Eritrofobia: cosa è, sintomi e come superarla

Eritrofobia

“Speriamo di non essere arrossita!” Quante volte lo abbiamo pensato quando abbiamo ricevuto un complimento in pubblico, oppure in una situazione imbarazzante in ufficio o ad una cena. Un po’ tutti abbiamo timore di arrossire, in fondo, perché questo cambio di colorazione della pelle tradisce le nostre emozioni che non sempre vogliamo sbandierare. Se si afferma qualcosa arrossendo, se si ostenta sicurezza arrossendo, se si urla e si sbraita arrossendo, si può sembrare incoerenti o meno credibili? Forse, qualcuno pensa sia così. Vediamo ora cosa accade quando questo timore di arrossire diventa paura, fobia, un vero e proprio problema, una fissazione.

Eritrofobia: cosa è

Questo termine complesso va a descrivere proprio la situazione in cui ci si trova quando non si vuole arrossire ma lo si fa sempre, nasce quindi la paura di arrossire, la fobia, che alla fin fine porta quasi ad arrossire di più. E’ un gatto che si mangia la coda. Il termine eritrofobia, per indagarne le origini, deriva dal greco erithros, cioè rosso: la fobia del rosso, o meglio, la paura di arrossire in pubblico.

Se non gradiamo arrossire in pubblico, non si parla di eritrofobia, essa va tirata in ballo solo quando questo diventa un blocco, un impedimento che va ad influire sulla nostra vita sociale e sulla nostra autostima. E’ un problema più invalidante!

Eritrofobia: sintomi

Si parla di fobia non per modo di dire, chi soffre di eritrofobia ha davvero il terrore di avere una reazione emotiva così forte da trovarsi con il viso rosso. La differenza si vede perché chi ha questo problema reagisce in modo forte e brusco, improvviso incontrollabile. La paura è intensa e acceca, immobilizza e non ci fa reagire.

Eritrofobia: sintomi

In questo caso non si tratta della paura di un ragno, o delle persone, che sono oggetti/soggetti esterni ed individuabili, volendo anche evitabili, ma si tratta della paura di un processo fisiologico meccanico che non è controllabile. Quando il sangue affluisce ai capillari del viso rendendo il colorito più evidente e si avverte maggior calore e si è consapevoli che il viso sta cambiando colore ma non si può decidere di non arrossire. La consapevolezza crea ancora maggiore imbarazzo e fa arrossire ancora di più… un disastro!

Di solito non durano molto gli attacchi di eritrofobia e in poco tempo il disagio passa ma non è mai detta l’ultima parola, non ci sono tempi certi e possono esserci anche più attacchi uno in fila all’altro perché di motivi per arrossire ce ne sono molti, oltretutto la valutazione è soggettiva, cosa che complica ancora di più il trattamento di questo problema

Eritrofobia come superarla

Una persona che non soffre di eritrofobia minimizza il rossore e non ci fa molto caso, lo accetta, a volte ci può anche scherzare sopra oppure può pensare che lo renda sexy, simpatico e “una persona molto sensibile”. Chi invece ne soffre non si sente meglio dopo qualche minuto, anzi, man mano che passa il tempo vede aumentare i sintomi che non sono solo il rossore ma anche la tachicardia, l’azzeramento della salivazione, la terribile percezione di non poter controllare la situazione.

Non c’è un motivo particolare e standard per cui si inizia a soffrire di questa fobia, può accadere di colpo oppure man mano che si cresce, con lo stress quotidiano che aumenta. Sulla carta tutti possiamo ammalarci di eritrofobia e tutti possiamo guarire, di certo ci sono delle caratteristiche di personalità che correlano con lo sviluppo di questa fobia, come timidezza, sentimenti di inferiorità, bassa autostima e scarsa fiducia nelle proprie possibilità.

Il problema maggiore sta nel fatto che l’ eritrofobia ha lo strascico, ovvero porta con sé altre fobie conseguenti. Basta pensarci un attimo per intuire che chi non vuole arrossire in pubblico inizierà ad esempio a isolarsi, a deprimersi, ad avere paura di sé stesso e delle proprie reazioni incontrollate in ogni quando e in ogni dove. Ecco perché è importane che l’approccio alla cura sia di tipo psicoterapeutico e a 360 gradi.

Eritrofobia: come uscirne

Apparentemente l’ eritrofobia si presenta come una paura banale, anche rispetto ad altre, perché tutti ne siamo affetti in forma minima. Sfido a trovare una persona che ama arrossire in modo incontrollato, Si tratta invece di un problema alquanto serio che può minare l’autostima delle persone e rovinarne la vita sociale, per questo non va sminuita ma va affrontata come si affronterebbe l’agorafobia o l’aracnofobia,

Primo passo per uscirne è quello di essere consapevoli che la nostra è una fobia e non un semplice fastidio. Preso atto che abbiamo un problema con il rossore da risolvere, possiamo capire come affrontarlo soprattutto puntando su sessioni di rilassamento accompagnato da un counselling psicologico. Ci sono vari modi di guarire e dipende anche dalla gravità, ad esempio c’è chi preferisce curarsi con la psicoterapia: le tecniche cognitivo – comportamentali aiutano ad esporsi allo stimolo fobico in modo graduale, fino al suo padroneggiamento.

Eritrofobia: come uscirne

Eritrofobia farmaci

In alcuni casi alle sedute con lo psicoterapeuta si possono associare dei farmaci in grado di controllare sintomi depressivi e ansiogeni.

Eritrofobia: libri

Può essere utile anche leggere dei testi per approfondire e anche per comprendere meglio le radici del problema, senza mai sostituirsi allo specialista che ci segue però. Io vi consiglio “Liberi dalla timidezza e dalla fobia sociale”, in vendita anche su Amazon anche in formato ebook se si desidera nascondere la copertina.

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Pubblicato da Marta Abbà il 26 settembre 2018