Intervista ad Antonio Pezzano sul progetto EDEN

Biosphere Park Grosses Walsertal - Austria

Nel 2011 la rigenerazione dei luoghi fisici, nel 2010 le mete acquatiche, l’hanno precedente le aree protette e prima ancora il patrimonio immateriale locale o le destinazioni emergenti rurali: basta affidarsi ad EDEN per sapere dove andare in vacanza!



Il suo compito è quello di selezionare destinazioni europee di eccellenza, ogni anno lo fa ispirandosi ad un tema diverso ed è un progetto che promuove modelli di sviluppo sostenibile nel settore turistico facendo sì che le “solite mete” siano lasciate un po’ in pace, e quelle trascurate, invece, ritrovino la gioia di essere visitate da crocchi di turisti buongustai, in ogni senso. A spiegare come funziona e come ci si sente a stare dalla parte di chi seleziona è Antonio Pezzano che, per conto della Commissione Europea, si occupa di gestire il Network delle destinazioni, che oltre al premio,  vincono anche l’opportunità di incontrarsi per discutere e sviluppare progetti comuni.

1 ) Cos’è il progetto Eden? Quali sono gli obiettivi principali?

Già l’acronimo lo spiega, EDEN è l’acronimo di destinazioni europee di eccellenza, un progetto che promuove modelli di sviluppo sostenibile nel settore turistico in tutta l’Unione europea. Si tratta di selezionare una “destinazione turistica di eccellenza” per ciascun paese partecipante mediante concorsi nazionali annuali con l’obiettivo di attirare l’attenzione sui valori della diversità e sulle caratteristiche comuni delle destinazioni turistiche europee. Ogni anno la scelta è abbinata ad un tema che fa da filo conduttore: finora gli argomenti principali di EDEN erano imperniati sul turismo rurale, il patrimonio immateriale e le aree protette.

Le destinazioni selezionate in 27 paesi europei, si distinguono principalmente per l’impegno verso la sostenibilità sociale, culturale e ambientale anche con lo scopo di diffondere buone pratiche di sostenibilità “turistica”, decongestionando anche certe mete troppo sfruttate.

2) Come ha sviluppato e chi sostiene EDEN?

Lo sviluppo di questo progetto è sostenuto dalla Commissione europea che ha lanciato il progetto nel 2006 e svolge tuttora un ruolo cruciale di coordinamento. I suoi compiti consistono nello stimolare il dialogo tra le parti interessate, cofinanziare le procedure di selezione, organizzare la cerimonia di premiazione (nei primi due anni, in occasione del Foro del turismo europeo) e coordinare una campagna di comunicazione globale.

3) Quando è arrivato ad EDEN e in che ruolo? Come si è trasformato il progetto e dove sta andando?

Sono entrato a far parte del progetto EDEN nel Giugno 2010 con il compito di aiutare le destinazioni vincitrici del premio EDEN a fare networking. Da quel momento ad oggi, non so se si possa parlare di “trasformazione del progetto”, ma si può certamente affermare che il lavoro di networking sta cominciando a funzionare. E’ stata da poco costituita un’Associazione che riunisce le destinazioni premiate e stiamo valutando l’apertura dell’Associazione alle destinazioni classificate dal secondo al quinto posto. Abbiamo avviato rapporti di cooperazione con alcune organizzazioni internazionali quali Amici della Natura. Stiamo dialogando con tour operar specializzati in turismo responsabile al fine di promuovere le destinazioni. Per il futuro… dato che il mio mandato scade a giugno 2012, certamente entro quella data devo mettere in grado l’Associazione di consolidare il lavoro avviato.

4) La storia di una destinazione che l’ha particolarmente colpito?

Non ho avuto l’opportunità di visitare tutte le destinazioni premiate, ben 98, ma in generale mi ha molto colpito la creatività e la competenza dei giovani professionisti che sono impegnati a promuovere le destinazioni del nord Europa. Gli enti locali di promozione turistica in quei paesi non sono strutture burocratiche, ma piccoli tour operator privati o partnership pubblico-privato. Questo contesto fa emergere figure professionali capaci di svolgere con efficacia il proprio lavoro – possono dimostrane con numeri alla mano di “portare visitatori” –  stando al passo anche con i tempi. Ciò significa usare in modo intelligente i social network nella promozione: non promuovono pacchetti, ma esperienze, non parlano di quanto è bella la loro destinazione, ma raccontano storie sulla loro destinazione.

5) Nel corso degli anni ha notato una variazione di luoghi o di tendenze nel turismo?

Se si riferisce ad EDEN, il tempo è troppo breve per cogliere delle variazioni, ma la mia esperienza come professionista e turista mi porta ad osservare che c’è una dissonanza cognitiva nel turista. Da una parte le ricerche sulle intenzioni di vacanza, ci raccontano di un turista sempre più “verde”. Nella realtà le scelte si basano sempre sugli stessi criteri, sommariamente prezzo e qualità, e il “bollino verde”, quando viene considerato, è un fattore in più. Generalizzando ci sono dei cambiamenti anche strutturali in atto, come ad esempio l’accorciarsi delle vacanza, tuttavia emergono alcuni temi di moda come l’autenticità, il mangiare il cibo locale e l’attenzione all’ambiente. Nulla di nuovo, ma la mobilità sociale, risultato di una diversa disponibilità di reddito e da un diverso grado di culture, fa si che essi siano al centro delle scelte decisionali di un maggior numero di persone.

6) Cosa le piace maggiormente di ciò che fa?

Quello che mi piace, è la possibilità di partecipare alla soluzioni di alcuni problemi guardandoli da diverse prospettive. E’ un modo molto interessante per imparare. Se dovessi dire ciò che faccio, utilizzando la metafora, direi il “pontiere”: citando la Treccani, sono come un “soldato addetto alla costruzione di passaggi su corsi d’acqua nella zona delle operazioni strategiche e tattiche”. Uscendo dalla metafora, il mio lavoro consiste nel fare dialogare e far lavorare insieme pubblico e privato. Nel turismo questo è indispensabile.

7) Come i giovani potrebbero essere coinvolti nel progetto?

Il progetto è rivolto alle destinazioni turistiche che dimostrano di avere fatto qualcosa di importante. Il prossimo premio sarà assegnato nel 2013 e riguarderà le destinazioni turistiche “accessibili”, cioè le destinazioni che hanno saputo predisporre un’offerta accessibile ai “diversamente abili”. Il Ministero per il Turismo italiano dovrebbe lanciare la campagna di informazione e il concorso nel corso del 2012. I giovani che operano in piccole destinazioni turistiche italiane che pensano di aver fatto qualcosa di importante sul tema, possono “rizzare” le antenne e suggerire questa opportunità agli organi competenti.

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Pubblicato da Marta Abbà il 26 febbraio 2012