea dei sistemi di classificazione, procedura adottata per verificare che i diversi Paesi raggiungano lo stesso livello di tutela e qualita’ ambientale.

Una versione aggiornata di questo metodo è attualmente considerato nella normativa italiana come metodo da seguire per classificare tale comunità.

6) In cosa consiste la vostra attività di formazione e informazione ?

L’attività di formazione ed informazione agisce a differenti livelli: assistenza nelle tesi di laurea, borse di studio, dottorati di ricerca, master e corsi per personale della pubblica amministrazione.

Le ricadute delle attività condotte hanno una valenza non solo nell’ambito più propriamente scientifico, ma anche nell’ambito tecnico-consultivo attraverso la messa a disposizione di competenze e conoscenze ai vari soggetti a vario titolo interessati. Tra questi, il Parlamento e le Amministrazioni Pubbliche, interessate a predisporre una corretta legislazione nel settore delle acque, gli Enti di Gestione e le industrie nazionali, interessate a sviluppare conoscenze tecnico-scientifiche per la implementazione di processi e prototipi al fine di migliorare la loro competitività sul mercato globale.

7) Quale grado di conoscenza e consapevolezza dell’inquinamento delle acque e dello spreco delle acque riscontrate quando fate tale attività?

La cultura ambientale e la sensibilità verso le problematiche dell’inquinamento, che si ripercuotono in modo diretto e/o indiretto sulla salute del cittadino e dell’ecosistema, sono molto aumentate negli anni più recenti grazie allo sforzo degli enti di ricerca e all’attenzione dei media.

Proprio i media hanno un ruolo molto importante nel veicolare le informazioni appropriate per concorrere a far crescere una sensibilità ambientale che eviti il sensazionalismo e l’esasperazione.

C’è ancora da fare nel settore del risparmio idrico in ambito domestico e irriguo per ridurre i consumi di acqua che nel nostro Paese sono ancora elevati, sebbene fortemente disomogenei sul territorio nazionale.

Intervista a cura di Marta Abbà

Pubblicato da Marta Abbà il 5 ottobre 2012