Il compostaggio inquina?

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E’ risaputo, con il compostaggio possiamo prendere rifiuti di materia organica per trasformarli in nutrimento per l’orto ma si fa presto a dire che il compostaggio non inquina! Mediante un processo di fermentazione, la componente organica dei rifiuti è convertita in una porzione stabile chiamata compost. Il compost è molto simile al terriccio per la pratica del giardinaggio e viene impiegato in agricoltura come fertilizzante naturale.

Il compostaggio domestico è una pratica sicura e salutare per l’ambiente. Quello che potrebbe arrecare danni all’ecosistema è il compostaggio industriale perché non sempre rispetta tutti gli standard necessari alla sicurezza ambientale. I fattori che influenzano l’impatto ambientale di un impianto di compostaggio sono strettamente correlati alla tipologia di materiale che l’impianto trasformerà in compost e da come viene gestito l’impianto.

Nella pratica del compostaggio industriale si presentano rischi legati al materiale da trasformare in compost; talvolta potrebbero finire in impianto dei materiali “contaminati”, ne sono un esempio i componenti vegetali con un alto contenuto di pesticidi, diserbanti o fertilizzanti di natura chimica.

C’è da dire che l’inquinamento legato al compsotaggio ha un basso impatto sull’ambiente e in particolare contribuisce in minima parte ai casi di inquinamento del suolo. In ambito domestico il compostaggio potrebbe inquinare il suolo dell’orto solo se il padrone di casa ha usato, in precedenza, delle sostanze chimiche difficili da smaltire.

Il classico esempio è dato dal prato: spesso per bloccare la crescita di piante infestati si impiegano potenti diserbanti al fine di ottenere un tappeto erboso perfetto. A seguito della classica falciatura del prato,  se il padrone di casa deposita i resti vegetali per la produzione di compost, otterrà un compost contaminato da sostanze chimiche potenzialmente dannose per l’orto.

Pubblicato da Anna De Simone il 23 dicembre 2013