Gatti e neonati: malattie e allergie

Gatti e neonati

Gatti e neonati possono convivere e anche bene, regalandosi reciprocamente affetto, tempo e coccole, ma non diamo per scontato che possa sempre accadere così e, soprattutto, che non si debba mettere lo zampino di adulti perché ciò succeda. Tutto naturale e spontaneo, sì, se siamo fortunati può essere, ma meglio mettere dei paletti e almeno verificare che non nascano attriti tra gatti e neonati.



Una volta insegnato all’animale a stare col bambino e al bambino a rispettare il gatto, tutto fila liscio. Anche la questione dell’igiene va affrontata, per il bene di tutti, senza trascurare la cosa perché “il gatto è un animale pulito”.

Gatti e neonati: malattie

Partiamo subito dalle malattie che possono essere trasmesse dai gatti. Molto semplicemente, senza andare a ripescare casi rari e patologie strambe, pensiamo alle pulci. Sono dei parassiti esterni che gatti e neonati possono soffrire ed è quindi importante somministrare mensilmente l’antiparassitario soprattutto se i gatti vanno e vengono da fuori. Anche in caso di gatto domestico è sempre meglio proteggerlo e proteggersi.

Gatti e neonati

Gatti e neonati: divertenti

Di immagini di gatti e neonati che fanno ridere o sorridere ne è pieno il web, soprattutto sui social, ma ne possiamo trovare di più belle e di più tenere nei libri. Come ad esempio in “Le 7 paure di Ciripò. Il gatto fifone-coraggioso che aiuta i bambini con le favole”, una creazione per bambini dai 5 agli 8 anni di Giuliana Franchini e Giuseppe Maiolo, illustrata da A. Tomassetti a 13 euro acquistabile su Amazon. 

Gatti e neonati

Gatti e neonati: problemi

Tra gatti e neonati forse no, ma tra gatti e bambini sì, va verificato che i secondi, i bambini, gradiscano davvero dividere lo spazio con un piccolo felino. Se non sono loro a dover badare agli aspetti pratici, da piccoli, certo la presenza di un gatto influenza la vita di tutti e quindi il bambino deve mostrare la voglia di tenerlo davvero. Non si impone l’amore per gli animali e se si obbliga gatti e neonati a stare assieme non è detto che una volta cresciuto, il bambino non li possa addirittura mal tollerare.

Gatti e neonati in casa

Se il gatto e il piccolo sono in casa e il gatto non esce, i problemi di igiene si riducono ma certo non bisogna abbassare la guardia perché i parassiti, pulci in primis, possono raggiungere l’animale anche nei locali di una casa molto pulita.

Il neonato man mano che cresce deve essere poi certamente educato alla presenza di un gatto e alle modalità con cui interagirvi in modo che non trovi naturale tirargli la coda. Dal punto di vista del gatto, molto dipende anche dalla razza, alcune hanno un carattere pacifico altre molto più dispettoso, e poi ci sono i gatti con indole paurosa che, pur di proteggersi da un neonato vivace, potrebbero anche involontariamente graffiarlo o spaventarlo.

Questi problemi di convivenza non sono gatti e bambini a doverli risolvere ma l’adulto che li ha messi assieme.

Gatti e neonati allergie

Per i neonati può anche esserci il problema dell’allergia, per cui prima di partire con entusiasmo a farli convivere, meglio controllare. Questo anche perché i felini domestici amano i giacigli accoglienti e cercheranno di andare ad acciambellarsi nella culla o nel lettino. Per evitare che accada, basta tenere il gatto fuori dalla stanza del bimbo e, per precauzione, coprire la culla con una rete apposita.

Gatti e neonati

Gatti e neonati: consigli

Il primo consiglio è quello di scegliere bene il gatto, la razza e anche il singolo esemplare. Se infatti c’è già un neonato in casa e si vuole prendere un gattino, andiamo a conoscerlo prima, per capire come si comporta, se è troppo vivace o, peggio ancora, se è pauroso in modo esagerato.

Ci vuole un gatto che sa tollerare con pazienza le manipolazioni e il contatto fisico, un po’ coccolone ma non geloso, molto equilibrato e senza reazioni imprevedibili.

Se vi è piaciuto questo articolo continuate a seguirmi anche su TwitterFacebookGoogle+Instagram

Articolo correlato che può interessarti:

Pubblicato da Marta Abbà il 20 novembre 2017