Glifosato, cos’è e dove si trova

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Glifosato: cos’è, dove si trova, tossicità, usi come pesticida e tutto ciò che c’è da sapere su questa sostanza chimica pericolosa.

Il suo nome è glifosate ma la stampa e la comunità del web l’hanno ribattezzato glifosato. Si tratta di una sostanza chimica al centro di numerosi dibattiti per la sua probabile tossicità: il glifosate è stato classificato come “probabile cancerogeno”. In Italia ne è stato limitato l’impiego e un divieto più incisivo dovrebbe arrivare a breve dal Ministero della Salute.

Glifosato, che cos’è

Il glifosato è un composto chimico molto usato in agricoltura come diserbante. L’impiego del glifosato nel settore agro-alimentare è enorme, l’Environmental Protection Agency (EPA) ha stimato che solo nell’annata 2006 – 2007, nel solo territorio statunitense, sono stati impiegati 750 milioni di chilogrammi di glifosate.

In Italia, l’impiego del glifosato è altrettanto massiccio. I dati arrivati dall’ARPAV riferiscono una quantità di 55.000 chilogrammi di glifosato usati nel 2007, l’unico inconveniente è che nello stesso anno era ancora in uso l’Ammino-glufosinato, un altro erbicida tossico messo poi al bando. Nel 2007, l’uso dell’Ammonio-glufosinato ha toccato gli 8.000 chilogrammi. Oggi i diserbanti a base di ammonio glufosinato sono stati classificati come mutageni, cancerogini e tossici (possono, tra l’altro, causare problemi di infertilità).

Glifosato, tossicità

Il glifosato è stato classificato come probabile cancerogeno anche se le case produttive vendevano questo pesticida sponsorizzandolo come Ecologico o addirittura Biodegradabile.

Il glifosate sta affrontando la stessa sorte del DDT, un noto pesticida che è stato messa al bando dopo molti anni di massiccio utilizzo. Ormai tutta la comunità scientifica (e non!) sa bene quanto è tossico il DDT, eppure stando agli ultimi test condotti in Germania, il glifosato potrebbe addirittura nascondere una tossicità più elevata dello stesso DDT.

Nell’articolo intitolato Api e inquinamento” abbiamo messo in evidenza l’impatto negativo che il DDT e altri pesticidi hanno avuto sulla biodiversità e sull’ambiente, non abbiamo però parlato dei danni diretti che questi composti chimici arrecano all’uomo: aumento del rischio di contrarre tumori, aumento dell’infertilità maschile e femminile, problemi riproduttivi, aumento del rischio di contrarre malattie respiratorie e una lunga serie di risvolti negativi per il nostro organismo.

Glifosato, limitazioni d’impiego in Italia

Lo scorso 22 agosto è entrata in vigore una limitazione dell’uso del Glifosate che riguarda tutti i Paesi dell’Unione Europea, Italia inclusa. Il glifosato è vietato? Non da tutti ma ben presto lo sarà. Vediamo tutte le limitazioni e il divieto all’uso di questo composto:

  • E’ vietato l’uso nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili (anziani, bambini, neonati..). Quindi il glifosato non può essere usato nei parchi, giardini, campi sportivi, aree ricreative, cortili, aree verdi, scuole, aree gioco o giardini e campi adiacenti a strutture sanitarie.
  • Vige un divieto ai fini della protezione delle acque sotterranee, dell’uso non agricolo su: suoli contenenti una percentuale di sabbia superiore all’80%, aree vulnerabili ai prodotti fitosanitari, e aree vulnerabili così come specifica l’articolo 93, comma 1 e articolo 93 comma 4 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
  • Viene vietato l’impiego del glifosate nella fase di pre-raccolta.

Al momento le limitazioni non riguardano l’uso nel settore privato da parte di orticoltori hobbisti (uso non professionale) anche se ben presto potrebbe arrivare il divieto di utilizzo anche in questo contesto per intervento del Ministero della Salute.

Glifosato, dove si trova

Sul mercato sono stati ritrovati dei prodotti alimentari contenenti glifosato. Questa sostanza cancerogena è stata rinvenuta in alcune birre tedesche e svizzere ma anche qui in Italia.

In Italia il glifosato è stato rinvenuto in pasta e biscotti ma fortunatamente in termini di tracce quindi non è previsto alcun ritiro dei prodotti dal mercato perché la quantità rinvenuta dovrebbe essere “entro i limiti di legge”. In particolare, i residui sono stati rinvenuti in prodotti come corn flakes, farine, biscotti, pasta e fette biscottate. La presenza di glifosate nei prodotti esaminati fa capire che i residui (sempre nei limiti di legge) testimoniano una contaminazione molto diffusa, quasi ubiquitaria, quindi è difficile suggerire degli alimenti da evitare.

Glifosate nell’acqua del rubinetto

L’Unione Europea ha chiesto a tutti i Paesi di eseguire dei TEST per rilevare la probabile presenza di glifosate nell’acqua potabile che scorre dai nostri rubinetti. Nessuna Regione Italiana, purtroppo, ha analizzato la presenza di glifosate nelle acque potabili (di rubinetto) quindi non è possibile stabilire se il glisolate sia presente nell’acqua potabile ne’ in che quantità.

Il glisolato, così come tutti i pesticidi usati in agricoltura, penetrando nel terreno può raggiungere e contaminare le falde acquifere. E’ per questo che le raccomandazioni comunitarie premono sull’esecuzione di test specifici delle acque potabili.

Pubblicato da Anna De Simone il 18 ottobre 2016