Come riciclare un Acquario

riciclare acquario

Come riciclare l’acquario per trasformarlo in un altro oggetto altrettanto utile. L’acquario si può convertire in terrario, serra per piante tropicali e piante carnivore, tartarugaio o paludario. 

Oggi vedremo come riciclare un acquario così da trasformarlo in un terrario, in una piccola serra da comodino o in un complesso paludario.

Analogamente è possibile riciclare le piccole bocce per pesci rossi e realizzare un mini-terrario per piante grasse e piante carnivore.

Con questa tecnica di riciclo ogni angolo di casa potrebbe trasformarsi in un’oasi verde. Ricordate, al pari dell’acquario, anche una piccola serra necessita di cure.

Ogni parte dell’acquario si potrà riciclare trovando un nuovo impiego nella costruzione della piccola serra. Gli acquari sono costituiti da un box in vetro con base e coperchio plastico. Il coperchio, solitamente, integra una serie di luci, ottime per illuminare la serra, il terrario o il paludario.

Se il vostro acquario è costituito da meno componenti (solo il box, senza base), niente paura, si può procedere con la costruzione di una serra da comodino “tappando” l’apertura con della pellicola trasparente.

Nella posa della pellicola bisognerà fare attenzione a non lasciare grossi spifferi per non compromettere il microclima della serra. Gli acquari tropicali di solito hanno un sistema di riscaldamento e un filtro, questi componenti dovranno essere rimossi e, per non creare rifiuti, potete donarli al rivenditore di acquariologia più vicino casa. Una volta chiariti i componenti utilizzabili dell’acquario, passiamo al lavoro vero e proprio e vediamo come riciclare un acquario.

Come trasformare l’acquario in un terrario per  piante grasse, piante carnivore e piante tropicali

Un terrario è un contenitore trasparente nel quale potete far crescere le piante più esigenti. Le piante carnivore, per esempio, non riuscirebbero a sopravvivere in un clima rigido e secco. Le piante carnivore necessitano di un ambiente umido e temperato, quindi il terrario ricavato dall’acquario è perfetto. Ecco come ricavare un terrario riciclando un vecchio acquario.

  1. Pulite a fondo il vetro dell’acquario e, quando sarà del tutto asciutto, stendete sul fondo uno strato di ghiaia alto 2,5 centimetri.
  2. Portate a livello di 5 cm (aggiungendo un nuovo strato di materiale pari allo spessore di 2,5 cm) aggiungendo pezzetti di carbone di legna.
  3. Aggiungere altri 5 cm di una miscela data da torba e sabbia grossolana così da poter aggiungere alcune piantine. La miscela di torba è sabbia è piuttosto versatile. Se le vostre piante hanno esigenze particolari, ricordate di aggiungere il substrato specifico.
  4. Prima di iniziare con la messa a dimora, provate a decorare il fondale con delle rocce; scegliete delle rocce che hanno caratteristiche compatibili alle piante da coltivare.
  5. Per l’ambiente che state costruendo, l’ideale sono le piante che amano l’umidità. Nel disporle, mettete le piante più alte in profondità e quelle più basse in prima fila.
  6. Nella messa a dimora, ricordate di lasciare abbastanza spazio per la crescita tra una pianta e l’altra.
  7. Innaffiate con uno spruzzatore e mettete il coperchio.

Il terrario, aperto o chiuso che sia, dovrebbe comunque consentire sempre un certo ricambio d’aria.  Ricordate questa regola nel gestire il vostro piccolo ecosistema.

Se non desiderate prestare troppe cure alle vostre piante in terrario, aggiungete piante che amano l’umidità come i muschi, le felci e i licheni.

Come trasformare un acquario in una “tartarughiera”

Il terrario può essere utile per ospitare tartarughe di terra, per la preparazione potete ma se intendete ospitare tartarughe acquatiche, l’acquario è ancora più facile da gestire.

Calcolate bene le dimensioni. Le tartarughe acquatiche crescono in fretta, così, non pensate di allevare un esercito di tartarughe in un acquario di solo 100 litri! In genere gli esperti consigliano di calcolare 20 – 25 litri di acqua per ogni tartaruga.

Quanta acqua mettere? La profondità dell’acqua dovrebbe essere circa pari al doppio della lunghezza della tartaruga. Se le tartarughe sono piccole, vi basterà davvero poca acqua! In ogni caso dovrete calcolare che ci siano almeno 30 cm di distanza dal punto più alto del vostro acquario e il suo margine superiore. Insomma, assicuratevi che le tartarughe non riescano ad arrampicarsi e scappare via, perché il coperchio dell’acquario dovrà essere mantenuto aperto.

In questo contesto potrai riciclare anche il filtro dell’acquario. Il filtro vi aiuterà a mantenere l’acqua pulita ma ogni due settimane dovrete avere cura di sostituirne una buona parte.

Il fondale dell’acquario convertito in “tartarugaio”, potrà essere lasciato libero. Un fondo libero è più facile da pulire. Se intendete ospitare delle piante sommerse o coltivare ninfee in acquario, avrete la necessità di inserire un substrato.

Aggiungete delle rocce in parte sommerse, dove le tartarughe possono riposare e ricavarsi dei rifugi.

Il paludario

Con il giusto mix di fondale, piante e fauna acquatica, l’acquario può essere trasformato in un paludario. Un paludario è un sistema artificiale che mira a ricreare la vita acquatica di un fiume o di un laghetto e la flora con le piante emerse.

Un paludario consente di coltivare piante epifite, palustri e acquatiche, insieme all’allevamento di pesci, rettili e anfibi, così da riprodurre, in un vecchio acquario da riciclare, l’ambiente tipico d una riva fluviale o lacustre.

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Pubblicato da Anna De Simone il 28 agosto 2017