Infezione ombelico: trattamento e prevenzione

infezione ombelico

L’ombelico è – purtroppo – un luogo “ideale” per le infezioni fungine. Il tuo ombelico è infatti una zona molto isolata sul tuo corpo, un’area dove i batteri possono prosperare senza che tu te ne renda conto. Ma per quale motivo?

La ragione è piuttosto semplice: il corpo è pieno di batteri, con alcuni che vivono in zone asciutte, e altri che vivono invece in zone grasse. Le pieghe cutanee dell’ombelico formano un ambiente umido, con le condizioni perfette per la vita dei funghi, che qui possono prosperare, moltiplicarsi e creare uno squilibrio del normale equilibrio batterico della pelle.

Se tale squilibrio viene generato, questo causa un’infezione fungina dell’ombelico. L’ambiente caldo e umido dell’ombelico è un paradiso per la crescita fungina e un motivo comune per cui si verificano dei problemi proprio in questa zona.

I funghi possono anche creare un’infezione se si ha una scarsa igiene personale. Se non lavi regolarmente l’ombelico, i batteri fungini possono moltiplicarsi con maggiore facilità. Ricorda infatti che il sudore e l’umidità dell’acqua e del sudore sono entrambi elementi nutrienti per i funghi, incoraggiandoli a crescere e a diffondersi.

Ancora, un sistema immunitario indebolito è un altro motivo per cui si può essere inclini alle infezioni fungine dell’ombelico. Se dunque hai una malattia autoimmune, o se sei fisicamente o mentalmente stressato, il tuo sistema immunitario ne risentirà negativamente. Ciò significa che i globuli bianchi potrebbero non funzionare più efficacemente e smetteranno di lottare contro i batteri estranei che infettano il tuo corpo. Quando questo accade, l’equilibrio batterico naturale della pelle può essere alterato, permettendo ai funghi di penetrare lo strato esterno della pelle con enzimi.

Chi può soffrire di infezioni all’ombelico?

Gli ombelichi hanno diverse forme e dimensioni. Alcuni di questi sono esterni e facili da mantenere puliti, mentre altri giacciono piatti o vanno in profondità all’interno. Purtroppo, un’infezione dell’ombelico può realizzarsi indipendentemente dalla sua forma e dalle sue dimensioni, e questo vale per i bambini, per gli adolescenti, per gli adulti e per gli anziani. Insomma, tutti possono contrarre un’infezione fungina all’ombelico.

Tuttavia, ci sono alcuni gruppi di persone che hanno maggiori possibilità di sviluppare un’infezione fungina. Gli atleti che sudano eccessivamente per un lungo periodo di tempo sono uno di questi gruppi: l’ombelico è infatti una piega cutanea in grado di trattenere il sudore per creare un ambiente umido e, come più volte rammentato, ideale per i funghi.

Le persone in sovrappeso sono un altro gruppo che ha maggiori possibilità, anche se non sono fisicamente attive come lo sono gli atleti. Se sei in sovrappeso, hai infatti una maggiore tendenza a sudare – anche nell’ombelico! Inoltre, i “rotoli” di carne sullo stomaco formano depositi che possono coprire l’ombelico e renderlo una zona batterica umido, nascosta nelle pieghe della pelle.

Il terzo gruppo è costituito da persone sottoposte a trattamenti antibiotici, che favoriscono la crescita delle infezioni fungine. Lo scopo dell’assunzione di antibiotici è quello di uccidere i batteri nocivi ma… con un problema: gli antibiotici non possono distinguere tra batteri “buoni” e “cattivi”, e quindi uccideranno entrambi. Una volta che i batteri buoni sulla pelle sono scomparsi, i funghi avranno la possibilità di crescere e infettare con maggiore facilità.

Come prevenire l’infezione dell’ombelico

Il modo migliore per trattare i funghi dell’ombelico in crescita e altre forme di disturbi della pelle è quello di impedire loro di raggiungere una vera e propria fase di infezione. Ma come puoi farlo?

Considerato che i funghi sono particolarmente diffusi nelle zone umide del tuo corpo, è particolarmente importante concentrarsi sul mantenimento dell’ombelico in modo pulito e asciutto. Puoi farlo con i seguenti consigli:

  • assicurati di lavare delicatamente l’ombelico con un sapone che combatte i batteri e lavalo ogni giorno;
  • asciuga accuratamente l’ombelico dopo il lavaggio in modo che rimanga asciutto e non diventi un centro di crescita per i batteri fungini;
  • evita di trattenere il sudore lavando e asciugando l’ombelico dopo le attività fisiche;
  • metti del talco nell’ombelico per mantenerlo asciutto per tutto il giorno;
  • cambia regolarmente i vestiti sportivi in modo da non indossare la stessa maglietta umida;
  • indossa indumenti larghi in modo che la pelle all’interno e intorno all’ombelico possa respirare. Se infatti la pelle è sempre coperta, si formeranno umidità e sudore. Inoltre, bene allenarsi con magliette traspiranti che evitano un eccesso di sudore nel corpo.

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Come trattare l’infezione dell’ombelico

Se hai un ombelico rosso, dolente e pruriginoso, accompagnato da odori sgradevoli, può essere il segno di un’infezione fungina.

Qualunque sia l’infezione fungina… sappi che non se ne andrà via da sola, ma che dovrai agire tempestivamente. Le infezioni fungine dell’ombelico devono infatti essere sempre trattate per debellare completamente l’infezione ed evitare che si consolidi e peggiori.

Per far ciò, puoi aiutarti con unguenti e creme fungicide facilmente acquistabili in farmacia. Nella maggior parte dei casi, si sbarazzeranno completamente dell’infezione fungina, ma in alcuni casi è necessario anche un trattamento con compresse.

Quando è necessario consultare un medico?

Se i sintomi non scompaiono dopo due settimane di utilizzo del prodotto farmaceutico, o se hai dubbi sui sintomi, consulta il tuo medico di riferimento o un dermatologo. Lo specialista sarà infatti in grado di esaminare la pelle infetta più da vicino e utilizzare un semplice test per dare una diagnosi migliore.

In ogni caso, ti suggeriamo di parlarne sempre con un medico per poter comprendere non solamente se si tratti di un’infezione fungina dell’ombelico, quanto anche per poter individuare fin da subito il trattamento più utile. In questo modo accorgerai i tempi di guarigione ed eviterai di ricorrere a prodotti costosi e non efficaci.

Pubblicato da Anna De Simone il 20 Novembre 2019