Ioduro di potassio e ioduro di sodio

Ioduro di potassio 

Ioduro di potassio, o di sodio o di piombo, sali di cui sentiamo parlare spesso ma che effettivamente non è semplice capire a cosa servono e che caratteristiche hanno. Vediamoli uno o uno, o quasi, per scoprire se hanno a che fare con la nostra quotidianità e come.



Ioduro di potassio 

Si tratta di un sale di potassio dell’acido iodidrico, a temperatura ambiente è in forma solida, incolore oppure bianco e senza un odore particolare al contrario di altri Sali che sono inavvicinabili a dir poco.

Partiamo dallo ioduro di potassio perché è effettivamente il più comune e importante commercialmente tra tutti gli ioduri per via delle sue applicazioni in medicina e in fotografia. A volte si somministra anche a chi è stato esposto a radiazioni nucleari ma senza esagerare perché in dosi eccessivi lo iodio può danneggiare l’organismo, in particolare la tiroide. Tornando in ambito medico, troviamo lo ioduro di potassio utilizzato, se allo stato purissimo, per effettuale analisi.

Ioduro di sodio

Questo è il sale di sodio dell’acido iodidrico, solido incolore e inodore a temperatura ambiente proprio come quello che abbiamo appena trattato. Possiamo trovare poi un composto dal nome simile con cui è facile confondersi, è l’idruro di sodio, un composto chimico cristallino con formula NaH. infiammabile ed instabile all’aria. In commercio lo si trova sotto forma di sospensione in olio minerale al 60% in peso, per preservarne la stabilità.

Ioduro di potassio 

Ioduro di argento

E’ un composto a reticolo covalente dell’argento e dello iodio lo ioduro di argento, di colore giallo, fotosensibile e quindi usato sia nel settore della fotografia che in quello medico, oltre che come disinfettante. In acqua è altamente insolubile e al variare della temperatura cambia colore.

Lo troviamo usato in meteorologia e in agricoltura, in quest’ultimo caso l’ioduro di argento è un costituente dei razzi antigrandine, essendo una sostanza nucleante ovvero che fornisce ulteriori nuclei di condensazione per l’umidità o cristalli di ghiaccio. Questo è utile perché le gocce e i chicchi di grandine sono più piccoli se aumentano le sostanze nucleanti nell’aria e portano meno danni quando cadono a terra.

Ioduro: lo ione

Detto anche ioluro, lo ione ioduro è un atomo di iodio con carica -1, quindi nella pratica con un elettrone aggiuntivo. Quando si trovano dei composti dello Iodio con lo stato di ossidazione -1, essi vengono chiamati ioduri. Lo ioduro di potassio è sempre il primo esempio che viene in mente ma, come stiamo notando, non è affatto l’unico ad avere un ruolo nella nostra esistenza e nel nostro ecosistema economico.

Ioduro di potassio 

Ioduro di piombo

Sale di piombo dell’acido iodidrico, questo ioduro ha delle caratteristiche particolari che è bene conoscere prima di “maneggiarlo”. E’ molto sensibile alla luce, ma soprattutto è tossico per la riproduzione e pericoloso per l’ambiente. E’ di un colore giallo brillante a temperatura ambiente ma può diventare anche rosso mattone se la temperatura aumenta.

Tempo fa, non oltre il XIX secolo, si utilizzava anche in campo artistico, per ottenere il giallo iodio, ma essendo troppo instabile, il suo impiego non è risultato efficace. Nella sua forma cristallina troviamo questo ioduro nei rivelatori di fotoni ad alta energia inclusi raggi X e raggi gamma.

Ioduro di idrogeno

Lo ioduro di idrogeno è utilizzato nella soluzione acquosa chiamata acido iodidrico, un acido forte. Questo ioduro è una molecola biatomica, formata dall’idrogeno e dallo iodio, che a temperatura ambiente è incolore e in forma gassosa, viene utilizzato nella sintesi organica e nella chimica inorganica come uno fra le principali fonti degli ioduri e come un agente riducente.

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Pubblicato da Marta Abbà il 18 febbraio 2018