Come ripopolare i borghi: incentivi e nuove tendenze

civita di bagnoregio borgo

Gli italiani sono noti nel mondo per la loro fantasia e la loro creatività e non si sono smentiti quando si è trattato di inventarsi dei modi per capire come ripopolare i borghi. Il nostro Paese è fatto di tanti piccoli comuni, è il paese dai mille – metaforicamente parlando – campanili, ma che negli ultimi tempi sta soffrendo il fenomeno dell’urbanizzazione. Per via dei maggiori servizi, per le comodità, per il lavoro o per la scuola, moltissimi nuclei familiari hanno cominciato a spostarsi nelle grandi città e alcuni comuni sono diventati a rischio scomparsa. Questo non è un fenomeno che riguarda solo l’Italia ma dalle nostre parti è parecchio accentuato e di fronte alla brutta prospettiva sono numerosi i borghi che si sono rimboccati le maniche e soprattutto si sono spremuti le meningi per difendere la propria identità e, prima ancora, la propria esistenza.



Perché è importante ripopolare le campagne

Per i Comuni stessi sono piuttosto ovvie le motivazioni ma perché come sistema Paese ci dovrebbe tanto importare di capire come ripopolare i borghi? Perché molti di essi, soprattutto quelli di antica origine, custodiscono parte della nostra storia e delle nostre tradizioni, sono preziosi per ricordarci da dove veniamo e sono strategicamente importanti per il turismo, settore che in Italia ha un suo peso.

Che si abiti in città o in campagna, il salvataggio degli antichi borghi è qualcosa da prendere a cuore . Se siamo un’occhiata alla situazioni, possiamo vedere un’ottima opportunità di ottimizzazione perché oltre al calo di popolazione nei borghi, l’Italia ha anche un serio problema di natalità, un primato negativo nel mondo che divide tristemente con il Giappone. L’idea potrebbe essere quella di risolverli entrambi con un solo provvedimento ed è quello che molti borghi stanno cercando di fare ingegnandosi con incentivi, progetti, offerte, provvedimenti che richiamino le giovani famiglie desiderose di ingrandirsi e allo stesso tempo di trovare un luogo tutto per sé che non sia per forza in una metropoli trafficata e frenetica. In certi casi ci sono condizioni lavorative che non lo permettono ma in altre, nulla osta.

Le nuove opportunità nei borghi grazie al remote working

Se prima dell’emergenza Covid-19 lo smart working e il remote working erano degli slogano più che dei progetti o delle realtà, oggi possiamo dire che il nostro Paese ha compiuto un grande balzo in avanti in tal senso, un’accelerazione che ci fa ben sperare. Aziende e PA hanno compreso e toccato con mano i vantaggi di questi due modi di lavorare non per forza dall’ufficio, allargando le maglie per quanto riguarda le presenze in sede e a volte anche incentivando i propri lavoratori a trovare il proprio equilibrio tra lavoro e famiglia, con un mix o con formule anche totalizzanti di remote working.

Perché ci interessa tanto? Cosa centrano i borghi da ripopolare? Sono la perfetta meta per chi vuole gestire la propria vita lavorativa da remoto vivendo in luoghi dove molto spesso la qualità di vita è alta, non mancano i servizi essenziali e nemmeno la serenità che in città non si trova nemmeno a peso d’oro.

Il diffondersi del remote working sarà certamente un’ottima spinta per tutte quelle iniziative che i Comuni hanno messo in piedi per non scomparire improntate ad attirare giovani famiglie molto spesso con lavori nel settore digitale e tecnologico, quindi non per forza da fare in sede.

Incentivi per ripopolare i borghi

Non si contano sulle dita di una mano le tantissime idee che i borghi italiani hanno sfoderato per infoltire la propria popolazione. Ovviamente nella maggior parte dei casi hanno puntato sulla leva economica, oggi la più potente in un Paese che già prima dell’emergenza sanitaria metteva in ginocchio le giovani famiglie invece di agevolarle e invogliarle a crescere. A macchia di leopardo in tutta la penisola possiamo trovare degli ottimi esempi, da lodare e, volendo, da copiare.

Da citare subito è il Molise che un super bonus per chi va a vivere in un borgo con meno di 2mila abitanti e apre un’attività economica legata ad esempio all’agricoltura come anche al turismo. Un’ottima trovata ma non certo l’unica.

Spostiamoci in Sicilia in provincia di Messina dove sulle cime dei Monti Nebrodi troviamo Alcara Li Fusi con i suoi 600 abitanti. Per diventare un po’ di più si sono inventati un piano di riqualificazione urbanistica che trasforma le case disabitate in alloggi turistici e allo stesso tempo trasforma il centro storico valorizzando le attività locali, dall’artigianato al canto. E chi vuole trasferirsi definitivamente qui trova appartamenti di 80 metri quadrati a 40mila euro.

Restando a Sud troviamo l’esperienza di Candela, in provincia di Foggia, che con il suo bonus “Nuovi residenti” mette a disposizione incentivi da 800 a 2mila euro per chiunque decida di iniziare una nuova vita proprio lì.

A Gerfalco, nella Maremma toscana, si è scelto di puntare sull’agricoltura per cui gli incentivi si concentrano sui terreni, terreni disponibili in comodato d’uso per realizzare castagneti e uliveti, ma non solo. Chi è interessato ad un appartamento con tre vani, non dovrà sborsare più di 30mila euro con un prestito a tasso molto agevolato con il grande vantaggio di trovarsi immerso in una natura meravigliosa.

Altri due esempi virtuosi arrivano dal Nord Italia, uno dalla Liguria e uno dal Piemonte. In provincia di Savona Bormida quando si è trovata con sole 394 persone e ha pensato ad una doppia offerta, l’affitto low cost, con tariffe da 50 a 120 euro al mese, e l’acquisto con un forte bonus, da 2mila euro, per tutti i nuovi residenti. In Piemonte siamo vicino ad Alessandria, a Cabella Ligure dove l’amministrazione comunale ha approvato forti sconti fiscali, dall’Imu all’Irpef, per chi sistema vecchi edifici abbandonati e vi si trasferisce.

Borghi da ripopolare con il turismo

Esistono dei progetti molto interessanti che fanno leva sul turismo per poi avere i fondi per agevolare nuovi cittadini a trasferirsi in loco. Un meccanismo astuto che molti borghi piccoli, stupendi, hanno scelto di attuare potendo contare su una buona fama dal punto di vista artistico e culturale. Certo non tutti hanno questa fortuna, ce l’ha certamente Civita di Bagnoregio, paesino in provincia di Viterbo che fa pagare i turisti che desiderano visitare il borgo magico, set naturale di decine di film. Grazie a questo, il sindaco può assicurare tasse basse o cancellate, mensa scolastica, scuolabus e parcheggio gratis e 500 euro per ogni famiglia residente sotto una certa soglia di reddito.

Interessante anche il progetto di Orvinio, in provincia di Rieti, che ha scelto di puntare sul Fai, è entrato nella lista dei Luoghi del Cuore e sta cercando di scalare la classifica per poter poi accedere a progetti di valorizzazione del Fondo.

5 Borghi da scoprire nel fine settimana

Se vi è venuta la voglia di andare a visitare un borgo che rischia – speriamo di no – di scomparire, ecco 5 mete da raggiungere tra cui potete scegliere quella per voi adatta al vostro fine settimana.

Nel Parco nazionale del Gran Paradiso potete raggiungere Locana dove il sindaco ha messo in campo un bonus triennale di 3mila euro alle famiglie che scelgono di vivere in questo luogo meraviglioso, immerso nella natura di uno dei Parchi più belli e autentici d’Italia.

Altra meta è Grottole, in provincia di Matera, con origini preistoriche e posizione strategica lungo l’Appia. E’ un borgo semi deserto che cerca di riprendersi scommettendo sugli eventi artistici con il progetto “Wonder Grottole” per trasformare attraverso il crowdfunding dei vecchi edifici disabitati in spazi per eventi culturali e residenze per artisti.
Roaschia ha addirittura raggiunto il numero di 101 abitanti ma resta un luogo che merita una visita, incastonato nella bellezza delle montagne del cuneese. Arrivati sul posto potrete infatti seguire uno dei sentieri per esplorare i dintorni e, se nel periodo giusto, godere della gastronomia sabauda in una delle tante sagre locali.

grottole borgo da ripopolare

Torniamo in Molise per visitare una serie di borghi quasi svuotati ma sempre belli: Fornelli, Filignano, Pizzone, Bagnoli del Trigno. Qui c’è il superbonus da 700 euro che abbiamo citato e un bel progetto per attirare nuovi residenti oltre che turisti in una regione ricca di tradizioni e per molto tempo dimenticata. Terminiamo con un borgo tra le Marche e l’Emilia Romagna: Monte Grimano. Qui è in corso il progetto “Borgo delle libere arti” che mira ad attirare con soggiorni gratis artisti, artigiani e intellettuali alla ricerca della libertà di esprimersi.

Borghi in Italia: un libro per scoprire i più belli

Se non avete trovato ciò che fa per voi non vi resta che sfogliare questa meravigliosa e appena aggiornata guida realizzata per scoprire tutti i piccoli borghi di cui la nostra Italia è ricca. Da acquistare e sfogliare già per capire dove recarsi questa estate, ad esempio, lasciando agli altri le folle e gli assembramenti e scoprendo le grandi bellezze geograficamente piccole del Paese.

guida piccoli borghi italiani

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Pubblicato da Marta Abbà il 24 Giugno 2020