Ghiandaia marina pettolilla, uccello arcobaleno

Ghiandaia marina pettolilla

Si resta a bocca aperta anche solo a vedere in foto questo animale e si pensa ad una installazione artistica. Sembra infatti che un estroso abbia preso un uccellino qualunque impagliato e lo abbia dipinto dei colori dell’arcobaleno. È invece la semplice e modesta natura l’autrice di quella meraviglia che noi esseri umani abbiamo battezzato ghiandaia marina pettolilla, in gergo scientifico Coracias caudatus Linnaeus. Andiamo a conoscerne le caratteristiche, ora che sappiamo che è un essere vivente come noi, e quelle della famiglia a cui appartiene e che condivide con uccelli molto più noti e meno variopinti come il Martin Pescatore.



Ghiandaia marina pettolilla: caratteristiche

Appartenente alla famiglia dei Coraciidae, questo uccello è di piccola taglia, leggero e dalle forme aerodinamiche. Ad un occhio non esperto può sembrare davvero un passero dipinto con i pennarelli, ha il capo piccolo e proporzionato al corpo esile, un piccolo becco e zampe fini ma forti per tenersi ai rami su cui si sofferma a guardarsi attorno. Per quanto riguarda i colori, ha delle “guance” rosse quasi umane e il petto solitamente color lilla, come il suo stesso nome vuole ribadire. La parte bassa del corpo è celeste come anche le ali che però sull’attaccatura si tingono di blu elettrico. Questa colorazione così attentamente concepita è simile in entrambi i sessi, una differenza nel corpo la possiamo trovare in relazione all’età visto che nei soggetti giovani non sono presenti le lunghe penne caudali.

Ghiandaia marina pettolilla: dove vive

È impossibile avvistare tale meraviglioso uccello nel continente europeo, per ora, sempre che il cambiamento climatico non sconvolga anche le presenze delle diverse specie. Solitamente la nostra variopinta Ghiandaia marina pettolilla vive stabilmente nell’Africa subsahariana e nella parte meridionale della Penisola araba, si stabilisce in quelle aree in cui c’è un po’ di boscaglia aperta oppure la classica savana. Se siamo da quelle parti possiamo provare ad avvistarla, potremmo trovarla in coppia o anche da sola, molto più facile che in gruppo.

La sua dieta non è affatto vegetariana come ci si potrebbe aspettare vedendo la sua mole. Mangia insetti, lucertole, scorpioni, chiocciole e anche piccoli uccelli. Per avvistarli e poi catturarli si posiziona astutamente sulla cima di alberi, pali, o comunque posizioni elevate, appollaiandosi in osservazione.

I nidi delle Ghiandaie marine pettolilla sono difficili da notare perché ricavati direttamente sfruttando i buchi naturali che trovano nei tronchi degli alberi, sono nidi di piccole dimensioni sia per via della taglia dell’uccello sia perché le sue covate sono di massimo 4 uova alla volta. Per quanto riguarda la cura parentale, sono entrambi i genitori ad occuparsi dei piccoli e lo fanno con una passione e una devozione che li portano a diventare anche tremendamente aggressivi se credono che qualche uccello rapace stia mirando alla loro nidiata.

Oltre alla sua bellezza innata, durante la stagione riproduttiva, il maschio sfoggia anche le sue doti acrobatiche in volo, organizzando vere e proprie esibizioni, prima salendo in quota e poi lanciarsi in picchiate da circense

La Ghiandaia e altri Coraciiformi

Questa classe di uccelli a cui appartiene la nostra Ghiandaia marina pettolilla ha un nome che deriva dal greco kórax (corvo) e dal latino -formis (a forma di). Questo già ci segnala una caratteristica distintiva: tutti gli uccelli che ne fanno parte hanno teste e becchi grandi e corpi compatti proprio come i corvi. Certo poi dal punto di vista estetico possiamo spaziare molto perché esistono ben 158 specie di Coraciiformi divisi in 6 famiglie. Alcune vivono solo in alcune aree del mondo, Ghiandaia compresa che abbiamo visto prediligere Africa e Arabia, ma in generale come classe di uccelli, possiamo dire che sia diffusa in tutto il mondo. soprattutto dove ci sono delle zone boscose e di ampio respiro.

Ghiandaia marina pettolilla

Caratteristiche dei Coraciiformi

Passando in rassegna le diverse famiglie e specie, si nota una forte eterogeneità. Parecchie sono specie arboricole ma ce ne sono anche di acquatiche e proprio ad una di esse appartiene l’uccello più noto di tutta la classe, il martin pescatore.

Per quanto riguarda le dimensioni, passiamo dai 10 centimetri al metro e mezzo di lunghezza, nel primo caso abbiamo guardato ai todi, nel secondo agli imponenti buceri. Nella loro diversità, la maggior parte delle specie possiede becco e ali grandi, zampe corte e con piedi deboli con due dita fuse tra loro. Le code sono invece molto lunghe e decorate con un piumaggio multicolore.

L’alimentazione dei Coraciiformi è carnivora in quasi tutti i casi e, al di là delle dimensioni, questi uccelli mangiano insetti, piccoli mammiferi, rettili, pesci ma anche altri uccelli. Si aggiungono anche un po’ di semi e frutta ma sono ingredienti marginali tranne nel caso dei buceri e di pochi altri che sono quasi vegetariani, anche se si fanno ingolosire da anfibi e uccelli.

La modalità per procurarsi il cibo è sempre la stessa per tutte le specie. Questi predatori con le ali si posizionano su rami o rocce, dove possono avere controllo della situazione, e stanno immobili, concentrati per captare ogni movimento ed eventuali prede. Quando ne individuano una si lanciano, o tuffano, nella sua direzione e la tramortiscono sbattendola su una superficie dura per poi ingoiarla.

Pubblicato da Marta Abbà il 10 Marzo 2020