Disestesia: definizione e sintomi

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Disestesia, un fenomeno che coinvolge uno dei 5 sensi, il tatto, ma che infastidisce a 360 gradi chi ne soffre. Andiamo a scoprire di che cosa si tratta e quali possono essere le cause.



Disestesia: significato e definizione

Letteralmente parlando, il termine disestesia deriva dal greco e unisce due parole: “dis”, che significa “anormale” ed “aesthesis”, che significa “sensazione”. Risulta quindi che con questo sostantivo si definisce una “sensazione anomala”.

Un po’ vaga come spiegazione, proviamo a completarla dicendo che questa sensazione strana riguarda il senso tattile ed è alquanto sgradevole. Raccontando i sintomi, nel concreto, si può capire meglio cosa significa essere affetti da disestesia.

Disestesia: sintomi

Provoca anche dolore, quasi sempre, la disestesia, e delle sensazioni che sembra strano provare senza specifiche ragioni. Ad esempio quella di umidità, sulla pelle, senza che ci sia presenza di liquidi o di vapori. Anche la sensazione di prurito inspiegabile, è associata a questo disturbo come lo sono la comparsa di scosse elettriche e i formicolii.

Sulla pelle, con la disestesia, si percepiscono delle variazioni di temperatura che non corrispondono con la temperatura in teoria percepita, vale a dire che possiamo sentire del calore improvviso senza alcun motivo scientifico, sulla pelle. Il motivo scientifico c’è, in verità, e si chiama disestesia.

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Questo comporta il fatto che al minimo sfregamento, o al semplice e lieve contatto con superfici ruvide, e non dico carta vetrata ma anche solo una stoffa che non è seta, può dare fastidio. Un esempio classico di fastidio è quello provocato dai vestiti, quando si ha la disestesia, un altro molto frequente da incontrare è quello delle lenzuola. Se non possiamo sopportare il contatto con la stoffa che copre il letto, dormire serenamente è una impresa!

Disestesia arti inferiori

La disestesia può colpire anche le gambe, e può farlo in modo più “pesante” che in altre aree del corpo concentrando lì le sensazioni più fastidiose. In generale questo disturbo può coinvolgere i tessuti di qualsiasi distretto corporeo, quelli degli arti inferiori rientrano certo tra i più colpiti ma non sono gli unici.

Capita infatti spesso che i sintomi della disestesia riguardino la bocca o il cuoio capelluto, e immaginatevi che problemi possono essi causare anche dal punto di vista dell’alimentazione e della vita sociale.

Esiste un vero e proprio termine per indicare le sensazioni di bruciore alla bocca, esso è “Burning Mouth Syndrome” (BMS), tradotto come “sindrome della bocca bruciante” che è in realtà dal punto di vista medico una variante di disestesia occlusale. Ci sono degli studi che dimostrano come spesso quando un paziente soffre di questa sindrome, ha dolori anche in altre parti del corpo, soprattutto sulle gambe. Si ha quindi un gemellaggio fastidioso tra la BMS e la “Restless Leg Syndrome” (RLS), ovvero la “sindrome delle gambe senza riposo”.

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Eritrodisestesia

L’eritrodisestesia, palmo plantare, è detta più comunemente sindrome mano – piede, la si sente nominare soprattutto in ambito oncologico ed è legata ad alcuni trattamenti con farmaci oncologici a seguito dei quali il paziente rileva arrossamenti e screpolature sul palmo delle mani e/o sulla pianta del piede.

Non si tratta di disestesia, in verità. Le forme più note di questo disturbo sono diverse anche se simili. C’è quella cutanea, che fa diventare insopportabile ogni vestito che si indossa. Quella del cuoio capelluto, che colpisce il cranio, soprattutto con un prurito eccessivo. Quella occlusale, o “morso del fantasma“, caratterizzata dalla sensazione che l’azione del morso conduca fuori dal luogo previsto.

Disestesie e parestesia

La disestesia può per assonanza essere confusa con l’anestesia, con l’iperestesia e anche con la parestesia. Rispettivamente questi tre diversi fenomeni sono riferiti alla perdita, all’eccesso o alla distorsione della sensibilità.

Disestesia da bruciore

Tra i sintomi della disestesia c’è anche la sensazione di bruciore, come già detto, e quando ciò accade è effettivamente doloroso. E’ come se ci fosse un acido sottocutaneo che infiammi la pelle dall’interno. Quello definito come, può essere una conseguenza di uno stato di acidosi delle sinapsi e dello spazio perineurale. A volte coincide con la presenza di alcune lesioni nervose, con l’abbassamento del pH.

Disestesia da stress

La depressione come gli stati di forte stress possono dare luogo a momentanei stati disestesici. In questi casi i pazienti cercano di alleviare il dolore assumendo anche dei comportamenti estetici. Se l’ansia è cornica, lo è anche la disestesia, e provoca formicolii soprattutto al volto e sul cuoio capelluto.

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Pubblicato da Marta Abbà il 1 luglio 2017