Per Giuseppe Piazza c’é anche una Monza in bici

A dieci anni dalla nascita MonzainBici può vantare un entourage di ciclisti invidiabile ma non si può dire la stessa cosa per le piste, ciclabili, che nella città famosa per la Formula 1 scarseggiano. Giuseppe Piazza, presidente dell’associazione cittadina anche socia di Fiab,lamenta “amministrazioni pubbliche che troppo spesso fanno  annunci di interventi che poi non si traducono in progetti concreti ed efficienti”. A Monza e in tutta la Lombardia, con poche eccezioni vicino all’Emilia, forse influenzate dalla vicina di casa più virtuosa.



1) Come è nata MonzaInBici e come è cresciuta?
MonzainBici è nata nel luglio 2002 per iniziativa di 5 amici, tutti con esperienze nel mondo dell’ambientalismo, che, dopo mesi di chiacchiere e discussioni fra di loro, hanno deciso di dare vita ad un’associazione ciclo-ambientalista, dalla forte impronta green, associandola da subito alla FIAB che raccoglie attualmente circa 130 associazioni cicloambientaliste in tutta Italia. Quest’anno MonzainBici celebrerà il decennale con una manifestazione che si terrà il 10 giugno.

2) Quali sono oggi le maggiori attività che l’associazione svolge?
La nostra associazione ha due anime che ritengo altrettanto importanti ed integrate fra loro. C’è l’anima ambientalista, la mission più importante e qualificante della nostra associazione, che si occupa di mobilità ciclabile, incentivando le piste ciclabili, la moderazione del traffico, il bike sharing, i posteggi per le biciclette, le bicistazioni, l’intermodalità dei mezzi di trasporto. C’è poi la sezione che potremmo chiamare cicloturistica, che propone gite e manifestazioni di svago che migliorano la conoscenza dei nostri soci, il senso di appartenenza ed il godimento delle bellezze culturali ed ambientali di cui il nostro territorio è molto ricco.

3) Come valuta la situazione delle piste ciclabili in Brianza e Lombardia, rispetto ad altre regioni?
La Lombardia, e in particolare la città di Monza, sono molto indietro nell’incentivare la mobilità dolce, sia rispetto alle inarrivabili città del Nord Europa, sia rispetto a molte città italiane, in particolare dell’Emilia e del Veneto, in cui l’uso della bicicletta ha una tradizione ormai fortemente consolidata.
Per quanto riguarda Monza le piste ciclabili sono poche, mal collegate fra loro e realizzate in modo poco razionale, perchè non raggiungono i centri nevralgici della città ed i nodi della mobilità dei mezzi di trasporto pubblico, come la stazione ferroviaria o i posteggi degli autobus. Inoltre non garantiscono un agevole accesso al centro dai quartieri periferici della città.
Anche nel resto della Lombardia le amministrazioni pubbliche troppo spesso fanno  annunci di interventi che poi non si traducono in progetti concreti ed efficienti. La rete delle piste ciclabili infatti è scarsa, con qualche maggiore attenzione nelle zone di pianura, in particolare nelle province di Mantova e Cremona, che risentono favorevolmente della tradizione di ciclabilità delle regioni circostanti.

4) Come sensibilizzare i giovani all’uso della bici? Che cos’è la ciclosofia e come può catturarli?
MonzainBici sta tentando di coinvolgere le giovani generazioni nell’incentivare la mobilità sostenibile, con fortune alterne, perchè si scontra con un’immagine, purtroppo ancora molto forte, dell’uso della bicicletta con mezzo di trasporto secondario, surclassato dai mezzi a motore, che sembrano più adatti allo spirito giovanile. Per questo, partecipiamo al Bicibus, che consiste nel favorire l’uso della bicicletta per raggiungere le scuole, accompagnando i ragazzi da parte di nostri volontari, cercando, con un successo ancora da migliorare, di fare della bicicletta il mezzo di trasporto abituale e non quello del solo giorno della manifestazione. Ma per fare questo sarebbe necessario un forte impegno del comune, che a Monza è ancora troppo scarso.
La ciclosofia è un neologismo che cerca di approfondire le motivazioni culturali che devono spingere ad un uso sempre più estensivo della bicicletta per il miglioramento dell’ambiente – basta pensare alla riduzione dell’inquinamento – ridurre il traffico veicolare, favorire un modo alternativo di vivere le vacanze,  tutti concetti che concorrono a migliorare lo stile di vita di ognuno e la vivibilità delle nostre città. Sul nostro sito internet (www.monzainbici.it) una apposita sezione è dedicata alla ciclosofia, dove vengono segnalate le pubblicazioni che ne sviluppano il concetto.

5) Parliamo di vacanze in bici: quali consigliate?
Sono ormai molte le associazioni e i tour operator specializzati, che propongono le vacanze in bicicletta. Quest’anno la FIAB ha organizzato inoltre, per la prima volta autonomamente, una vacanza il Austria in luglio ed una in Francia in agosto: è soprattutto all’estero sono state predisposte lunghe ciclovie ottimamente utilizzabili per le vacanza in bicicletta.

6) La manutenzione della bicicletta, che progetto avete messo in campo e con quali risultati?
Poichè non ci sfugge quanto sia importante per la sicurezza avere una bicicletta in piena efficienza, MonzainBici, grazie all’impegno molto apprezzato di un nostro socio, programma annualmente alcuni incontri sulla manutenzione della bicicletta.

7) In tempi di crisi, pedalare fa bene? Perchè?
Purtroppo la bicicletta è vissuta ancora come un mezzo di trasporto “povero” e non ancora, come dovrebbe, un mezzo ecologico ed utile per la salute di chi la usa, ma anche del resto della popolazione; pertanto il maggior uso della  bicicletta, sicuramente documentato in questi ultimi anni, è stato attribuito anche alla crisi economica che l’Europa sta attraversando. Una recente inchiesta de Times di Londra attribuiva proprio alla crisi un maggior utilizzo della bicicletta per raggiungere il posto di lavoro al centro di Londra. Noi vorremmo che la crisi potesse portare ad un ripensamento degli stili di vita, con un incentivo alla mobilità dolce, che poi possa rimanere come abitudini stabile frutto positivo di questi tempi difficili, perchè pedalare fa bene a noi ed all’ambiente, indipendentemente da considerazioni solamente economiche.

Intervista a cura di Marta Abbà

Pubblicato da Marta Abbà il 2 aprile 2012