Come potare il kaki (cachi)

Come potare il kaki

Come potare il kaki (cachi): istruzione alla potatura del kaki, dal periodo migliore (in quale mese potare il cachi) alle indicazioni sui rami da recidere e la forma di allevamento migliore.

Kaki o cachi, albero da frutto

Il kaki cachi è un albero da frutto molto apprezzato. Nel gergo comune gli italiani fanno riferimento al cachi o al suo frutto con i termini: caco vanigliacaco mela ma anche diospiri o kaki mela, loti… In base all’epoca di raccolta abbiamo cachi vaniglia (loti vaniglia, di consistenza solidi) o cachi morbidi (loti morbidi, raccolti in uno stato avanzato di maturazione). La potatura si esegue in egual modo perché i cachi vaniglia o i cachi morbidi si producono a partire dalla medesima pianta / varietà.

In quale mese potare il caco

Il periodo migliore per eseguire la potatura del kaki cade tra i mesi di febbraio e marzo. In questo periodo, la potatura è atta a migliorare la produzione dei frutti del caco.

Potatura kaki: allevamento a vaso libero

La forma di allevamento più diffusa è quella a vaso libero, qui l’albero è costituito da un tronco alto dai 70 – 100 cm, dal tronco si originano tre o quattro branche principali inclinate a circa 30 gradi. Le branche, in genere, sono ben distribuite nello spazio e ognuna presenta un gran numero di sottobranche che, annualmente si caricano di frutti. Tra tronco, branche e sottobranche, con questo allevamento, l’albero di cachi raggiunge un’altezza di 4 – 5 metri ma può espandersi in larghezza anche fino a 5 – 8 metri grazie alle branche più sviluppate.

A prescindere dal tipo di allevamento, la potatura tardo invernale, serve a rimuovere le sottobranche superflue, arieggiare la futura vegetazione e aumentare la produttività della pianta. Vediamo come eseguire la potatura del caco.

Come potare il kaki

La potatura deve essere razionale e non drastica. Assicuratevi di potare sempre in proporzione della quantità dei getti che dipartono dalle sottobranche.

Un errore molto comune consiste nell’eseguire potature troppo drastiche su quelle piante di cachi più vigorose. Sappiate che se intervenite sulle branche principali darete modo alla pianta di produrre più ramificazioni.

E’ importante eliminare i polloni che crescono lungo il fusto o la base delle branche principali, tuttavia attenti a scegliere l’altezza giusta: le speronature ripetute possono spostare la produzione dei cachi verso la parte più alta della pianta senza sfruttarne la piena produzione su tutti i rami.

Quali rami tagliare?

Con la potatura dovete tagliare, alla base, i rami troppo sottili che crescono rivolti verso il centro della chioma. In più dovete recidere tutti i piccoli rametti presenti sulla faccia interna delle grosse branche.

Osservando la metà superiore delle branche, eliminate quei rami che superflui che vanno a creare troppa ombra sulle ramificazioni sottostanti. Questo ulteriore sfoltimento si esegue solo sui rami più alti perché creando ombra, possono rallentare la maturazione dei kaki e soprattutto causarne una caduta prematura.

Infine, dovete intervenire tagliando al fine di ridurre l’altezza delle branche principali… non dovete tagliare le branche principali ma eseguire dei tagli di ritorno sulle getti laterali, a sua volta deviate dai rami che costituiranno la nuova punta. Con questo intervento si vanno a eliminare la maggior parte dei rami che hanno fruttificato gli anni precedenti.

Queste indicazioni sono utili per la potatura del kaki (cachivecchio. Per kaki (cachi) vecchio intendiamo un esemplare di almeno 20 – 25 anni di età e quindi che già presenta un buon numero di ramificazioni. Nei primi anni di coltivazione, le potature del kaki sono ancora più leggere, limitandosi a eliminare quei rami che crescono verso l’interno del fusto principale.

I kaki sono alberi molto longevi e possono diventare pluricentenari conservando una buona produttività.

Pubblicato da Anna De Simone il 15 febbraio 2018