Datteri di mare, tutte le informazioni

datteri di mare

Datteri di mare: cosa sono, perché sono vietati, il prezzo al kg e cosa dice la legge al riguardo della pesca del dattero di mare.

Datteri di mare: cosa sono

Il dattero di mare è un mollusco bivalve della famiglia Mytilidae: è un mitile proprio come la cozza. Il suo nome scientifico è Lithophaga lithopaga. Sono molto comuni nel Mar Mediterraneo, soprattutto sulla Costa adriatica. In Croazia e nella zona di Montenegro sono commercializzati con il nome di Prstaci.  Sono comuni anche in alcune località dell’Oceano Atlantico e nel Mar Rosso.

Allevamento del dattero di mare

Al contrario delle cozze che vedono un rapido sviluppo, la crescita dei datteri di mare è molto lenta: per raggiungere 5 cm di lunghezza impiegano da 15 a 35 anni. Si nutrono di plancton, alghe e detriti filtrandoli dall’acqua. Raggiungono la maturità sessuale dopo circa due anni e per raggiungere le dimensioni di un esemplare commestibile, impiegano diversi decenni.

E’ chiaro che allestire un allevamento di datteri di mare richiede molta più pazienza e cura di quanto previsto per un semplice allevamento di cozze. In più, altre difficoltà sono legate all’habitat in cui si sviluppano. In seguito ne spieghiamo le peculiarità così da farti capire perché i datteri di mare sono proibiti dalla legge.

Datteri di mare vietati: perché?

La pesca del dattero di mare è vietata per legge. La normativa di riferimento afferma che è vietato pescare o avere a bordo su un’imbarcazione i datteri di mare, sia quando si parla di dattero bianco (Pholos dactylus) che quando si parla dei comuni datteri di mare (Lithophaga lithopaga).

Al contrario della normativa sui limoni di mare (altri frutti di mare vietati), questa appena citata è una disposizione nazionale, quindi interessa tutte le zone costiere d’Italia e non solo determinate località.

Perché i datteri di mare sono vietati?

Per la raccolta. I datteri di mare a pieno sviluppo misurano circa 8 – 9 cm. L’estrazione di questi mitili richiede lo smantellamento delle rocce in cui crescono. Questa pratica può portare alla “desertificazione” della costa con la distruzione di interi habitat.

Per questo motivo, molti stati hanno vietato la pesca dei datteri di mare. Lo scopo è quello di proteggere le coste e gli habitat marini. I datteri di mare, oggi, sono illegali in diversi paesi quali:

  • Italia
  • Francia
  • Grecia
  • Croazia
  • Montenegro

Il suo guscio marrone ha forma cilindrica e si sviluppa nelle rocce vive calcaree, con il suo lento sviluppo, scava piccole gallerie su misura.

Per pescare i datteri di mare i pescatori subacquei arrivano a infrangere diverse normative.

  1. E’ vietato pescare prima dell’alba e dopo il tramonto. La pesca dei datteri di mare è generalmente fatta prima dell’alba per “non destare nell’occhio”.
  2. E’ vietato pescare in zone balneari. La pesca dei datteri di mare è generalmente effettuata in zone costiere frequentate.
  3. E’ vietato fare pesca subacquea con le bombole. La pesca subacquea è ammessa solo in apnea ma per pescare i datteri di mare i pescatori commettono l’ulteriore illecito di immergersi con bombole di ossigeno e picconi.
  4. E’ vietato commercializzare ciò che è stato pescato durante le battute di pesca ricreativa.
  5. E’ vietato raccogliere i datteri di mare (anche se morti!)

Per capire lo scempio legato al commercio illegale del dattero di mare ti basterebbe immergerti a 5 – 7 metri, sul litorale barese tra Torre Quetta e San Giorgio. Quello che troverai è una zona rocciosa completamente spaccata.

Cosa si rischia a pescare datteri di mare?

La pesca del dattero di mare è punita con sanzioni molto severe. Si va dall’arresto da due mesi a due anni o una multa che va dai 2.000 a 12.000 euro, oltre la confisca del pescato e tutta l’attrezzatura impiegata.

Datteri di mare: prezzo

E’ chiaro che, essendone vietata la pesca ne è vietata anche la commercializzazione. Un tempo, i datteri di mare erano venduti ai mercati ittici allo stesso prezzo delle ostriche più pregiate.

Il sistema di pesca più antico prevedeva l’uso di esplosivi, martelli pneumatici e picconi. La pesca del dattero di mare ha causano gravi danni ai substrati rocciosi e agli habitat marini in diverse aree del Mediterraneo. Dato il suo lento sviluppo, la specie Lithophaga lithophaga è stata considerata a rischio in molte zone e per lunghi periodi. Ancora oggi è considerata specie protetta.

Oggi, ricordiamo che la vendita dei datteri di mare è attiva solo sul mercato nero e un kg di questo mitile si compra con circa 50 – 60 euro al kg.

Pubblicato da Anna De Simone il 25 agosto 2018