I danni dell’olio esausto

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Secondo i dati della CONOE/Adriatica Oli srl, il 57% dell’olio alimentare esausto è prodotto in ambito domestico e, purtroppo, non tutti provvedono a smaltirlo correttamente consegnandolo alle isole ecologiche locali.  In Italia sono circa 200.000 le tonnellate di olio fritto che finiscono nell’ambiente. Come se ogni abitante dello Stivale, annualmente disperdesse nell’ambiente all’incirca 5 litri di olio esausto

Dopo l’uso, dove va a finire l’olio esausto di frittura?
Di solito, il cosiddetto “olio fritto” non viene raccolto ne’ consegnato presso le isole di raccolta, l’olio esausto viene scaricato nel lavandino o nel wc e arriva fino agli scarichi della rete fognaria. Quando la rete fognaria non dispone di un impianto di depurazione, l’olio esausto arriva direttamente al suolo, si immette nei corsi d’acqua, in mare o contamina falde acquifere. Quando la rete fognaria dispone di un impianto di depurazione non si ha un impatto ambientale ma un grosso danno economico che grava sulle tasche dei cittadini con un consistente aumento dei costi di trattamento delle acque reflue.

Quali sono i danni causati da un cattivo smaltimento dell’olio esausto?
Lo sversamento di olio esausto nel WC o nei tombini, causa danni ambientali percepibili su più livelli: causa inquinamento del suolo, delle falde, del mare, dei bacini idrici, in ogni caso, ne conseguono grossi danni sulla salute dell’uomo e sulla biodiversità.

In cosa consiste l’inquinamento dettato dall’olio esausto?

  • Inquinamento del suolo
    L’olio esausto si deposita intorno alle zolle di terreno andando a creare una pellicola sottilissima e impermeabile impedendo il normale passaggio dell’acqua e il transito delle particelle nutritive che vengono normalmente assorbite dalle radici capillari delle piante.
  • Contaminazione delle falde
    L’olio esausto una volta raggiunta una falda, può penetrare nei pozzi di acqua potabile rendendoli inutilizzabili: un solo litro d’olio esausto può danneggiare un milione di litri d’acqua rendendola non più potabile.
  • Inquinamento di fiumi e mari
    Creando una superficiale pellicola, l’olio esausto che raggiunge bacini idrici, fiumi e mari, impedisce l’ossigenazione dell’acqua compromettendo l’esistenza di flora e fauna. In più, l’olio esausto impedisce la penetrazione in profondità dei raggi solari danneggiando drasticamente l’ambiente marino e la vita in acqua.

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Pubblicato da Anna De Simone il 9 dicembre 2013