Estintori ecologici: gas inerti VS gas fluorurati

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Gli estintori e i sistemi estinguenti anticendio a base di gas inerti sono più ecologici di quelli contenenti gas fluorurati. Infatti i gas inerti antincendio (soprattutto argon, azoto e anidride carbonica) non alimentano l’effetto serra che causa il riscaldamento del pianeta, cosa che invece fanno pesantemente i prodotti fluorurati.

La miscela dei gas inerti antincendio − non sintetica e costituita da gas che già respiriamo in natura – una volta scaricata torna semplicemente in atmosfera al suo stato naturale e dato che non rappresenta nessuna minaccia per lo strato di ozono o per i cambiamenti climatici non sarà mai soggetta a restrizioni normative.  Le restrizioni riguardano invece i gas fluorurati che rendono gli estintori decisamente meno ecologici.

Succede infatti che anche il settore della prevenzione incendi ha la sua fetta di responsabilità nell’effetto serra e relativi danni per l’ambiente. Il motivo dipende dall’utilizzo dei cosiddetti gas fluorurati, una famiglia di gas a potente effetto serra utilizzata in molti prodotti estinguenti (soprattutto estintori) in sostituzione di agenti quali i clorofluorocarburi, gli idroclorofluorocarburi e gli alogeni, questi ancora più dannosi per l’ozono e gradualmente eliminati in base al Protocollo di Montreal.

Sebbene i gas fluorurati non consumino lo strato di ozono, il loro contributo all’effetto serra in termini di riscaldamento dell’atmosfera è 23mila volte superiore a quello dell’anidride carbonica. Possono inoltre restare in aria per migliaia di anni prima di disperdersi e si stima che rappresentino il 2% di tutte le emissioni nocive in Europa, in buona parte all’interno di estintori e sistemi estinguenti per la prevenzione incendi.

Le istituzioni stanno correndo ai ripari. In Italia, dall’11 giugno 2013 vige l’obbligo di iscrizione nel Registro telematico nazionale per le persone e le imprese che ‘installano, riparano o compiono manutenzioni su impianti e apparecchiature fisse contenenti gas fluorurati ad effetto serra’. Sono obbligati a iscriversi anche coloro che si occupano di ‘installazione, manutenzione o riparazione di impianti fissi di protezione antincendio e di estintori contenenti gas fluorurati a effetto serra’.

Risale invece al novembre 2012 una proposta da parte della Commissione Europea di modificare il Regolamento 1 sull’utilizzo dei gas fluorurati a effetto serra allo scopo di ridurne sensibilmente (del 70% entro il 2030) le emissioni nell’Unione Europea a partire dal 2015. La proposta verrà sottoposta all’attenzione del Parlamento Europeo e del Consiglio per essere adottata seguendo la procedura normativa.

Esistono tuttavia sul mercato sistemi antincendio ed estintori che non hanno il problema dei gas fluorurati, dato che si affidano a gas estinguenti composti da una miscela di gas esistenti in natura, detti per questo motivo inerti, che non producono il cosiddetto effetto serra.

La miscela dei gas inerti antincendio è composta in particolare da argon, azoto e da una piccola percentuale di anidride carbonica, utile per l’aumento della frequenza respiratoria per l’ossigenazione del cervello in caso di permanenza all’interno dei locali protetti con sistema antincendio di gas inerti.

Uno dei vantaggi più rilevanti della miscela estinguente a base di gas inerti consiste nella sicurezza per le persone, non essendo tossica e non producendo nessuna forma di corrosione dei prodotti. Inoltre, dato che in fase di scarico non crea nebbia, le vie di fuga rimangono ben visibili.

Gli estintori a gas inerti assicurano inoltre che il livello di ossigeno sia ridotto al punto tale da fermare la combustione e spegnere l’incendio, pur rimanendo nei limiti che consentono la respirazione umana. Ridurre l’ossigeno, in modo totalmente sicuro per le persone, fa venire meno uno degli elementi sui quali si basa il principio di combustione, spegnendo ogni tipo di incendio che possa coinvolgere materiali e liquidi infiammabili.

(Fonti: studio a cura di Andrea Natale di Tyco Integrated Fire & Security)

Pubblicato da Michele Ciceri il 5 settembre 2013