E-cat: ultime notizie

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E-cat, diminutivo di Energy Catalizer, rivoluzionario e che fa discutere. Si tratta di un sistema che promette un taglio dei consumi e delle spese, riscaldandoci la casa tutta, pergiunta senza inquinare. Rappresenta una innovazione nel campo del riscaldamento e della produzione dell’energia elettrica, il prototipo che l’esperto Andrea Rossi ha sviluppato sulla base degli studi di Sergio Focardi si basa sulla fusione fredda (LENR) e ha conquistato un brevetto Usa ma non sono finite le polemiche. La comunità scientifica è divisa. Bypassando le discussioni, o rimandandole, vediamo prima di cosa si tratta.



 

E-cat: Andrea Rossi e la sua idea

Studiata a fondo da Focardi, la fusione fredda è proprio alla base dell’idea e del dispositivo di E-cat di Rossi. Nella pratica ciò che ha brevettato oltreoceano, poi vedremo come e dove, si può definire come una apparecchiatura per fluido riscaldante.

E’ composta da un serbatoio contenente fluido da riscaldare e, comunicante con questo fluido, c’è anche un wafer di carburante che comprende una miscela contenente reagenti. C’è anche un catalizzatore e una resistenza elettrica, sostituibile, quest’ultima, da un’altra fonte di calore, basta che sia in comunicazione termica con la miscela di carburante del wafer e con il catalizzatore. Non è così banale immaginasi cosa si è inventato, men che meno capire chi ha ragione: lui o chi lo critica.

Per spiegare l’E-cat, Rossi ha descritto l’effetto Rossi che da luogo a un nuovo tipo di processo esotermico basato su alta densità di energia Lenr. Questa Lenr dell’e cat, reazione nucleare a bassa energia, è nello specifico una reazione esotermica tra il litio e l’idrogeno, catalizzata da nichel o qualsiasi altro elemento del gruppo 10 della tavola periodica compresi palladio e platino.

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E-cat: brevetto

Il brevetto recentemente conquistato da Rossi è lo United States Patent and Trademark Office (USPTO): il “sì” è arrivati ad agosto 2015 dopo oltre 3 anni dalla richiesta da parte dello scienziato che propone quella che ancora nel 2016 è una discussa tecnologia LENR (Low-Energy Nuclear Reaction, reazioni nucleari a bassa energia).

Di reazioni nucleari a bassa energia dell’E-cat nel testo associato al brevetto non compare parola, e neanche l’E-cat è così chiamato. Letteralmente l’assegnazione di brevetto US9115913B1 è relativa a un “apparato per riscaldare un fluido che include un serbatoio per contenere il liquido da riscaldare e un wafer di carburante in comunicazione con il fluido. Il wafer include una mistura di carburante che contiene reagenti ed un catalizzatore, ed un resistore elettrico o un’altra fonte di calore in comunicazione termica con la mistura di carburante ed il catalizzatore”.

Ciò non toglie che, mentre in Europa Rossi ha ricevuto solo “no”, oltreoceano ad accoglierlo c’è stato un sì, risultato importante che non spegne le polemiche e non cancella le perplessità sul principio sul quale l’E-cat si basa.

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E-cat: la fusione

La fusione fredda, al centro del funzionamento e del risparmio energetico promesso dall’E-cat e al centro del ciclone polemico scientifico tra Europa e USA, è quella tra Nichel e Idrogeno. Si tratta di una reazione esotermica che sviluppa calore in eccesso, calore che viene utilizzato per i processi di riscaldamento sia di tipo industriale sia a scopo civile, anche domestico. Oppure, il calore può a sua volta essere trasformato in energia elettrica come in molte altre occasioni accade, senza che ci sia un E-cat sotto.

In questo caso, però, c’è il fattore risparmio sbandierato da Rossi che fa gioire e storcere il naso: dipende chi sta ascoltando. Ciò che Rossi, non da solo, sostiene, è che il suo e cat funzioni con una quantità di energia a molto piccola rispetto al calore generato. Si parla addirittura di una energia in entrata diverse centinaia di volte inferiore rispetto a quella, termica, in uscita.

Poco basterebbe quindi perché l‘E-cat possa produrre calore al pari di una comune caldaia, con un taglio sui costi molto piacevole e consistente e con la scomparsa anche di scorie e di sostanze nocive che in altri contesti vengono invece rilasciati in atmosfera. Questo sarebbe l’E-cat, molto green e molto conveniente.

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E-cat domestico

Per quanto riguarda l’applicazione dell’E-cat, ciò che ci interessa più che i litigi, si parla di un E-cat domestico in grado di scaldare anche luoghi piuttosto ampi come metratura. Grandi locali, scaldati con tanta energia termica, per periodi di almeno sei mesi. Se installato in combinazione con i pannelli solari, l’E-cat potrebbe garantire ad abitazioni o stabili una autonomia energetica quasi totale, con un risparmio economico di grande rilievo e un tocco green alla casa tutta.

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Pubblicato da Marta Abbà il 2 marzo 2016