Come fare la termografia dell’impianto fotovoltaico

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Come fare la termografia dell’impianto fotovoltaico: le istruzioni su come individuare i punti caldi (hot spot) su un impianto fotovoltaico domestico o industriale.

La tecnologia fotovoltaica è affidabile e solida, tuttavia possono verificarsi dei guasti all’interno dei moduli dettati dal surriscaldamento di una o più celle fotovoltaiche. Quando questo accade, la cella danneggiata si comporta come un diodo polarizzato inversamente, così da innescare una sorta di reazione a catena che compromette la produzione di elettricità su tutte le altre celle collegate in serie. Se hai notato un calo di resa nel tuo impianto fotovoltaico potresti aver bisogno di un’analisi termografica.

Per eseguire la termografia del tuo impianto fotovoltaico ti consiglio di rivolgerti a una ditta specializzata in manutenzione e analisi del rendimento del fotovoltaico per due motivi, in primis avresti bisogno di una termocamera, un dispositivo che può essere piuttosto costoso.

In secondo luogo, ti consiglio di rivolgerti a un team di esperti sia per poter avere una certificazione (potrebbe essere necessaria se il tuo impianto fotovoltaico è ancora in garanzia e devi sostituire delle celle non funzionanti), sia perché l’impiego di una termocamera richiede una certa esperienza e manualità

Non è così semplice eseguire misurazioni termiche su superfici fotovoltaiche. Il vetro ha un’emissività di 0,85 – 0,90 nella freqeunza fra 8 e 14 μm, questo dato potrebbe essere incoraggiante ma i riflessi del vetro possono rappresentare il primo ostacolo, parliamo dei riflessi degli oggetti che circondano l’impianto fotovoltaico e il tuo riflesso stesso nel momento in cui stai catturando l’immagine termica.

I riflessi del vetro sono di tipo speculare, ciò significa che nell’immagine a infrarossi prodotta con la termografia è possibile vedere chiaramente gli oggetti circostanti con temperature diverse. Chi non ha abbastanza esperienza, nel leggere l’immagine ricavata con la termografia può giungere a conclusioni sbagliate individuando falsi punti caldi (hot spot) e/o cadere in errori di misurazione.

Per ovviare a questo problema è importate usare la termocamera in modo corretto fin dal momento della cattura della situazione termica.

Per evitare il riflesso della termocamera e dell’operatore sul vetro, non bisogna posizionare il dispositivo perpendicolarmente al modulo da ispezionare. Tuttavia, l’emissività termica è massima quando la termocamera è perpendicolare al modulo fotovoltaico da ispezionare e diminuisce con l’aumentare dell’angolo.

Allora quale è la posizione giusta?
Un buon compromesso si ottiene sfruttando un angolo di osservazione di 5-60°, dove 0° corrisponde all’asse perpendicolare al modulo fotovoltaico da ispezionare.

Maggiori informazioni:

Pubblicato da Anna De Simone il 19 maggio 2015