Come scegliere le luci per la bicicletta

Come scegliere le luci per la bicicletta

Chi usa abitualmente la bicicletta per muoversi in città, nella stagione più fredda che è anche la più buia deve arrendersi a comprare un faretto per vedere ed essere visto. Che si abbia una city bike o una bicicletta vintage come la mia, è necessario metterci la testa e capire come scegliere le luci per la bicicletta per non fare acquisti inutili e per non trovarsi con un apparecchio inutile che ci fa andare in giro in modo non sicuro. Esistono molti modelli di luci per bici ed è importante capire qual è il più adatto a noi e al tipo di utilizzo che dobbiamo farne. In ogni caso dobbiamo essere certi che ci renda ben visibili a chi è per strada in auto e ci incrocia e allo stesso tempo che illumini la nostra via.



Luci per la bicicletta: tipologie

Prima di conoscere come scegliere le luci per la bicicletta facciamo una panoramica sui vari modelli che troveremo sul mercato. Ci troveremo davanti varie terminologie ed è meglio arrivare preparati.

Partiamo dalle luci dinamo, un po’ vintage ma che possiamo trovare ancora su alcuni modelli. La dinamo è un apparecchietto che si applica anche alle ruote della bici e ne sfrutta il movimento trasformandolo nell’energia che serve per tenere acceso il nostro faretto. Non resta sempre in funzione ma quando ci serve avviciniamo la dinamo alla ruota attivandola. È un modo molto classico di fare luce ma chi lo ha provato sa bene che quando la dinamo funziona si fa più fatica a pedalare. Soprattutto per questo motivo possiamo ritenerlo un sistema superato e provarne un altro più innovativo e comodo.

Le luci Led per bici, ad esempio, che oggi sono forse le più note e diffuse. Sono luci led a tutti gli effetti quindi realizzate con materiali semiconduttori che riescono a emettere fotoni quando vengono attraversati da una tensione elettrica. Ne abbiamo magari anche a casa e il meccanismo di produzione della luce è sempre quello. Per ottenere però dei coni di luce molto concentrati, come serve ad un ciclista in strada, i faretti per bici sono studiati con un sistema anche di specchi che amplifica la luminosità e non la lascia disperdere nello spazio. Questo tipo di luci sono in gradi di produrre fino a 276 lumen per watt, contro i 50 lumen per le lampadine a incandescenza e i 70 per quelle HID. Vediamo come funzionano questi modelli!

Le luci alogene a incandescenza hanno questo nome lungo e difficile ma sono le classiche lampadine, oggi non più diffuse come un tempo proprio a causa dell’arrivo delle led e di altre soluzioni più comode. Questi faretti fanno luce perché un filo tungsteno viene riscaldato, sono avvolti nel vetro e in modo isolato perché in queste lampadine contengono un gas inerte, di solito argon. Le luci di questo tipo vengono prodotte con vetro trasparente o colorato e hanno una potenza compresa tra 0,28 a 0,44 Watt, con la possibilità di generare un massimo 1250 lumen.

Passiamo alle luci HID, che sta per high intensity discharge. Possiamo trovarle anche con la dicitura luci allo xenon e al loro interno al posto del classico filamento hanno una piccola ampolla in vetro che contiene proprio lo xenon. Si tratta di un gas che riesce a emettere luce quando i suoi elettroni vengono eccitati. Le luci HID sono già un po’ più luminose di quelle ad incandescenza, visto che emettono il 20% di lumen in più a parità di potenza. Restano sempre un ripiego rispetto alle led che sono ad oggi le migliori.

Come scegliere le luci per la bicicletta

Come montare le luci per la bicicletta

Ci sono tre posizioni in cui possiamo aver bisogno di montare una luce sulla nostra bicicletta ed è bene saperlo perché di volta in volta cambiano le sue caratteristiche.

Le luci per bici anteriori vengono montate sul manubrio o sulla forcella e servono per illuminare lo spazio davanti alla bici, in basso. Non troppo in basso, certo, ma attenzione che non accechino gli automobilisti che ci arrivano incontro percorrendo la stessa strada nell’altro senso. Le luci posteriori per bici servono più che altro per fare in modo che gli altri badino alla nostra presenza, vengono montate sotto la sella o sul tubo che la sorregge, a un’altezza non superiore ad 1 metro. Ci sono anche le luci per il casco che sono meno fondamentali in città ma che diventano molto importanti se si sta per fare un percorso sterrato. Con una luce sul capo si riescono ad illuminare delle parti di strada più ampie.

Come Scegliere le Luci per la bicicletta

La caratteristica fondamentale per questo accessorio immancabile per un ciclista è la luminosità. Sembra banale ma guardando i tanti modelli che ci sono sul mercato possiamo trovarci a scordare le nostre priorità e invece la cosa che ci dobbiamo chiedere al momento dell’acquisto è: “ci farà luce di notte?” E poi “gli altri ci vedranno con questa luce accesa?”. Naturalmente dobbiamo evitare dei faretti troppo potenti per non disturbare chi percorre le strade assieme a noi. Per avere dei riferimenti possiamo tener conto che il minimo per una luce per bicicletta è di 300 lumen, altrimenti non siamo visibile in condizioni di buio. Il massimo è 700 lumen, lo stesso valore definito per i fari delle auto. Per la città quindi possiamo scegliere una luce led da 300 – 500 lumen anche perché nei nostri centri abitati è difficile che ci sia un buio vero. Se dobbiamo fare invece dei tratti in zone senza luci, in campagna ad esempio, possiamo anche prendere dei faretti da 1000 lumen regolabili in modo da poterli usare dentro e fuori dal nucleo abitato.

Esiste una certificazione FL-1 che ci assicura che i lumen espressi nella confezione corrispondono a quelli effettivi della lampadina ma per i produttori non è obbligatoria. Noi possiamo però scegliere un faretto che la abbia in modo da sapere cosa stiamo acquistando per viaggiare più sicuri. Purtroppo ad oggi non esistono obblighi per quanto concerne l’esatta specifica dei lumen di una lampadina e ognuno può dichiarare quello che vuole. Un acquisto consigliato è quello della luce per bicicletta regolabile perché possiamo usarla quando vogliamo, e certificata. Il prezzo sale ma abbiamo poi tra le mani una luce come si deve, sicura, efficiente e multifunzionale.

Fissata la luminosità espressa in lumen, possiamo occuparci della tecnologia della lampadina cercando quelle che producono un fascio ampio di luce e non molto stretto come accade con quelle costruite andando al risparmio.
Per capire come scegliere la luce per la bicicletta dobbiamo essere molto pragmatici e focalizzarci su ciò che ci serve. Una lampadina deve essere facile da installare e rimuovere, così quando parcheggiamo la bici possiamo levarla e non farcela rubare. Qui troviamo diverse soluzioni di design semplici e pratiche, dobbiamo capire quella che meglio si adatta alla struttura della nostra bici.

La luce va anche ricaricata. Come? Con la batteria o con il cavo USB. Secondo me la batteria è un po’ scomoda e a volte da estrarre e cambiare è un po’ macchinosa. Meglio di gran lunga la luce con cavo USB, le più moderne sfoggiano addirittura il cavetto micro USB.

Se siamo dei veri ciclisti metropolitani e non “della domenica”, dobbiamo assolutamente verificare che la nostra luce sia impermeabile perché una volta ogni tanto saremo sorpresi dalla pioggia e a maggior ragione avremo bisogno di essere luminosi e illuminanti. Proprio come per gli smartphone, l’impermeabilità di una componente tecnologica viene espressa con lo standard IP. Lo standard IP67 equivale alla totale impermeabilità del pezzo, 1 metro di acqua per 30 minuti. In genere, la maggioranza delle luci led per bici di qualità di qualità possiede questo standard, verifichiamo che sia così per la nostra.

Luci per la bicicletta: consigli

On line si possono trovare delle ottime occasioni per acquistare dei faretti di qualità. A 15 euro troviamo luci da bicicletta ricaricabili anche tramite USB, un set con sia le posteriori che le anteriori perfette anche in piena notte e con un sensore sensibile che individua 5 modalità di uso. Molto performante ma anche più costoso questo faretto con 2 LED e 1870 lumen, impermeabile super luminoso, facilissimo da montare e smontare.

Pubblicato da Marta Abbà il 16 Novembre 2019