Alghe diatomee in acquario marino

come eliminare le diatomee in acuqario marino

Come eliminare le diatomee in acquario marino: cosa fare per pulire il vetro dell’acquario e il fondale dalle macchie marroni (alghe diatomee). Cause e prevenzione del problema. Cosa fare in caso di patina marrone su rocce vive, pareti dell’acquario, pompa, filtro e schiumatoio.

Prima di vedere come eliminare le diatomee, vediamo cosa sono: si tratta di alghe unicellulari non flagellate, sono caratterizzate da un colore brunomarrone e possono essere sia bentoniche (quindi vivere sul fondale, sui vetri o sulle rocce dell’acquario). Se noti delle macchie sul vetro dell’acquario, di colore bruno – marrone, si tratterà quasi certamente di diatomee.

Diatomee in acquario marino in maturazione

Ecco, tutti ci sono passati. Nella fase di maturazione dell’acquario, la comparsa delle diatomee sulle “pareti dell’acquario”, sul substrato, sulle rocce vive ma finanche su filtro e schiumatoio, è una tappa obbligata.

Anche se sono molto brutte, le diatomee sono innocue. Le diatomee in acquario marino possono comparire anche più avanti, in caso di variazione della luce o piccoli scompensi che possono alterare l’equilibrio dell’acquario.

Diatomee: cause

Quando si parla di cause che portano all’aumento di un determinato organismo (che sia infestante o meno) è bene porsi una domanda: di cosa si nutre questo organismo? Ebbene, le diatomee sono autotrofe, questi organismi unicellulari possiedono cloroplasti con strutture fotosintetiche che possono essere considerate le antenate dei cloroplasti che caratterizzano le piante superiori. Quindi si formano con la luce e per lo sviluppa hanno bisogno principalmente di silicati e di altri composti che si trovano nel tuo acquario marino come fosfati e nitrati.

Come eliminare le diatomee in acquario marino

Come premesso, in fase di maturazione dell’acquario marino quella delle diatomee è una tappa obbligata, quindi non allarmarti. Per mitigare lo sviluppo delle diatomee in genere, si consiglia di somministra la luce gradualmente, cioè di non partire con un fotoperiodo di 8-9 ore al giorno ma, invece, partire con poche ore di luce e aumentarne gradualmente sia l’intensità (qualora la lampada lo consentisse) che la quantità di luce (quindi aumentare di un paio d’ore a settimana).

Nella fase di maturazione, l’acquario marino dovrebbe contenere solo rocce vive, quindi una graduale esposizione luminosa, con l’aggiunta di batteri attivatori e oligoelementi utili allo sviluppo delle alghe di barriera (per intenderci, quelle alghe che ti colorano le rocce di viola-rosso-rosa…) può essere un buon inizio per evitare il boom algale e contenere il problema delle diatomee. Attenzione! Ho detto contenere e non eliminare! Nella fese iniziale, quando ancora non hai stabilito un certo equilibrio, è normale che le diatomee si sviluppano! 

Diatomee: silicati, nitrati e fosfati

Se la fase di maturazione è terminata da un pezzo oppure le diatomee compaiono in un acquario già ben avviato, devi controllare questi tre elementi disciolti in acqua:

  • silicati
  • nitrati
  • fosfati

Per eliminare le diatomee, cerca di eliminare le fonti di sostentamento (silicati, nitrati e fosfati).

Assicurati di usare acqua di osmosi priva di silicati. Se stai usando acqua di rubinetto per la produzione di acqua salata o per tamponare alle perdite d’acqua con l’evaporazione, fermati!

Se usi acqua osmotica sicura, sappi che i silicati possono essere introdotti nel tuo acquario marino tramite alcuni additivi, miscele saline o perfino sabbia non destinata all’uso in acquario. Quindi fai bene a interrogarti sulle cause, analizza tutto ciò che di recente hai introdotto nell’acquario.

Se nel tuo acquario non sono presenti nitrati e fosfati, ricorda ciò che ti ho detto: le diatomee sono fotosintetiche. Hanno una struttura silicea, quindi in presenza di silicati e di luce, si formano anche con nitrati, nitriti e fosfati a zero!

Fai un test per controllare i livelli di silicati nel tuo acquario. Se ci sono le alghe diatomee di certo i livelli saranno considerevoli. Le diatomee, infatti, si auto-sostengono.

Danni causate dalle diatomee

E’ vero, ho detto che le diatomee in acquario sono innocue ma questo è vero solo in fase di maturazione. Se le colonie di alghe diatomee prosperano e l’acquario è già ricco di coralli e pesci, queste possono essere nocive. Come?

  • Possono esaurire l’ossigeno presente nell’acquario
  • Quando si decompongono, rilasciano silicati nell’acquario
  • Possono creare una patina marrone che ricopre coralli soffocandoli
  • Possono ricoprire le rocce vive tardandone la maturazione o addirittura la morte
  • Possono ricoprire i vetri causando un’antiestetica patina marrone
  • Sono difficili da rimuovere dalle rocce

Come pulire il vetro dalle macchie marroni (diatomee)

Puoi usare una calamita, sì, anche se spesso si corre il rischio di “spostare” semplicemente le diatomee. In alternativa puoi usare una pinza lunga (di quella per i rettili) e un batuffolo di ovatta per filtro. Con questi due ingredienti riuscirai a pulire le pareti dell’acquario e anche a pulire le rocce in modo superficiale. Dove trovare una lunga pinza e l’ovatta per il filtro? L’ovatta la trovi in qualsiasi negozio di acquariologia, la pinza in un negozio per rettili… oppure puoi sfruttare la compravendita online: “a questa pagina Amazon” trovi una buona pinza lunga 30 cm, proposta al prezzo di 12,95 euro e spese di spedizione gratuite. Sempre su Amazon puoi trovare la lana per il filtro.

Come eliminare le diatomee

Come premesso, devi eliminare le fonti di silicati: usa acqua salata sicura. Che prodotto impieghi per preparare l’acqua salata? Metti in dubbio tutto! Fai test dei silicati e fai grandi cambi d’acqua usando acqua marina sicura. Se hai un impianto per la produzione di acqua osmotica, usa delle resine per eliminare i silicati e, infine, fatti aiutare dai pulitori: le lumache turbo sono ottime per la pulizia dei vetri e delle rocce ricoperte da diatomee, si nutrono di diatomee e sono delle vere e proprie spazzine. Anche alcuni ricci e paguri possono essere utili per eliminare le diatomee dai coralli e del fondale.

Pesci che si nutrono di diatomee: Siganus Vulpinus, Naso lituratus e altri pesci chirurgo (paracanthurus hepatus, zebrasoma flavescens…). Vanno introdotti solo in vasche ben maturate, mentre in fase di avvio è possibile introdurre le lumache turbo, ricci e paguri ma solo se i livelli di nitrati lo consentono.

Nella foto in alto, la classica patina marrone formata dalle diatomee sulla sabbia (fondale), sulle rocce vive e sul vetro dell’acquario.

Pubblicato da Anna De Simone il 26 aprile 2018